Malattie del rene: la prevenzione prima di tutto

Articolo di · 11 marzo 2020 ·

Corretti stili di vita, esami del sangue e delle urine, diagnosi precoce e interventi tempestivi possono prevenire le malattie e posticiparne la progressione verso l’insufficienza renale

 

Avere cura dei propri reni con un approccio di prevenzione è quello che chiedono la Società internazionale di nefrologia (Isn) e la Federazione internazionale delle Fondazioni del rene (Ifkf), promotrici della Giornata mondiale del rene che si celebra il 14 marzo.

Le due organizzazioni segnalano che ben 850 milioni di persone nel mondo sono affette da malattie renali di vario tipo e che queste ultime sono in forte crescita. Rappresentano l’undicesima causa di mortalità a livello globale ed entro il 2040 saranno la quinta causa di morte prematura.

Ogni anno il numero di decessi è di almeno 2,4 milioni. Un adulto su dieci soffre di malattie renali croniche e le disparità nei trattamenti e negli accessi alle cure è notevole. Milioni di persone muoiono per l’impossibilità di accedere a dialisi e trapianto. Da un lato nei Paesi a basso reddito, la maggior parte delle persone con insufficienza renale non riceve assistenza e cure sufficienti. Dall’altro lato, nei Paesi ad alto reddito, le patologie renali assorbono risorse molto consistenti dei bilanci sanitari: il 2-3% viene speso in dialisi e trapianti ma, secondo quanto dichiarato da Isn e Ifkf, viene impiegato per meno dello 0,03% della popolazione di questi Paesi.

In questo scenario, come spesso accade, la prevenzione si rivela un fattore cruciale. L’acceso a esami diagnostici di base e a trattamenti tempestivi possono inoltre ritardare la progressione all’ultimo stadio delle patologie renali. “Salute renale per tutti e ovunque: dalla prevenzione alla diagnosi, equo accesso ad assistenza e cura”, è infatti il tema della Giornata del rene 2020.

Gli esperti suggeriscono una serie di regole d’oro per la salute dei reni:

1) Mantenersi in forma e attivi
2) Controllare il livello di zucchero nel sangue
3) Controllare la pressione sanguigna
4) Seguire una dieta sana ed equilibrata
5) Mantenere un corretto e regolare apporto di liquidi
6) Non fumare
7) Non assumere farmaci se non su indicazione del medico
8) Mantenere sempre sotto controllo la funzione renale se si hanno uno o più dei fattori di rischio

La prevenzione primaria consiste negli interventi che precedono l’insorgenza delle patologie, intervenendo sui fattori di rischio quali il diabete mellito, l’ipertensione, diete sbilanciate e anomalie strutturali del tratto urinario, nonché controllando i livelli di nefrotossicità. La prevenzione si attua seguendo le regole d’oro ed eseguendo misure di screening per i pazienti più esposti allo sviluppo di insufficienza renale, attraverso analisi del sangue e delle urine.
La prevenzione secondaria consiste invece nell’applicazione di misure preventive quali diagnosi precoce e trattamento tempestivo per prevenire ulteriori complicazioni. Infine, la prevenzione terziaria è la gestione delle malattie renali conclamate per evitare l’insorgere di gravi complicazioni.

La Società internazionale di nefrologia e la Federazione internazionale delle Fondazioni del rene chiedono agli Stati interventi concreti per promuovere un approccio preventivo, focalizzando gli interventi sulla prevenzione primaria e sulla sensibilizzazione ed educazione della popolazione. Viene inoltre chiesto di includere le misure preventive per l’insufficienza renale all’interno dei programmi nazionali di gestione delle malattie non trasmissibili e di adottare un approccio complessivo, integrando il tema della salute in tutte le politiche e promuovendo collaborazioni multi-settoriali.

Gli eventi della Giornata mondiale del rene sono numerosi. Nel nostro Paese, la Società italiana nefrologia, ha purtroppo dovuto rinviare le iniziative a causa della situazione sanitaria creata dal virus Covid-19.

La Mutua sanitaria Cesare Pozzo, da sempre attenta alla prevenzione, abbraccia l’impostazione di questa giornata. A questo proposito CesarePozzo ricorda che i piani sanitari prevedono aiuti concreti per analisi ed esami volti a questo scopo. Le tutele per i soci, inoltre, prevedono rimborsi anche per i trapianti.


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