Un mondo di profonde disuguaglianze

Articolo di · 19 febbraio 2020 ·

L’1% più ricco ha il doppio della ricchezza di 6,9 miliardi di persone

“Colmare le disuguaglianze per realizzare la giustizia sociale” è il tema del 2020 della Giornata mondiale per la giustizia sociale dell’Onu. La giornata si celebra il 20 febbraio di ogni anno dal 2009 ed è stata indetta con una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che ha riconosciuto la necessità di affrontare questioni quali la povertà, l’esclusione e la disoccupazione.

Le Nazioni Unite e l’Organizzazione internazionale del lavoro sostengono che la giustizia sociale sia un principio fondamentale “per la coesistenza pacifica e prospera all’interno e fra le nazioni”. Queste organizzazioni internazionali sottolineano che sostenere i principi di giustizia sociale significa “promuovere l’eguaglianza fra i generi o i diritti di popoli indigeni e migranti” e che si promuove la giustizia sociale quando “si rimuovono gli ostacoli che le persone affrontano a causa di genere, età, razza, etnia, religione, cultura o disabilità”.

L’Organizzazione internazionale del lavoro propone alcuni dati interessanti. L’occupazione dal 2008 è cresciuta annualmente solo dello 0,1%, a fronte di uno 0.9% tra il 2000 e il 2007. Più del 60% dei lavoratori mondiali non ha alcun tipo di contratto lavorativo. Meno del 45% dei lavoratori salariati sono impiegati a tempo pieno e in modo permanente e tale percentuale è in diminuzione. Nel 2019 più di 212 milioni di persone erano disoccupate, a fronte di 201 milioni nell’anno precedente. È necessario creare 600 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030, soltanto per mantenere il ritmo di crescita della popolazione in età di lavoro.

Per l’Onu il perseguimento della giustizia sociale per tutti è “il nucleo della missione globale di promuovere lo sviluppo e la dignità umana”.

I dati indicano che, nel mondo, un lavoratore su cinque vive in condizioni di povertà discreta o estrema, le disparità geografiche impediscono l’accesso a un lavoro decente, molti lavoratori si devono confrontare con salari stagnanti, le disparità di genere prevalgono e le persone non beneficiano allo stesso modo della crescita economica. “Le diseguaglianze fra e all’interno dei Paesi – sostiene l’Onu – stanno indebolendo la coesione sociale, impedendo alle persone di esprimere il loro pieno potenziale, e trasformandosi in un peso per l’economia”. “È tempo – è la conclusione – di ridurre le diseguaglianze a livello globale”.

Concentrando l’attenzione più sui patrimoni che sui redditi, il rapporto 2020 di Oxfam dipinge, se possibile, un affresco ancora più preoccupante. Nel 2019 i 2.153 miliardari della Lista Forbes possedevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone. I 22 uomini più ricchi avevano più ricchezza di tutte le donne africane. L’1% più ricco del mondo deteneva più del doppio della ricchezza di 6,9 miliardi di persone. Tra il 2011 e il 2017, mentre i salari medi nei paesi del G7 aumentavano del 3%, i dividendi azionari sono cresciuti del 31%.

Il rapporto ricorda che al vertice della piramide mondiale “migliaia di miliardi di dollari si concentrano nelle mani di un piccolissimo gruppo di persone, prevalentemente uomini”: una condizione di solo denaro e niente lavoro. All’opposto, la situazione è quella di solo lavoro e niente denaro, per cui “secondo i nuovi dati della Banca Mondiale, quasi metà della popolazione globale sopravvive con 5,50 dollari al giorno o meno”.

In questo quadro di diseguaglianze estreme si inseriscono anche profonde disparità di genere. Il rapporto Oxfam indica che “a livello mondiale gli uomini possiedono il 50% di ricchezza in più rispetto alle donne”. “Le donne – prosegue il rapporto – non solo contribuiscono all’economia di mercato con manodopera a basso costo e gratuita, ma sostengono anche lo Stato fornendo assistenza che dovrebbe invece essere fornita dal settore pubblico. Oxfam ha calcolato che il solo lavoro di cura non retribuito svolto delle donne aggiunge valore all’economia per almeno 10.800 miliardi di dollari all’anno, un ammontare tre volte superiore al valore del mercato globale dei beni e servizi tecnologici”.

La sintesi del rapporto è consultabile anche in italiano, mentre il rapporto completo è disponibile solo in inglese. Oxfam fornisce anche altri dati da cui partire per riflettere sulle direzioni da prendere. Per l’elaborazione del rapport Oxfam ha utilizzato il Global Wealth Report 2019 di Credit Suisse e i dati patrimoniali sui miliardari della Lista Forbes.

Oxfam Italia, a sua volta, ha prodotto un report sulla situazione specifica del nostro Paese. Il 20% più ricco degli italiani detiene quasi il 70% della ricchezza nazionale, il successivo 20% è titolare del 16,9% della ricchezza, mentre al restante 60% più povero è lasciato solo il 13,3% della ricchezza nazionale.


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