Mutuo soccorso: l’aspetto pratico della carità

Articolo di · 4 settembre 2020 ·

Carità è un termine che deriva dal latino caritas (benevolenza, affetto), ma anche dal greco, agápē (come appare nel Nuovo Testamento Greco), ossia un grande amore disinteressato e fraterno.

In virtù di questo sentimento, trasportato in una risposta laica e contemporanea, l’Onu ha istituito quasi sei anni fa, la Giornata Internazionale della Carità, celebrata il 5 settembre nell’anniversario della morte di Santa Teresa di Calcutta, come approccio che può contribuire alla promozione del dialogo tra persone di diverse culture e religioni, come anche alla solidarietà e alla comprensione reciproca.  In questa occasione, le Nazioni Unite invitano tutti gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e regionali e la società civile a celebrare questa giornata in maniera appropriata, incoraggiando gesti di carità e beneficenza, attraverso l’educazione e l’attività di promozione e sensibilizzazione.

La carità nasce nel cristianesimo, è una delle tre virtù teologali e in quanto tali, non è una virtù

Antonello Boffoli – Professore di Religione

umana – afferma Antonello Boffoli, professore di Religione – Man mano, nel corso del tempo, la carità si diffonde entrando anche in ambito sociale e pratico e traducendosi nell’aiuto verso le classi più bisognose tanto che, da un punto di vista laico, subisce un’ulteriore evoluzione passando dall’aiuto verso i più bisognosi ad una carità intesa in senso globale e estesa a tutti”.

Il termine carità compare oltre nel cristianesimo anche in altre religioni come quella islamica nella quale riveste un’accezione che si avvicina maggiormente al concetto di mutuo soccorso: “Nell’Islam ci sono cinque pilastri portanti e uno di questi è appunto la carità – continua Boffoli – Per i musulmani tale concetto, visto in termini pratici, si avvicina molto all’operato di una società di mutuo soccorso: ogni fedele devolve una parte dello stipendio per i fratelli musulmani e le quote donate saranno utilizzate per permettere a chi non ha possibilità, di recarsi almeno una volta nella vita, in pellegrinaggio alla Mecca.

La declinazione pratica del concetto di carità si palesa alla fine del 1800 nella costituzione delle società di mutuo soccorso.

Per quanto riguarda la nascita di queste realtà – afferma il professore– quando furono costituite ebbero il consenso del Papa e della cultura cristiana poichè erano viste come il risvolto pratico della carità: la partecipazione collettiva per aiutare i più bisognosi. Possiamo infatti dire che le società di mutuo soccorso traducono in chiave operativa la carità così come avviene in altre realtà che fanno volontariato o in varie Onlus”.

Per comprendere meglio l’essenza del concetto al centro di questa giornata, è utile anche analizzare il significato di altre forme d’amore. Ad esempio, Eros è amore carnale e umano, Filia è amicizia mentre Agape è amore divino e disinteressato. “Per meglio capire il concetto di carità, cito l’enciclicaDeus caritas est” scritta da Papa Benedetto XVI nel 2005 nella quale si dice che la carità è l’amore di Dio e l’uomo risponde a questo amore donandola ai propri simili, a livello longitudinale e trasversale. Per amore di Dio l’uomo ama gli altri come se stesso”.

Per consolidare questo concetto, altro riferimento può essere fatto alla stella di David nell’ebraismo che si compone di due triangoli: la punta verso il basso è Dio che va verso l’uomo mentre, la punta verso l’alto, è l’uomo che risponde a Dio.

La carità – ribadisce Boffoli – è qualcosa che nasce nel cristianesimo e proprio in virtù del fatto che le società erano prevalentemente di impronta cristiana, questo concetto ebbe un’evoluzione da un punto di vista sociale. All’inizio si declinava come assistenza ai poveri ma nel corso dei secoli questo aiuto si è aperto a tutti. Oggi, ad esempio, viviamo in una società nella quale tutti quanti, a livello globale, abbiamo bisogno di carità. Sicuramente ci sono delle fasce più debole, ma chi più chi meno, siamo tutti bisognosi di amore. La carità diventa quindi un’espressione di richiamo globale.”


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