Il Treno “virtuale” della Salute

Articolo di · 3 novembre 2020 ·

Si ferma nelle case, nelle radio, nei telefoni di ciascuno, attraverso interviste, approfondimenti e contenuti multimediali.

 

“Il treno è un mezzo ecologico e democratico, nel senso che è per tutti, così anche la salute e l’accesso alle cure devono essere per tutti”.

Così afferma Sara Pinzani, responsabile de Il Treno della Salute, un progetto voluto da Medici con l’Africa Cuamm insieme ai Ferrovieri con l’Africa, alla Regione del Veneto con la Mutua sanitaria Cesare Pozzo come partner.

Quello di quest’anno è un treno speciale proprio perché virtuale. Al contrario delle scorse edizione nelle quali si raggiungevano diverse cittadine del Veneto per offrire screening gratuiti e servizi di educazione alla popolazione, quello dell’edizione 2020 è invece un treno che, fino al 7 novembre, arriva nelle case, nei telefoni di ciascuno, attraverso interviste, approfondimenti, contenuti multimediali diffusi grazie al coinvolgimento delle principali Tv e radio locali della regione Veneto.

Medici con l’Africa Cuamm opera molto nel territorio africano, area in cui ogni giorno sperimentiamo che se non lavoriamo insieme alle comunità locali, alle autorità, agli opinion leader non possiamo incidere sui comportamenti e

Sara Pinzani – Responsabile de Il Treno della Salute

sugli atteggiamenti culturali; non possiamo cambiare, in meglio, le condizioni di salute degli africani continua Pinzani – Per esempio in Mozambico, grazie al lavoro con 200 attivisti locali, andiamo di casa in casa, di villaggio in villaggio, a spiegare come ci si deve comportare per prevenire il Covid-19, o per combattere l’Hiv/Aids, o ancora cosa devono fare i malati cronici (per esempio, di diabete, ipertensione). Solo parlando alla gente e dimostrando che lavori in modo serio, le persone si fidano di te e ti ascoltano. Così anche in Italia, diffondendo messaggi forti, con un linguaggio chiaro per tutti, si può incidere su un cambiamento in senso positivo”.

L’obiettivo di questa edizione è proprio il voler raggiungere la popolazione di tutte le età, dai giovani con i social, agli adulti e anziani attraverso le radio e le tv, con messaggi di prevenzione da un lato e di solidarietà dall’altro e, come commenta la responsabile del progetto: “l’aver cura della propria salute, l’adozione di comportamenti e stili di vita rispettosi di se stessi e degli altri, nonché dell’ambiente circostante devono essere alla base della quotidianità di ciascuna persona. È indispensabile guardare oltre il proprio “io” e sentirsi parte di un unico pianeta, di un’unica umanità”.

Il Treno della Salute ha permesso in questi anni di incontrare una parte della popolazione che difficilmente si raggiunge, per offrire un servizio importante per la loro salute.

“Ci dispiaceva perdere questa opportunità di incontro con la popolazione del Veneto – continua Pinzani – e soprattutto non volevamo rinunciare alla possibilità di offrire un servizio concreto a fasce emarginate della popolazione che spesso non accedono alle cure e a forme di prevenzione. Quello messo in campo quest’anno è un modo nuovo e capillare per parlare di prevenzione e stili di vita, di Covid-19 e influenza, del legame che c’è tra ambiente e salute, di salute globale e solidarietà. Mai come in questo periodo ci siamo resi conto di quanto siamo interconnessi e di quanto quello che succede a migliaia di chilometri di distanza, che sia in Cina o sia in Africa, deve riguardaci tutti, perché il mondo è uno solo e la salute deve essere intesa come un bene globale.”

Altra caratteristica di questo treno speciale è la proposta formativa che si rivolge, sempre attraverso il web, alle scuole e ai ferrovieri: “Le attività di formazione – spiega la responsabile – sono indirizzate a settori specifici quali quello scolastico, quello ferroviario e infine a un gruppo di persone emarginate. Per il settore scolastico è stata organizzata una sessione formativa sul tema “Clima e salute”, gestita da Italian Climate Network. Una doppia proposta, dedicata ai volontari dell’associazione Ferrovieri con l’Africa, ha visto le formatrici di Progetto N.A.Ve (Network Antitratta per il Veneto) spiegare ai Ferrovieri con l’Africa il fenomeno della tratta di esseri umani. Un tema di interesse per questa categoria di lavoratori, utile ad aiutarli a gestire situazioni difficili che possono verificarsi durante i viaggi in treno. Infine, per un gruppo di persone vulnerabili intercettate da Progetto N.A.Ve, sono stati proposti due appuntamenti su temi quali l’educazione alimentare, l’educazione motoria, la lotta al tabagismo, l’igiene personale e degli alimenti”.

