Perdita dell’udito: ne soffrono più di 7 milioni

Articolo di · 27 febbraio 2020 ·

Con gli apparecchi e altri aiuti molte disabilità possono essere ridotte

Il 3 marzo è la Giornata mondiale dell’udito, indetta annualmente dall’Organizzazione mondiale della sanità con lo scopo di aumentare la consapevolezza per prevenire sordità e perdita di udito (ipoacusia) e promuovere in tutto il mondo le cure. “Non lasciare che la perdita di udito ti limiti. L’udito per la vita!” è il tema 2020.

Agire in tempo ed efficacemente, sottolinea l’Oms, può assicurare alle persone che soffrono di ipoacusia di raggiungere il loro pieno potenziale. Per l’Organizzazione mondiale della sanità sono molti i messaggi chiave da veicolare in questa giornata.  In particolare l’attenzione è posta sul fatto che, in tutte le fasi della vita, la comunicazione e la buona salute dell’udito connettono le persone, le comunità e il mondo. Per chi ha disturbi uditivi inoltre, un corretto intervento facilita l’accesso all’istruzione, al lavoro e alla comunicazione. Tuttavia, a livello mondiale, si riscontra un accesso limitato a strumenti come gli apparecchi acustici. Interventi tempestivi, conclude l’Oms, dovrebbero essere disponibili tramite i sistemi sanitari.Giornata mondiale dell'udito

Secondo l’Oms il 5% della popolazione mondiale ha problemi uditivi e l’83% di chi avrebbe bisogno di protesi acustiche non ne fa uso. Di contro, ben il 59% delle disabilità attribuite a perdite di udito possono essere ridotte facendo uso di apparecchi.

Oltre alle protesi, esistono altri strumenti di aiuto quali la riabilitazione uditiva, il linguaggio dei segni e le tecnologie assistive. Fra queste ultime si possono citare app per smartphone, telefoni che amplificano la voce, software che trasformano le parole in testi, vari sistemi di trasmissione dei suoni direttamente negli apparecchi  acustici, come ad esempio microfoni remoti, onde radio, bluetooth.

I motivi per cui, a livello globale, l’apparecchio acustico è poco usato sono i costi elevati, la mancanza di competenze e servizi, la scarsa consapevolezza dei benefici che se ne traggono, lo stigma dovuto all’utilizzo. Per l’Oms sono servono politiche di sanità pubblica che assicurino l’acceso a dispositivi, tecnologie e servizi.  Serve anche una riduzione dei costi, diminuendo tasse e dazi, e puntando su approvvigionamenti comuni, materiali locali e batterie solari. Importanti sono anche la promozione di campagne di comunicazione e gli investimenti nella ricerca.

Per quel che riguarda l’Italia, secondo una ricerca del Censis, le persone con problemi di udito sono 7,3 milioni, il 12,8% della popolazione, e sono aumentate del 4,8% negli ultimi sei anni.

Altri dati comunicati dal Ministero della salute (fonti Oms, Eurotrack e Censis) indicano che l’ipoacusia riguarda una persona su tre tra gli over 65. Solo il 31% della popolazione ha però effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non l’ha mai fatto.

Sempre la ricerca del Censis indica che soltanto il 29,5% degli  italiani con problemi uditivi utilizza una protesi acustica, nonostante il fatto che l’81% di chi ne fa uso, dichiari migliorata la propria qualità di vita. Le persone dichiarano che un udito migliore ha un impatto positivo in moltissimi ambiti della vita, dalla capacità di comunicare a un maggiore senso di sicurezza, dalle relazioni familiari alla vita sociale, dalla salute mentale alla fiducia in se stessi, dal senso di indipendenza alle relazioni professionali.

Oltre alle detrazioni fiscali per gli apparecchi acustici, il Servizio sanitario nazionale fornisce contributi a varie tipologie di persone.  I soci della Mutua sanitaria Cesare Pozzo, inoltre, possono contare su un aiuto in più.

Sempre attenta al benessere degli iscritti, CesarePozzo li affianca nell’affrontare eventuali problemi di riduzione dell’udito.  Le forme di assistenza prevedono infatti aiuti concreti, sia per le visite specialistiche dall’otorinolaringoiatra, sia per le protesi acustiche.


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