Psoriasi: come ridurre i sintomi

Articolo di · 28 ottobre 2019 ·

La psoriasi è una malattia cronica non contagiosa della pelle che in alcuni casi può insorgere anche in età pediatrica. Il motivo scatenante è di tipo genetico ma il suo decorso può essere aggravato da fattori ambientali o legati allo stile di vita.
Il 29 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Psoriasi con  l’obiettivo di diffondere l’importanza della prevenzione e della corretta conoscenza della malattia alla luce degli ultimi dati: gli italiani che soffrono di psoriasi sono circa 2 milioni e l’88 per cento di loro, deluso dalle terapie, rinuncia a curarsi.

Secondo un’indagine condotta fra il 2016 e il 2018 su 8 mila pazienti con una storia di patologia iniziata mediamente in età giovanile, tra 21 e 30 anni (38%) e fra 31 e 40 anni (41%), oltre 6.700 (84%) degli intervistati si dicono “disillusi” riguardo le aspettative di cura, spesso disattese, e fra i delusi quasi 6 mila (88%) rinunciano a sottoporsi a successive e nuove terapie o a recarsi da uno specialista per monitorare la propria condizione.

I tipi di psoriasi sono cinque, psoriasi a placche, a guttata, inversa, pustolosa e eritrodemica, e si manifesta con eritema, ispessimento e desquamazione e con secchezza e conseguente prurito. Le sedi tipiche della sua manifestazione sono i gomiti, le ginocchia e la regione sacrale, ma possono essere interessati anche la regione periombelicale, il cuoio capelluto, i genitali, le unghie, il palmo della mani e la pianta dei piedi. Nei bambini, invece, possono essere coinvolte anche le pieghe cutanee e il volto.

Il decorso della malattia è di tipo cronico-recidivante e si caratterizza per un’attivazione anomala del sistema immunitario che porta ad alterazioni nel ciclo di maturazione delle cellule epidermiche, con rilascio di alcuni importanti mediatori dell’infiammazione.

Come dichiarano gli esperti, non bisogna considerare la psoriasi solo una malattia cutanea. Numerosi studi hanno infatti evidenziato come il paziente con psoriasi sia gravato da altre condizioni mediche coesistenti e le lesioni cutanee rappresenterebbero solo la punta di un iceberg. Le ulteriori patologie che potrebbero essere connesse sono, oltre all’artropatia, malattie infiammatorie croniche intestinali, oculari, disturbi psicologici e malattie cardiovascolari. Per questo, è sempre raccomandato un percorso diagnostico-terapeutico multidisciplinare.
Per la sua cura, generalmente vengono somministrate tre tipi di terapie, in base alla gravità della malattia: terapia topica, con prodotti da utilizzare direttamente sulla pelle, terapia sistemica, con prodotti per bocca e per via iniettabile e la fototerapia.

La psoriasi può insorgere anche nei bambini anche se, in età infantile, viene spesso sottovalutata perché spesso scambiata per una forma di irritazione o per una dermatite, come ad esempio la dermatite atopica. Le cure in età pediatrica, sono inoltre limitate in quanto molte delle terapie utilizzate negli adulti non hanno indicazioni per l’età infantile o non sono ben tollerate. Per i bambini, i medici consigliano trattamenti topici a base di emollienti specifici per la patologia che tengano conto sia della patologia e sia della giovane età del paziente e che possano fornire un confort immediato e migliorare nel lungo termine le alterazioni di barriera tipiche della patologia.

La psoriasi non è caratterizzata solamente da un problema di pelle ma può comportare anche conseguenze psicologiche, relazionali e sociali provocando anche cambiamenti relazionali che creano in chi ne è affetto, un senso di auto esclusione nel sentirsi diverso. Il consiglio degli esperti quindi, è di intraprendere un percorso più completo che non contempli solamente la terapia farmacologica, ma che abbracci un miglioramento dello stile di vita come l’eliminazione del fumo e del consumo di alcol, il fare sport privilegiando le camminate e gli sport d’acqua (meglio il mare o le piscine a basso contenuto di cloro), evitare situazioni stressanti che possono aumentare il livello di infiammazione generale alla base della patologia e indossare indumenti leggeri con fibre naturali (cotone, lino e seta) che consentono alla pelle di respirare.

Tra i consigli alimentari rientra il bere molta acqua, privilegiare una dieta a basso contenuto glicemico consumando cibi integrali, legumi, pesce e frutta e verdura di stagione, ridurre gli alimenti ipocalorici come le carni grasse, gli insaccati, i fritti, i formaggi stagionati, i grassi saturi e gli zuccheri e mantenersi in normopeso. E’ stato dimostrato che i pazienti che dimagriscono hanno un miglioramento della loro psoriasi indipendentemente dalle terapie.
La patologia inoltre peggiora in inverno e migliora in estate: i raggi UVB rallentano infatti la crescita delle cellule della pelle ma è comunque indicato non esporsi nelle ore centrali della giornata. Per la stagione invernale, invece, gli esperti consigliano di mantenere gli ambienti umidificati e il riscaldamento il più basso possibile per mantenere la pelle più morbida e idratata.
Tra le norme quotidiane da seguire invece, lavarsi con acqua tiepida facendo docce molto brevi, privilegiare creme e saponi delicati e idratare la pelle più volte al giorno.


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