Ripensare l’impresa sociale

Articolo di · 10 settembre 2019 ·

XVII Workshop sull’impresa sociale, Riva del Garda – 12 e 13 Settembre.

Investire sull’impresa sociale per ampliare i suoi confini e creare valore. Il nuovo quadro normativo, l’accumularsi di risorse dedicate di varia natura e provenienza ma soprattutto la necessità di nuovi modelli di servizio e di business, a fronte della crisi di quelli tradizionali, sono i fattori che sostengono la crescita delle imprese sociali.

A livello nazionale sono sempre più diffuse le esperienze di amministrazione collaborativa tra enti pubblici e organizzazioni di terzo settore favorite sia da provvedimenti normativi come l’art. 55 del Codice del Terzo settore (d.lgs. 117/2017), sia da una generale apertura della pubblica amministrazione verso l’introduzione di nuove forme di progettazione e gestione degli interventi di welfare, nel segno della collaborazione e della coproduzione con altri soggetti. L’art. 55 è una delle disposizioni più importanti del Codice in quanto definisce il quadro generale delle relazioni tra Enti di Terzo Settore e Pubblica Amministrazione, introducendo gli strumenti della coprogettazione e della coprogrammazione, grazie ai quali le organizzazioni del Terzo Settore hanno la possibilità di partecipare alla costruzione delle politiche.

Questo e altro è al centro del “XVII Workshop sull’impresa sociale” che si tiene a Riva del Garda il 12 e 13 settembre prossimi. Un appuntamento di riferimento per le imprese che producono beni e servizi di utilità sociale in svariati campi, perseguendo obiettivi di “interesse generale”. Un ecosistema imprenditoriale che si sta velocemente arricchendo di iniziative e di approcci diversi al tema, aumentando l’impatto sulle politiche e sui sistemi socio-economici. Il Workshop si propone di far emergere le migliori buone pratiche dell’imprenditoria sociale italiana, favorendo il confronto tra operatori del settore ed altri attori pubblici e privati che intendono sostenere lo sviluppo di queste particolari imprese.

Il Workshop di Riva del Garda intende inoltre rimettere al centro il valore dell’impresa sociale a partire da quel “valore sociale” che ne ha ispirato la genesi, accompagnato lo sviluppo e definito il profilo istituzionale. Impone una riflessione che consideri il “valore complessivo” delle imprese sociali, riproponendo il necessario equilibrio tra dimensione economica e contributo al sostegno delle persone fragili, alla creazione di comunità e al rafforzamento delle reti fiduciarie e di capitale sociale che possano indurre l’impresa sociale a riaffermare la propria identità.

 

All’interno del Workshop di Riva del Garda, la Mutua sanitaria Cesare Pozzo è protagonista dell’incontro “Dal welfare aziendale al territorio: quale ruolo per l’impresa sociale?” in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare, il laboratorio di ricerca nato nell’aprile 2011 su iniziativa del Centro di Ricerca Luigi Einaudi di Torino, l’Università degli Studi di Milano e il Corriere della Sera, che si propone di ampliare e diffondere il dibattito sul secondo welfare in Italia.

Il welfare aziendale è un fenomeno in forte espansione ma la sua crescita non riguarda tutte le imprese e tutti i lavoratori.  Esperti del settore, in occasione del workshop, si interrogano su come il welfare aziendale possa essere in grado, e in che modo, di uscire dai perimetri delle imprese e generare impatti positivi anche a livello territoriale.

Le reti collaborative tra attori che operano a livello locale – le imprese stesse, le organizzazioni del privato sociale e le amministrazioni pubbliche – sembrano essere il nodo cruciale per lo sviluppo di forme di welfare aziendale che vogliano assumere una “trazione territoriale” più o meno intensa. Ecco quindi che il welfare aziendale può trasformarsi da semplice strumento di competitività e sviluppo per l’impresa, a mezzo per dare risposte ai bisogni di lavoratori e famiglie, fino a leva di sviluppo per il sistema sociale territoriale che arriva a toccare i bisogni dei soggetti più vulnerabili.

Il welfare aziendale nell’accezione comune è, in sintesi, la somma di vari benefits, esenti da imposizione fiscale, a cui il legislatore ha dato un quadro di riferimento organico a partire dal 2015/2016.

CesarePozzo ha costituito un’impresa sociale, Welf@reIN, che si occupa di fornire consulenza alle aziende e ai lavoratori per un uso consapevole ed etico dell’importo messo a disposizione del welfare aziendale e promuove la costruzione del piano di welfare condividendolo con le organizzazioni sindacali e le imprese.

 Per approfondire il legame tra mutue sanitarie e cooperazione sociale, clicca qui.

 


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