Patologie cardiovascolari: come prevenirle

Articolo di · 8 maggio 2021 ·

Dieta priva di zuccheri, attività fisica costante, attenzione al girovita e alla distribuzione del grasso nel corpo: i fattori di rischio e quelli protettivi nelle patologie cerebrovascolari e cardiache.

Le malattie cardiovascolari rappresentano in Italia la principale causa di morte essendo responsabili del 44% di tutti i decessi. Un quadro confermato anche a livello europeo dai dati forniti dalla quinta edizione dello European Cardiovascular Disease Statistics con gli oltre 80 milioni di persone affette da malattie cardiovascolari, (il 48% uomini e il 52% donne), e responsabili di 3,9 milioni di decessi annui (45% di tutte le cause di morte). Oltre ad essere la prima causa di morte sul pianeta, le malattie cardiovascolari sono le principali cause di morbilità e disabilità e hanno un altissimo impatto sociale ed economico.

Dott. Luca Corsiglia, Cardiologo e Direttore Medico dell’ISCC Istituto Cardiovascolare Camogli

“Per rischio cardiovascolare di un paziente si considera l’insieme delle condizioni metaboliche e di abitudini che configurano la probabilità, nella decade successiva, di avere un evento cerebrovascolare o cardiaco – afferma il dottor Luca Corsiglia, Cardiologo e Direttore Medico dell’ISCC Istituto Cardiovascolare CamogliCome per altre  patologie, anche per quelle cardiovascolari, esistono fattori di rischio e fattori protettivi come, a parte l’età e il periodo fertile nel caso della donna, l’adottare delle buone abitudini alimentari che si caratterizzano, in primis, di una dieta composta da pochi zuccheri. Importante è anche il condurre una vita sana come praticare attività fisica costante, non necessariamente sportiva o intensa, che ci permetta di contrastare la sedentarietà. Consigliato anche il controllo del peso corporeo e l’eliminazione del fumo dalle abitudini. Inoltre – continua il dottore – occorre valutare anche le componenti non modificabili come la genetica e quindi la familiarità verso le patologie cerebrovascolari e cardiache, e altri fattori sui quali invece si può intervenire come, per esempio, il colesterolo e la pressione che sono sicuramente elementi aggravanti ma, se ben curati, diventano meno problematici”.

Sotto accusa per le patologie cardiovascolari sono indubbiamente il tabacco, ritenuto responsabile del 20% dei decessi per malattie coronariche, i diversi prodotti del tabacco non da fumo, considerati altrettanto dannosi per la salute (provocando 200.000 decessi annui per malattie coronariche), così come l’uso di sigarette elettroniche e di prodotti del tabacco riscaldato che sono associati ad un rischio aumentato di malattie cardiovascolari.

Al centro, invece, delle buone abitudini, un peso molto importante è rivestito dall’alimentazione. “Non ci sono indicazioni evidenti di cosa faccia bene a livello alimentare poiché il cibo, in linea di massima, non fa mai bene. Al massimo, esiste un alimento che fa meno male di altri! – afferma il dottor Corsiglia – In generale, possiamo affermare che tutto quello che rientra sotto il cappello della dieta mediterranea caratterizzata, prevalentemente, da cibi freschi, non conservati, poca frutta e tanta verdura, fa parte di diete adeguate per la salute del nostro organismo. Al contrario, tutti i regimi alimentari sbilanciati, come ad esempio quelli iperproteici, risultano dannosi per la nostra salute. Tra gli alimenti che fanno bene rientrano l’olio extra vergine di oliva e il consumo di frutta secca non tostata come le noci, che sembrerebbero avere un effetto protettivo sugli eventi cerebrovascolari. Tra gli alimenti da limitare invece, si annovera la frutta perché molto zuccherina: tutto ciò che è zucchero, dal punto di vista dei nutrienti, fa male. Fatta eccezione per chi fa molta attività fisica – continua l’esperto – è importante ricordare che non esiste uno zucchero buono, che sia di canna o bianco o che si parli di fruttosio. Basti pensare che lo zucchero di canna altro non è che zucchero normale con della melassa e il non raffinarlo come quello bianco, non lo rende migliore. Stesso discorso per i dolcificanti che hanno l’aggravante di essere composti da sostanze chimiche. L’unico vantaggio che si potrebbe attribuire al fruttosio è che, a parità di quantità, dolcifica di più e quindi, in teoria, se ne dovrebbe usare di meno. Sempre in tema zuccheri – continua il dottore – per quanto riguarda l’assunzione di dolci, occorre bilanciarli e inserirli nell’arco della dieta giornaliera, valutando il carico di zuccheri complessivo che si è assunto”.

