Quando Mandela scriveva di mutuo aiuto

Articolo di · 17 luglio 2020 ·

In una lettera del 1965 la richiesta di autorizzare la mutua assistenza fra i prigionieri studenti per stimolare studio e apprendimento.

Mutua assistenza è la soluzione proposta da Nelson Mandela per sopperire alle difficoltà di studio dei prigionieri. L’interessante prospettiva emerge da una lettera inviata al Commissario per le carceri nel 1965.

Il 18 luglio, giorno della sua nascita, è dal 2009 la Giornata internazionale dedicata a Nelson Mandela dalle Nazioni Unite come riconoscimento del suo contributo alla cultura della pace e della libertà, riconoscendone “i valori e la dedizione al servizio dell’umanità nel campo della risoluzione dei conflitti, delle relazioni razziali, della promozione e protezione dei diritti umani, della riconciliazione, dell’eguaglianza di genere e dei diritti dei bambini e di altri gruppi vulnerabili, della lotta contro la povertà e della promozione della giustizia sociale”.

Mandela e mutuo aiuto

Il carcere di massima sicurezza di Robben Island in cui fu imprigionato Mandela dal 1964 al 1982 – image: Moheen Reeyad (moheenreeyad.xyz)
License: CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

In un anno segnato dall’emergenza sanitaria che sta accrescendo povertà e diseguaglianze e dalle proteste antirazziste del movimento Black lives matter, la Fondazione Nelson Mandela focalizza i suoi sforzi per il Mandela Day  sull’istruzione e su cibo e nutrizione.

Anche in Italia il problema del razzismo non è da sottovalutare: nel 2019 i reati con matrice discriminatoria sono stati 969 ed erano stati 1.111 nel 2018, 1.048 nel 2017 e 736 nel 2017 (Fonte Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori). Inoltre, secondo un sondaggio SWG  di giugno, ben un terzo degli italiani ritiene giustificabili determinate forme di razzismo. Temi questi, ben inquadrabili in quella che furono l’azione e i valori di Nelson Mandela.

Forse meno noti sono aspetti del suo pensiero attinenti al mutuo aiuto, quali quelli che emergono dalla lettera dell’ottobre del 1965 indirizzata al Commissario per le carceri a Pretoria e pubblicata nel volume Nelson Mandela, “Lettere dal carcere” (Il Saggiatore, 2018).

Mandela, arrestato nel 1962, all’epoca si trova prigioniero a Robben Island, carcere di massima sicurezza in cui era stato trasferito dal 1964 e dove sarebbe rimasto fino al 1982, per poi essere ancora trasferito in altre due carceri e liberato nel 1990.

Il futuro presidente del Sudafrica aveva iniziato un corso di laurea in giurisprudenza per corrispondenza dell’University of London International Programmes. Nella lettera del 1965 evidenzia le difficoltà generali dei corsi per corrispondenza, rispetto alla “importantissima comunicazione diretta tra insegnante e studente”. Svantaggi a cui, constata Mandela, le università per corrispondenza cercano di supplire con corsi estivi che sono ovviamente preclusi agli studenti in carcere. La soluzione trovata è quella di ricorrere al mutuo aiuto fra i prigionieri, per l’autorizzazione del quale fa richiesta al Commissario per le carceri.

“Per prigionieri – scrive – che si preparino in vista del medesimo esame per cui si preparano persone libere di approfittare di tali corsi estivi e di altre forme di comunicazione diretta e priva di restrizioni con i rispettivi tutor, altri professori esperti e altri studenti, consentire e incoraggiare la mutua assistenza fra i prigionieri stessi ammonterebbe a una compensazione ragionevole e del tutto compatibile con il Prisons Act. Tale mutua assistenza prevedrebbe libere discussioni da parte del prigioniero con altri in grado di assisterlo. Ciò funzionerebbe soprattutto nello studio della lingua, della legge e delle discipline umanistiche”.

Mandela prosegue la lettera soffermandosi nuovamente sulle difficoltà di studio in prigione e sui vantaggi di un approccio basato sulla discussione e il confronto con gli altri studenti per l’apprendimento e la memorizzazione. Un approccio che, sostiene, “fungerebbe da stimolo costante”. “Consentirci discussioni libere e le altre forme di assistenza di cui sopra – conclude Mandela – è un passo importante verso il superamento delle nostre difficoltà”.

Un bell’esempio di mutualità.


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