Il ruolo della mutualità nel welfare del futuro

Articolo di · 18 dicembre 2017 ·

Negli ultimi anni con il ritrarsi del welfare pubblico e la conseguente affermazione di esperienze integrative al servizio sanitario nazionale, la mutualità volontaria ha assunto una nuova importante funzione sussidiaria e solidaristica, che lascia intravedere uno scenario non solo di recupero della memoria ma anche di crescita per il futuro. Tra le mutue volontarie eredi dell’Ottocento, la più grande è la Mutua sanitaria Cesare Pozzo, che dall’ambito professionale ha saputo evolversi verso l’ambito sociosanitario, cioè verso i bisogni del nostro tempo.

Con l’apertura di CesarePozzo a tutti i cittadini, dal 1994 si sviluppa un incessante sforzo per far conoscere l’organizzazione mutualistica all’esterno, tentando pure di coniare slogan che possano fare presa sui potenziali soci al di fuori del mondo dei trasporti, pur conservando i valori della tradizione e dell’identità. Per la mutua inizia un percorso nuovo con un vero e proprio intreccio tra rinnovamento dei dirigenti, regionalizzazione della struttura tecnica, ruolo dei volontari, ricerca di canali di “mercato” per l’integrazione sanitaria.

Nel 1996 il presidente Gabriele Ferri, a 77 anni, lascia la carica avendo portato CesarePozzo a essere la più grande Mutua sanitaria in Italia. La presidenza passa ad Ascanio Pagni che resta in carica fino al 2005, con un intermezzo affidato a Francesco Cinti dal 2002 al 2004.

Si dimostra più difficile del previsto veicolare la “mutua dei cittadini” nei luoghi di lavoro fuori dal mondo dei trasporti. Ciò sia perché alcune prestazioni quali la “professionale” non hanno particolare significato per altre categorie di lavoratori, sia perché risulta difficile diffondere l’idea del bisogno di assistenza sanitaria integrativa. Per diversi anni il numero dei soci ferrovieri cala in ragione dei pesanti prepensionamenti nelle Ferrovie dello Stato, mentre l’auspicata penetrazione all’esterno è meno incisiva del previsto.

Questa difficoltà crea un periodo di fibrillazione, inducendo ad avviare sperimentazioni e a rinnovare linguaggio e immagine. È forte il dibattito su quale debba essere il futuro della Mutua sanitaria Cesare Pozzo. Occorre, cosa non facile, portare nella società il valore e la pratica del mutualismo, con un recupero della cultura dell’auto-organizzazione a fini sanitari.

Sulla proiezione esterna pesa l’indeterminatezza giuridica, con la legge sulla mutualità ferma al 1886. Il D.lgs. n. 460/1997 sul riordino tributario dell’intero settore non profit non ha il necessario completamento, anche se risulta fondamentale la novità della detraibilità d’imposta per i contributi dei soci al mutuo soccorso. Il nuovo indirizzo della sanità privata apre le porte ai privati (polizze sanitarie, fondi, mutualità) per quel che riguarda la sanità integrativa: è un mercato ricco in cui la mutualità può giocare un ruolo rilevante, in cui operano soggetti assicurativi molto solidi, la concorrenza è agguerrita, e può diventare anche sleale. I dirigenti di CesarePozzo mettono in guardia, già negli anni ’90, dal fenomeno delle mutue spurie, cioè società di mutuo soccorso strumentalmente costituite da soggetti profit, collegati alle compagnie assicurative.

Sul terreno concreto occorre misurarsi con riguardo alle prestazioni richieste dai soci e con i cambiamenti in corso nella società italiana (diminuzione del lavoro dipendente, innalzamento dell’età media, diminuzione delle famiglie numerose e crescita dei single e delle convivenze). Si cerca dunque di modificare i sussidi ma si comincia anche a scoprire che la grande crescita del sodalizio ha modificato lo spirito di adesione. Al tempo dei macchinisti e fuochisti il rappresentante d’impianto conosceva uno a uno i soci ed esercitava il necessario controllo per evitare abusi, inconcepibili in una società di mutuo soccorso di categoria. Nella mutua dei cittadini tale controllo non è più possibile e la spinta all’adesione viene sempre più spesso dal calcolo economico, portando in qualche caso ad abusare delle prestazioni sanitarie.

Nel 2003 vengono riorganizzate le prestazioni base e le prestazioni aggiuntive, aumentando anche il livello della quota sociale. Tali prestazioni rimangono quasi invariate fino al 2017, sintomo del fatto che si è imboccata la strada giusta per andare incontro alle esigenze dei soci.

