E’ Vento Nuovo: sport, salute mentale e inclusione sociale

Articolo di · 9 ottobre 2020 ·

10 ottobre Giornata mondiale della salute mentale: a Udine si pratica lo sport come strumento di protagonismo e integrazione delle persone con sofferenza mentale

Lo sport come strumento di protagonismo e di integrazione. È l’esempio di inclusione sociale dell’associazione polisportiva È Vento Nuovo, un consolidata realtà friulana nata nel contesto dei servizi della salute mentale che opera con il supporto della cooperativa sociale Itaca e in strettissima collaborazione con la Comunità Nove di Udine, gestita dalla stessa cooperativa.

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Polisportiva E’ Vento Nuovo

Anche la Mutua sanitaria Cesare Pozzo ha deciso di supportare È Vento Nuovo per la sua importante valenza sociale.

La polisportiva è riconosciuta dal Coni e conta una cinquantina di soci attivi, quasi tutti utenti del Dipartimento di salute mentale di Udine. Anche se in questo 2020, ha dovuto limitare in parte il suo operato a causa del coronovirus, normalmente svolge attività settimanali di calcio, bocce, ginnastica dolce e pallavolo. Realizza, inoltre, e partecipa a eventi sportivi sul territorio locale, regionale e nazionale.

Agli eventi sportivi si affianca un’attività di promozione sociale e culturale: momenti conviviali, partecipazione a manifestazioni di sensibilizzazione sui temi della salute mentale e dell’inclusione sociale e concerti musicali.

È Vento Nuovo si è costituita nel 1994, nell’ambito delle prime iniziative di de-istituzionalizzazione dell’allora ospedale psichiatrico Sant’Osvaldo di Udine insieme all’intervento, in collaborazione col nuovo Direttore del Dipartimento di salute mentale, delle cooperative sociali riunite nel Consorzio operativo salute mentale, tra le quali figura anche Itaca.

La deistituzionalizzazione degli ospedali psichiatrici, cioè di superamento delle strutture manicomiali, si inserisce nel processo di attuazione della legge 180 del 1978, approvata grazie alla battaglia di Franco Basaglia, lo psichiatra prematuramente scomparso 40 anni fa che, proprio a partire dal Friuli e dell’ospedale psichiatrico di Trieste, rivoluzionò la psichiatria italiana mettendo al centro le persone e non la sofferenza mentale.

Salute mentale sport e inclusione sociale

Roberto Rossetto, presidente di E’ Vento Nuovo

È Vento Nuovo fa parte di questo processo, come spiega il presidente Roberto Rossetto. Le parole chiave sono protagonismo e integrazione:  “protagonismo – dice Rossetto – perché uscendo dalla relazione ‘terapeuta – malato’, ‘educatore – disabile’, ‘operatore – utente’ e giocandosela su un piano diverso, dove lo scopo è l’attività stessa fatta insieme e non la ‘guarigione del paziente’, si crea il presupposto perché la persona che vive una condizione di fragilità passi dall’atteggiamento passivo di chi riceve un trattamento ad una scelta, un’assunzione di responsabilità rispetto alla cura delle proprie passioni, del proprio percorso di vita e di sé”.

Integrazione – prosegue Rossetto – perché questo modello prevede che il gruppo sia costituito di persone animate da passioni comuni e che perseguono i medesimi obiettivi: praticare dello sport, socializzare, viaggiare, suonare uno strumento musicale, dipingere, lavorare il legno o anche ‘solo’ sentirsi parte di una comunità”. Il gruppo non è quindi formato solo da operatori e utenti dei servizi ma anche da familiari, amici, volontari e, soprattutto, comuni cittadini.

È Vento Nuovo è nata partendo da questi principi, come numerose altre associazioni sportive fondate negli anni Novanta nell’ambito dei servizi della salute mentale. Ha sede nel Parco di Sant’Osvaldo di Udine e nel 2000 è stata tra le fondatrici dell’Associazione nazionale polisportive per l’integrazione sociale, rete nazionale finalizzata alla condivisione di ‘buone pratiche’ tra associazioni per lo più collegate al mondo della salute mentale. Il coordinamento regionale di Anpis è ospitato proprio nella sede udinese dell’associazione.

È Vento Nuovo e Anpis – sottolinea Rossetto – non propongono ‘laboratori sportivi’ e si oppongono all’usanza di attaccare la parola ‘terapia’ al nome dell’attività svolta ma fanno sport e promozione sociale, organizzano eventi e manifestazioni sportive e culturali, punto. Distanti dunque quarant’anni almeno da chi ancora propone come una conquista storture quali i tanto pubblicizzati ‘Campionati mondiali di calcio dei malati psichiatrici’”.

Dal 2010 il Coordinamento regionale di Anpis organizza il Campionato regionale di calcio delle polisportive per l’integrazione sociale, manifestazione che, grazie anche al fatto di protrarsi per tutto l’anno, ha favorito la crescita di una rete solida e ramificata di relazioni tra le realtà del territorio regionale e locale. Il campionato ha anche fatto nascere e aiutato a crescere nuovi gruppi di calciatrici e di calciatori, tra cui quello dei ragazzi della residenza psichiatrica di via Marangoni 105 a Udine.

“Per noi – aggiunge Rossetto – particolarmente significativo si è dimostrato il rapporto maturato con l’ARCI di Udine e Pordenone, associazione con cui la collaborazione è divenuta ‘strutturale’ per moltissime delle attività che svolgiamo, sportive e non. L’aver ottenuto che realtà del territorio entrino ‘organicamente’ al Parco Sant’Osvaldo, proponendo eventi e spettacoli  e che si offrano di supportare i servizi della salute mentale nel portarne di propri in città, è un traguardo importantissimo per tutto il movimento”.salute mentale, sport e inclusione sociale

Altro evento calcistico rilevanteper l’associazione è l’organizzazione annuale nel Parco di Sant’Osvaldo del torneo intitolato a Giorgio Molaro, una persona che frequentava la Comunità Nove, venuta a mancare proprio nei giorni in cui veniva organizzata la prima edizione. Il torneo, giunto alla XVII edizione, quest’anno si è svolto in forma ridotta, a causa delle misure di sicurezza sanitarie per il contenimento del coronavirus.

Gli effetti della pandemia hanno ovviamente toccato anche È Vento Nuovo che, nei mesi di lockdown, ha sospeso le attività. Dopo il lockdown sono ripresi gli allenamenti di calcio e da poco sono ripartite le bocce. La pallavolo al momento è ferma per le difficoltà connesse alle condizioni di utilizzo e sanificazione delle palestre. Roberto Rossetto assicura comunque che, appena possibile, torneranno in campo anche pallovoliste e pallavolisti.

1 Comment

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    Pino Rossetto

    Esperienze edificanti, fa esportare anche in altre realtà. Avanti così. Grandi!


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