Carlo Urbani: un sognatore al servizio della salute

Articolo di · 7 aprile 2021 ·

“Sono cresciuto inseguendo il miraggio di incarnare i sogni. Ho fatto dei miei sogni, la mia vita e il mio lavoro”.
(Carlo Urbani, Immagini e Parole)

 

#VaccinEquity è la campagna lanciata dall’Organizzazione mondiale della Sanità per l’edizione 2021 della Giornata mondiale della salute e un invito rivolto a tutti i paesi ai quali si chiede di lavorare insieme per garantire, entro i primi 100 giorni dell’anno, la vaccinazione anti Covid-19 agli operatori sanitari e agli anziani in tutti i Paesi del mondo. Un appello che vuole sensibilizzare anche le compagnie farmaceutiche verso la solidarietà al fine di raggiungere questo importante traguardo, prima del 7 aprile 2021, giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della salute.

Obiettivo di questa azione non è solo il voler contrastare la pandemia in corso, ma soprattutto arginare le crescenti disuguaglianze alla base di molte sfide globali in ambito sanitario e che spesso vedono i paesi ricchi usufruire di posizioni privilegiate.

Dottor Carlo Urbani

Proprio in questa giornata, anche alla luce della campagna lanciata dall’Oms, un dovuto ricordo va a Carlo Urbani, il primo medico ad aver identificato e classificato la SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome, Sindrome Respiratoria Acuta Grave) o polmonite atipica, la malattia che ha causato l’epidemia esplosa tra il 2002 e il 2003 e che ha provocato 774 vittime accertate, tra cui egli stesso.

Un uomo, un medico e un padre che si è battuto per la difesa dei diritti umani e per l’accesso alla salute per tutti.

Il suo impegno inizia sin da ragazzo con la collaborazione con Mani Tese, con la creazione di un gruppo che offriva sostegno a persone disabili e con l’impegno, insieme ad altre persone, nel raccogliere medicinali da portare nei paesi africani.

L’operato di Carlo Urbani viene ricordato anche perchè coniugava le profonde competenze professionali con una sensibilità umana fuori dal comune. Urbani operava spinto dall’obiettivo di impiegare le conoscenze acquisite per migliorare la qualità della vita di tutti, a prescindere dalle condizioni economiche o dalla provenienza sociale e, soprattutto, indipendentemente dall’appartenenza a culture ed etnie differenti.

Un sognatore che non accettava le condizioni nelle quali vivevano troppe popolazioni, dimenticate e vulnerabili, e che voleva che quei suoi desideri potessero diventare realtà. La sua collaborazione nel 1993 con l’Oms e nel 1996 con Medici Senza Frontiere lo aiutarono a realizzare il suo grande desiderio. Nel 1999 divenne presidente della sezione italiana di Medici Senza Frontiere e con questo ruolo, nello stesso anno, ritirò il Premio Nobel per la pace a Oslo per conto dell’associazione. Con i soldi del prestigioso premio, creò un fondo per promuovere una campagna internazionale di accesso ai farmaci essenziali per le popolazioni più povere.

Il suo operato sul campo fu svolto in paesi quali la Cambogia e il Vietnam. In Cambogia ebbe l’incarico di controllare le malattie endemiche parassitarie come la schistosomiasi e, operando sul campo, ebbe l’occasione di insegnare alle popolazioni locali a curare le infezioni per evitare di contrarre malattie parassitarie.

Il 2000 fu la volta del Vietnam e dell’incarico ricevuto dall’OMS con il quale ottenne il controllo delle malattie parassitarie nel Pacifico Occidentale.

E’ il 2003 quando Johnny Chen, un uomo d’affari americano, fu colpito da una polmonite atipica e venne ricoverato presso l’ospedale di Hanoi. Urbani, recatosi d’urgenza all’ospedale, capì che si trattava di una malattia nuova e molto critica e decise di lanciare l’allarme al governo e all’Organizzazione mondiale della Sanità, chiedendo che venissero adottate delle misure di quarantena. Nel tragitto aereo da Hanoi a Bankok, il medico iniziò ad accusare i primi sintomi influenzali e una volta arrivato, chiese subito di essere ricoverato e isolato. Morì diciannove giorni dopo, il 29 marzo del 2003, di Sars lasciando la moglie Giuliana Chiorrini e i tre figli: Tommaso, Luca e Maddalena, quest’ultima deceduta a seguito di un’overdose a Roma il 27 marzo 2021 all’età di vent’anni.
Durante la sua malattia, riuscì a mantenere alto il suo altruismo e la sua dedizione verso la salute altrui e chiese ai medici giunti dalla Germania e dall’Australia di prelevare i tessuti dei suoi polmoni, per analizzarli e utilizzarli per la ricerca. Grazie al suo operato e alle misure da lui messe in atto, in tutto il Vietnam morirono per Sars solamente lui e altri quattro operatori e, sempre grazie alle sue misure, il Vietnam fu il primo paese del sud est-asiatico a dichiarare debellata la SARS.

Secondo l’OMS il metodo anti-pandemie realizzato da Urbani nel 2003 rappresenta, ancora oggi, un protocollo internazionale per combattere questo tipo di malattie e il ceppo di coronavirus responsabile della SARS, individuato da ricercatori del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta e delle varie università di Vietnam e Cina, è stato denominato Urbani in sua memoria.

Nell’edizione 2021 della Giornata mondiale della salute, le Nazioni Unite, assieme ad altri partners istituzionali e del settore privato, hanno predisposto una serie di strumenti come COVAX e ACT Accelerator per distribuire equamente vaccini, trattamenti e strumenti diagnostici a livello globale. Inoltre, anche i singoli individui, così come aziende, enti o associazioni hanno la possibilità di aderire alla campagna dell’OMS #VaccinEquity, firmando in digitale la Dichiarazione per l’Equità sui Vaccini (Vaccine Equity Declaration).

 


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