Procedono intanto le alleanze verso l’esterno. Nel 2006 si costituisce il Consorzio Mu.sa. fra le sette maggiori mutue sanitarie integrative presenti in Italia, cui in seguito se ne aggiungono altre tre. Il consorzio vuole essere un soggetto operativo teso a migliorare le prestazioni offerte dalle società di mutuo soccorso e a recuperare uno sviluppo sanitario di quelle più piccole. Il Consorzio Musa rappresenta un passaggio importante per il rilancio della mutualità, con l’obiettivo di stipulare accordi con enti pubblici e imprese private, finalizzati a garantire ai lavoratori prestazioni integrative sanitarie e socio-sanitarie, oltre che di partecipare ai bandi di formazione e gestione dei fondi integrativi e di realizzare una rete di strutture sanitare convenzionate.

Dal 2005, sotto la presidenza di Giovanni Sica, la Mutua sanitaria Cesare Pozzo si inserisce con forza nel contesto presente di recupero del mutualismo a fini socio-sanitari. CesarePozzo contribuisce a rafforzare la Fimiv (Federazione italiana mutualità integrativa volontaria), istituisce la Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità, sperimenta la sanità territoriale, cioè i fondi che rimangono sul territorio per realizzare insieme al mutuo soccorso anche progetti di solidarietà verso i bisognosi, costituisce nel 2010 Fondo Salute, società cooperativa europea, insieme al partner francese Union Harmonie Mutuelle, che raggruppa la maggior parte delle mutue francesi. Soprattutto vanno in porto alcuni rilevanti accordi di gestione sui fondi sanitari aziendali tra i quali spiccano quelli con Raiffeisen, Fincantieri, Fondo Coop, Fondazione Atm.

Nel 2010 CesarePozzo si iscrive all’anagrafe dei fondi sanitari integrativi al Servizio sanitario nazionale e l’attività societaria viene divisa in due rami: soci tradizionali e aziende convenzionate per i fondi sanitari integrativi. Gli anni successivi sono una sorta di “rinascimento” del mutuo soccorso. I contratti collettivi di lavoro hanno cominciato a prevedere, a carico dei datori di lavoro, la contribuzione a fondi sanitari integrativi. Si tratta di fondi chiusi a cui partecipano i soli lavoratori dipendenti a cui si applica il contratto. CesarePozzo gestisce numerosi fondi contrattuali quali, a titolo di esempio, Fincantieri, Coop Liguria, Emilceramica, Fondazione ATM Milano, Fondo coop Italca, Gruppo Ferrovie dello Stato fino al 2017, Fondo strategico italiano, Consiglio superiore della magistratura, Italia lavoro, Tecnosky, Pedemontana, Serravalle, Cav concessioni autostradali venete, molte cooperative e consorzi sociali. Tutti i lavoratori di queste società hanno la possibilità di estendere la tutela ai familiari e di mantenere una forma di assistenza anche qualora dovessero uscire dal mondo del lavoro.

L’opera della Mutua sanitaria Cesare Pozzo rispecchia i valori di solidarietà del mutuo soccorso. La sua missione attuale è quella di integrazione rispetto ai servizi di welfare garantiti dallo Stato, con tutele e sussidi: malattia, infortunio, maternità, rimborsi ticket esami e visite sanitarie, ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici, decesso, rischi lavorativi, incentivi allo studio per i figli dei soci; un mix, dunque, tra esigenze sociosanitarie vecchie e nuove.

Nel 2012 viene riformata la legge di riferimento del mutuo soccorso istituendo, fra l’altro, lo strumento della mutualità mediata che permette alle piccole mutue di erogare prestazioni socio-sanitarie per tramite delle mutue più grandi e CesarePozzo, in quanto tale, si attiva subito in tal senso. Nel 2015 diviene operativo il Codice etico e nel 2016 è conseguita la certificazione di qualità Iso 9001. Nelle parole di Armando Messineo, presidente della Mutua sanitaria Cesare Pozzo dal 2014, “CesarePozzo si candida in Italia a diventare un forte protagonista della sanità integrativa, settore che sta vivendo un momento di grande interesse e che vede la nascita di agguerrite iniziative imprenditoriali da parte di aziende che hanno il solo scopo di fare profitti. In questo affollato mercato ci siamo da anni anche noi, che però offriamo un modello diverso basato sulla democrazia e sulla assenza di finalità di lucro e, come i nostri competitors, lavoriamo per avere sempre più assistiti”.

(a cura di Stefano Maggi con la collaborazione di Federico De Palo)

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Sull'Autore
Presidente della Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità

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