Nel regime alimentare, una tregua sembra darla l’assunzione di caffè che, al contrario di quello che si può pensare, non rappresenta un fattore di rischio. “Studi universitari dimostrano infatti che, dal punto di vista cardiovascolare, i caffè non arrecano grossi problemi e che se ne possono assumere anche fino a cinque al giornoafferma il dottor Corsiglia – La caffeina ha un effetto antiossidante e minimamente tachicardizzante ma di durata breve. Quindi, se non soffriamo di palpitazioni o di reflusso gastroesofageo, non avremo grossi problemi”.

Il sovrappeso e l’obesità invece, rientrano tra i principali fattori di rischio: convivere con i chili in eccesso per qualche anno può influire in maniera importante su arterie e cuore. Inoltre, se si è nella soglia dell’obesità risulta molto difficile perdere peso, al contrario della condizione del sovrappeso nella quale il dimagrimento non è ancora del tutto compromesso. “L’organismo ha memoria di quello che ha raggiunto e reagisce quasi sempre quando si cerca di modificare un meccanismo consolidato – dichiara il dottore – In passato una persona che dimagriva era in pericolo perché non aveva accesso alle risorse alimentari e il fisico in qualche modo reagiva, riducendo il metabolismo e aumentando il senso di fame. Ne consegue che l’obesità è un problema che si insinua nel nostro organismo e eliminarla è ben più complesso del seguire una dieta. Il rapporto con il cibo rientra in una sfera molto più profonda. L’obesità, infatti, non riconosce solamente un problema di golosità ma nasconde qualcosa di molto più intimo”.

Il tema della correlazione tra obesità e rischio di patologie cardiovascolari in età adulta appartengono anche al mondo infantile e i dati parlano chiaro: circa il 20-30% dei bambini obesi tra 5-11 anni presenterà valori aumentati di pressione arteriosa sistolica o diastolica, con aumento del rischio di sviluppare aterosclerosi. Fondamentale in questo caso è agire per tempo sottoponendo il bambino ad una dieta sana e equilibrata.

“Esiste quella che si definisce espressione genica – afferma il dottor Corsiglia – Alcuni profili genetici se stimolati si manifestano con maggiore evidenza. Per la salute dei bambini, occorrerebbe non dare piatti pronti e precotti poiché l’alimentazione deve essere corretta fin da piccoli. E’ evidente che la capacità energetica di bruciare è differente rispetto a quella di un adulto ma è inevitabile che se sovraccarichiamo i nostri figli di grassi, con molta probabilità i trigliceridi saliranno. I bambini, esattamente come gli adulti, devono mangiare alimenti freschi e vari”.

Sempre in tema di sovrappeso negli adulti, un discorso da non sottovalutare è quello del “giro vita” poiché, se corrisponde a determinati parametri, si annovera tra i sopracitati fattori di rischio. “Quello a cui riporta il giro vita è la presenza di grasso sotto muscolare – afferma il dottore – e soprattutto in un uomo apparentemente non in sovrappeso ma che ha un addome teso e rotondo, nasconde una elevata quantità di grasso omentale che, oltre ad essere di riserva, possiede anche una funzione ormonale che facilita la comparsa di resistenza insulinica”.

In ambito costituzione e sovrappeso occorre anche considerare la distribuzione del grasso nel corpo: più esposti a un rischio i soggetti “a mela”, con accumulo di grasso viscerale, rispetto alle costituzioni a “pera”, a parità dell’indice di massa corporea. “Il grasso contenuto nei fianchi di una donna è meno pericoloso di quello viscerale o omentale degli uomini che ha, al contrario di quello femminile, un rilievo ormonale – conclude il dottor Corsiglia.


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