Strumenti mutualistici nel welfare familiare

Articolo di · 27 novembre 2017 ·

Tutti noi sperimentiamo i costi del welfare ed in particolare quelli del welfare sanitario. Direttamente o per nostri familiari abbiamo a che fare con Asl, servizi sanitari accreditati, medici privati che esercitano la loro professione con costo diretto a carico del cittadino. E non solo per situazioni di grande necessità ed emergenza per la salute, ma anche per azioni di prevenzione, nell’ordinario insomma.

Ormai è radicata una lettura distorta nel complesso pur tuttavia condizionata da oggettivi elementi per cui il Sistema pubblico scricchiola per qualità ed efficienza e quindi si attribuisce maggior fiducia ai privati anche in campo sanitario. E quindi noi cittadini ci poniamo come consumatori di servizi di welfare ed in tal modo, alla sorta di “clienti” appunto, siamo trattati.

Ne derivano alcune storture: accessibilità a questi servizi per chi se lo può permettere, rapporto fornitore-cliente nella relazione, necessità per il fornitore sanitario di ricavare utili economici dalla sua attività con relativa scelta dei clienti preferiti e delle modalità di costruzione del tariffario.

Nessuna altra strada, quindi? No: il modello delle società di mutuo soccorso, originario dell’Ottocento come prima forma di autorganizzazione tra cittadini che decidono per scelta (libertà) e necessità (vantaggio), è di nuovo valido e funzionale. Almeno 4 sono i motivi per sperimentare questa opportunità, a portata di famiglia innanzitutto:

  • la mutua sanitaria rappresenta un modello sociale di riferimento;
  • il mutualismo è una forma di sostegno ai diritti universali;
  • l’autorganizzazione aiuta la solidarietà tra i membri di una comunità;
  • moltiplicatore di risorse.

modello sociale di riferimento

lo strumento mutualistico è per sua natura “collettivo”: per sua natura è strumento che evita la deriva totale verso la declinazione “cittadino=consumatore di sanità”, con sole scelte di interesse individuale e senza vantaggi per la comunità.

sostegno ai diritti universali

le proposte avanzate dai valori storici e fondativi del mutualismo valorizzano il ruolo del Servizio Pubblico e quello del privato sociale per rafforzare i diritti universali della Persona, con garanzia di accesso ai servizi sociali ed assistenziali di interesse generale, erogati e forniti da attori sinergici –  e non contrapposti – con il sistema pubblico.

autorganizzazione

Il welfare di comunità rappresenta una risposta “utile” e “civica” dei cittadini di fronte alla diminuzione di risorse e di certezze nei servizi assistenziali: organizzazioni come le fondazioni di comunità e di mutuo soccorso sono uno degli strumenti di autorganizzazione dei cittadini che con spirito collettivo uniscono forze e risorse per darsi soluzioni “buone” a fronte di problemi troppo grandi per ciascuno da solo.

moltiplicatore di risorse

i fondi integrativi di welfare comunitario possono far moltiplicare le risorse economiche di una comunità che con strumenti mutualistici crea un effetto volano nel territorio, mettendo in rete la Pubblica Amministrazione, le aziende, le famiglie, i fornitori di servizi di welfare in ruoli diversi ma con obiettivo condiviso per sviluppare economia (capitale sociale, umano, economico) nel territorio.

Vantaggi concreti con un welfare mutualistico sono la costruzione di piani di assistenza sanitaria per le famiglie, con prestazioni utili per i suoi componenti giovani e adulti, con prestazioni per la prevenzione e sostegno alle spese per cure ed esami. In tal modo, il contributo associativo è di gran lunga ridotto poiché la famiglia partecipa ad una collettività rappresentata dai Soci della mutua sanitaria. Inoltre, l’approccio mutualistico e collettivo permette di poter erogare servizi ed assistenze  dirette a famiglie con esperienze di disagio, perché la dimensione comunitaria della società di mutuo soccorso riesce ad accogliere anche le esigenze specifiche per bisogni particolari. Da ultimo, la relazione tra soci e non tra clienti impedisce i rischi di lucro sui temi di welfare sanitario.

Alcuni consigli per scegliere con consapevolezza un fornitore di un piano sanitario per la famiglia:

  • verifica che tutti i componenti della famiglia, senza esclusione per lo stato di salute, siano iscrivibili e che non vi siano limiti di età per rimanere in copertura;
  • controlla che il costo sia identico per tutti, meglio se a nucleo famigliare;
  • accertati che le prestazioni sanitarie previste dal piano sia fruibili sia nel SSN sia con medici privati, a scelta della famiglia e non a scelta del fornitore;
  • cerca per iscritto nei documenti eventuali tempi di carenze, franchigie e tempistiche per chiedere i rimborsi;
  • valuta l’importanza di avere assistenza ed informazioni anche attraverso uffici presenti nel territorio e non solo a distanza;
  • chiedi garanzie che la copertura possa essere interrotta solo per tua volontà e non perché sei diventato un “cliente troppo costoso” per il fornitore;
  • considera quale livello di impatto sociale raggiunge il fornitore e come ne beneficiano i cittadini più bisognosi in tema di welfare.
author-avatar
Sull'Autore
Testi a cura dell'Ufficio Comunicazione della Mutua Sanitaria Cesare Pozzo

    Lascia un commento