Il PNRR e la digitalizzazione di servizi pubblici e sanità

Articolo di · 23 giugno 2021 ·

L’attenzione della Giornata del Servizio Pubblico delle Nazione Unite 2021 sul ruolo delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione del futuro. La digitalizzazione dei servizi pubblici e del Servizio sanitario nazionale è prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’utilizzo del Recovery Fund

Il ruolo della tecnologia per il futuro del servizio pubblico: è il focus della Giornata del Servizio Pubblico delle Nazione Unite di quest’anno.

La rivoluzione digitale dell’ultimo decennio, scrivono alle Nazioni Unite, ha cambiato i nostri modi di vivere, lavorare, amministrare. Le innovazioni basate sui dati hanno accelerato i ritmi di vita, rivelato informazioni, accresciuto la voce della società civile e cambiato il modo di risolvere problemi, progettare politiche e fornire servizi. Di contro i governi, alle prese con ristrettezze di risorse e domanda pubblica in crescita, devono “fare di più, con meno”. Tendenze già in atto che la pandemia ha ulteriormente amplificato, portando nelle pubbliche amministrazioni il lavoro da remoto, l’erogazione di nuovi servizi digitali, gruppi di lavoro virtuali.

Ogni Paese, quindi, si trova nella condizione di dover “ripensare la struttura e il modello operativo della propria funzione pubblica” e i prossimi anni vedranno importanti cambiamenti nel modo in cui i dipendenti pubblici verranno assunti, formati e riqualificati. I servizi pubblici del futuro dovranno essere più agili, orientati alla tecnologia, guidati dai dati e centrati sull’essere umano. Questi secondo le Nazioni Unite gli elementi chiave per “assicurare politiche inclusive e servizi reattivi, ridurre le diseguaglianze e accrescere la fiducia nelle amministrazioni”.digitalizzazione dei servizi pubblici

E quindi? In Italia? Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’utilizzo di Next Generation EU, meglio noto come Recovery Fund, sono previsti investimenti in questa direzione.

Il PNRR si articola in sei Missioni, a loro volta suddivise in 16 Componenti complessive. Una di queste è proprio la “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA” (nella Missione 1: “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”).

La Componente, almeno sulla carta, si propone di “sviluppare l’offerta integrata e armonizzata di servizi digitali all’avanguardia orientati a cittadini, residenti e imprese, permettendo così all’Italia di realizzare l’ambizione europea del Digital Compass 2030, quando tutti i servizi pubblici chiave saranno disponibili online”.

I servizi principali previsti da potenziare sono l’identità digitale (carta d’identità digitale e SPID), i pagamenti digitali tra cittadini e Pubblica Amministrazione, le notifiche “tramite la creazione della nuova Piattaforma unica di notifiche digitali per comunicare efficacemente con cittadini e imprese garantendo la validità legale degli atti”.

Il rafforzamento dei servizi pubblici digitali – prevede il Piano – poggerà su interventi per la migrazione al cloud delle pubbliche amministrazioni, il rafforzamento della cybersecurity nazionale e la diffusione della App “IO”.

Il PNRR si propone, inoltre, di garantire l’interoperabilità tra i dati delle amministrazioni, digitalizzare le procedure/interfacce utenti di cittadini e imprese e i processi interni delle amministrazioni, rafforzare le competenze digitali dei cittadini, investire in competenze e innovazione nella PA e semplificare i processi amministrativi, investire nella digitalizzazione del sistema giudiziario e del carico pregresso di cause civili e penali.

Alla Componente “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA” il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina 9,75 miliardi di euro.

Altri interventi per un servizio pubblico digitale sono previsti nella Missione 6 (Salute) con la digitalizzazione dei relativi servizi (Fascicolo Sanitario Elettronico omogeneo a livello nazionale e rafforzamento della telemedicina).

Per la Componente “Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale”, il PNRR destina complessivamente 8,63 miliardi. Gli interventi per la telemedicina sono inclusi nella Componente “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” a cui complessivamente il PNRR destina 7 miliardi.


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