Oltre alla prevenzione, che è da sempre al centro della proposta del Treno della Salute, i messaggi diffusi in questa edizione hanno come denominatore comune il momento difficile che tutti stanno vivendo: in ogni prodotto realizzato vengono ricordate le norme corrette per contenere il contagio, gli atteggiamenti che tutti oggi sono chiamati ad avere e rispettare con la consapevolezza che, come afferma Sara Pinzani:“ne verremo fuori solo insieme, consapevoli che il bene mio è anche il bene del

Il Treno della Salute delle edizioni passate

mio vicino, che la salute di ciascuno dipende anche dal rispetto degli altri”.

La volontà di creare questo treno virtuale è il frutto di un confronto tra Medici con l’Africa Cuamm, Regione Veneto, in particolare l’assessore alla sanità, Manuela Lanzarin e la Direzione Prevenzione, nel quale, alla luce del contesto attuale, è emersa la difficoltà di fare sostare un treno in stazione per alcuni giorni, facendo convogliare lì persone e creando così assembramenti, sapendo, in più, che attualmente i medici e gli operatori delle Ulss che negli anni scorsi prestavano servizio sul treno, sono

impegnati in prima linea per combattere la pandemia.

L’obiettivo era mantenere il valore del Treno della Salute, dandogli però un’altra forma. Valore che si declina nella volontà di raggiungere differenti parti della popolazione. Obiettivo raggiunto attraverso il coinvolgimento di differenti mezzi di comunicazione.

Il viaggio de Il Treno della Salute inizia nel 2017 dall’idea di un gruppo di ferrovieri che affianca e sostiene il Cuamm, i Ferrovieri con l’Africa e, nel tempo, registra dati molto importanti: 2.232 screening e consulenze (tra counselling per la nutrizione, controlli oncologici, per il tabagismo e per l’attività fisica); 997 bambini della scuola primaria hanno partecipato ai laboratori didattici sul treno; 195 volontari del Cuamm hanno dedicato il loro tempo al Treno della Salute e oltre 300 medici delle Ulss del Veneto si sono messi in gioco per effettuare le visite; circa 70 ferrovieri, infine, si sono impegnati per la riuscita di questo grande progetto.

L’anima del progetto, ossia Medici con l’Africa Cuamm nasce invece nel 1950 e da allora, ossia da 70 anni, rivolge il suo impegno nell’accesso alle cure e alla salute delle popolazioni più povere dell’Africa sub-Sahariana. Oggi sono

Laboratorio per bambini nelle edizioni passate

presenti in otto paesi (Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan e Uganda), operano in 23 ospedali e 127 distretti a tutti i livelli del sistema sanitario, dalle strutture sanitarie fino alle comunità e ai villaggi.

Gli operatori, oltre 4.700 tra espatriati e locali, si impegnano ogni giorno per la salute di mamme e bambini, per garantire parti sicuri e assistiti, per curare i bambini malnutriti, eseguire vaccinazioni e visite pre e post natali. Si occupano di malati di Tubercolosi, Malaria, Hiv/Aids, senza dimenticare le persone affette da malattie croniche sempre più numerose anche in Africa. Al centro del loro operato anche la formazione del personale sanitario e l’insegnamento in un’università in Mozambico e in tre scuole per infermieri.

Un nuovo progetto che presto Medici con l’Africa Cuamm vorrebbe lanciare è “Come prima, più di prima”: “In tempi di Covid-19 la situazione in Africa è ancora più precaria e difficile – afferma Sara Pinzani – Le donne, per esempio, non si recano in ospedale per partorire perché hanno paura del virus, così come non portano i bambini alle vaccinazioni. Con l’aiuto di tutti, vogliamo rafforzare e aumentare il nostro impegno quotidiano, quello appunto che facevamo prima della pandemia. In particolare, vogliamo costruire quattordici nuove “case d’attesa”: piccole strutture vicino all’ospedale che ospitano le donne partorienti, per farle sentire sicure e vicine a un servizio indispensabile per la salute loro e quella del loro bambino”.

Scopri dove “ferma” il treno della salute 2020 su mediciconlafrica.org

I video informativi realizzati per questa edizione speciale sono invece disponibili al seguente link: https://www.mediciconlafrica.org/trenodellasalute


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