Bimbi a casa? Il gioco spontaneo li rassicura

Articolo di · 7 maggio 2020 ·

Luoghi sicuri in cui potersi raccontare, tempi rispettosi e persone attente, sono gli elementi essenziali per il gioco di un bambino, ovunque venga svolto.

“Ogni bambino ha una sua singolarità e possiede risorse e potenziale unici, in grado di emergere se sono riconosciuti e sostenuti. L’avere cura non significa solo riparare le ferite ma anche far fiorire le possibilità dell’altro”. Così afferma la dottoressa Michela Bondi, psicomotricista, ideatrice e co-fondatrice de“La voce del corpo” di Milano –“Credendo fortemente in questo principio, nel nostro centro portiamo avanti la Pratica Psicomotoria Aucouturier® che ha come obiettivo l’accompagnamento alla maturazione, ad un armonioso sviluppo del bambino tramite la via corporea, nel pieno rispetto dell’originalità dell’individuo e delle potenzialità di creazione e trasformazione. E’ un percorso che parte dalla spontaneità e dal piacere di agire e di giocare.”

Quello che si mette in atto con questa pratica  è un percorso prezioso di evoluzione e tutela dell’identità del singolo bambino. “Quando mi si chiede perché un genitore dovrebbe scegliere questo approccio per il proprio figlio, mi piacerebbe fosse un pensiero generale, un modus operandi.  Mi piace sempre

Dott.ssa Michela Bondi – Psicomotricista

citare una frase di Bernard Aucouturier: “Io non so come tu evolverai ma conosco le condizioni che ti permetteranno di farlo nel miglior modo possibile”.

Purtroppo però, in questo momento di emergenza sanitaria da Coronavirus, tutte le attività che si rivolgono ai bambini sono forzatamente sospese e le famiglie si trovano nella difficoltà ma anche opportunità di gestire il tempo e lo spazio dei loro figli. “Come professionisti della relazione e della cura ci siamo interrogati e continuiamo a riflettere sulle modalità più adeguate per mantenere una relazione, senza per questo “invadere” o “riempire” lo spazio intimo di ciascuna famiglia – continua la dottoressa Bondi– Siamo partiti da una certezza, ossia sappiamo cosa i bambini fanno sempre ed è giocare: il gioco spontaneo è il miglior strumento di rassicurazione ed evoluzione che i piccoli possiedono e compito degli adulti è creare le più idonee condizioni perché ciò avvenga”.

Come spiega la dottoressa Bondi, per condizioni si intende un buono spazio, sicuro, invitante e dedicato ai bambini. Un tempo che sia rispettoso dei bisogni e delle intuizioni di ciascuno di loro e dei materiali che si possano trasformare, che non siano statici, ma che sostengano la creatività e l’immaginazione in continua evoluzione. “Questa situazione seppur complessa – continua Bondi – sotto molti punti di vista potrebbe diventare un’occasione per osservare i bambini, per notare le piccole e grandi evoluzioni quotidiane che compiono, per ascoltare ciò che hanno da dire, sia con le parole e sia anche con le loro richieste silenti, per annotare ciò su cui si ferma la loro attenzione e interesse, per rispettare ogni singolo sentimento o emozione che scaturisce perché possano credere che gli adulti attorno a loro siano autentici e in grado di pensarli e sostenerli. È possibile pensare insieme alle giornate, partendo dai loro desideri e idee e costruendo insieme un vero e proprio planning, visibile per tutti in cui siano evidenti anche gli impegni dei componenti della famiglia. Secondo l’età, inoltre, è possibile farsi aiutare dai bimbi nei lavori domestici per poter farli sentire capaci e utili. Fondamentali sono i momenti di piacere, di gioco creativo e spontaneo che può essere individuale in alcuni momenti o con i genitori in altri, a seconda dell’età”.

Correre, arrampicarsi, scivolare, costruire, distruggere, riempire e svuotare, giocare a fare finta è ciò che accomuna i bambini di tutto il mondo. “Questa verità dimostra come le necessità e i bisogni dei bambini sono gli stessi a prescindere dal tempo e dal luogo – afferma la dottoressa Giulia Nequinio, psicomotricista – La potenza della pratica psicomotoria sta proprio nel garantire un

Dott.ssa Giulia Nequinio – Psicomotricista

luogo in grado di rispondere non solo alla sicurezza fisica ma anche psicologica, di offrire la possibilità di sperimentare, di dirsi, di cercarsi partendo da strumenti di eccellenza che tutti i bambini possiedono e che li rendono unici: il corpo e l’espressività motoria”.

La scelta di seguire un percorso di psicomotricità per i propri figli non è sempre legata ad una problematica, tanto che le sedute si possono svolgere anche in contesti educativi come asili nido, scuole dell’infanzia e scuole primarie. In altri casi, i bambini che si approcciano al percorso, che può essere individuale o di gruppo, possono manifestare delle fragilità, anche transitorie, nel loro percorso evolutivo che si manifesta in vari livelli: relazionale, affettivo, emotivo, comunicativo, motorio o cognitivo.

Con questa pratica – continua la dottoressa Nequinio – abbiamo visto bambini evolvere, incontro dopo incontro, in una sempre maggiore capacità di relazionarsi e comunicare con i pari e con l’adulto, con una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e delle strategie per poter trasformare la pulsionalità. Abbiamo visto in loro una maggiore capacità di organizzazione del lavoro e di creatività e li abbiamo visti maggiormente sereni e disponibili. A partire dal piacere di agire e giocare spontaneamente è possibile dunque porre le basi per aprire il pensiero, l’ideazione e la comunicazione: basi per un buon apprendimento e per l’evoluzione dell’individuo. Fa supporto a questo principio di evoluzione anche il materiale che i bambini incontrano nelle sedute perché non è strutturato ma può essere continuamente trasformato, può prendere nuova forma a seconda delle idee e della creatività dei bambini.”

 

2 Commenti

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    Marco Lurani

    Che articolo interessante!
    Grazie

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      Redazione

      Grazie a lei Marco, speriamo che anche i prossimi suscitino il suo interesse.


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