La Verità intervista il direttore della CesarePozzo

Articolo di · 28 luglio 2017 ·

Il Prof. Ferdinando Matera risponde alle domande de La Verità sulla Mutua Cesare Pozzo. Un approfondimento sui temi legati al welfare, alla sanità integrativa, alle forme di assistenza proposte e agli ottimi risultati conseguiti dalla CesarePozzo.

La testata diretta da Maurizio Belpietro da qualche settimana sta approfondendo il settore del welfare e della sanità integrativa con speciale attenzione alle società di mutuo soccorso. Tra queste, la testata giornalistica, esamina le attività della Mutua sanitaria Cesare Pozzo, approfondendone la tipologia delle prestazioni sanitarie erogate, i suoi strumenti di assistenza per le famiglie e quelli di welfare aziendale per i lavoratori,  con attenzione anche ai bisogni dei privati cittadini e dei soci pensionati. I dati, i riferimenti normativi e le tipologie dei piani sanitari sintetizzati dal Direttore della CesarePozzo sono approfonditi anche nel Report di Missione e nelle pagine dedicate ai piani sanitari integrativi di CesarePozzo.

Di seguito il testo integrale dell’intervista al Direttore Generale della Mutua sanitaria Cesare Pozzo, a cura di Gianluca De Maio, pubblicata sul numero 176, del 26.07.2017, del quotidiano La Verità, corredata con link e approfondimenti tematici.

 

Nel 2016 più di 12 milioni di italiani hanno dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie, specialistiche e diagnostiche. Un milione e 300.000 in più rispetto all’anno precedente.  Senza contare poi chi rinuncia a cure e controlli di prevenzione per lo stesso motivo ritardando la scoperta di patologie anche pericolose.
Dott. Matera, come vivete la crisi del welfare? Quali sono i vostri numeri?
La tutela e la salute dei cittadini è ormai da anni sotto la lente di ingrandimento. Abbiamo deciso di esserne protagonista, accettando la sfida e proponendoci capaci di integrare il nuovo SSN senza perdere di vista i due principi cardini che ci contraddistinguono da sempre: la solidarietà e il reciproco aiuto.Puntiamo a garantire piani di assistenza sanitaria vantaggiosi e a cui tutti possono aderire indipendentemente dalle condizioni professionali, sociali e di salute ed alla portata di tutti.  Nell’ultimo anno la qualità dei nostri piani sanitari ha trovato riscontro anche nella conferma ed innovazione di importanti accordi per settori strategici della manodopera specializzata italiana e nel rinnovato rapporto di collaborazione a favore delle categorie degli autoferrotranvieri e dei trasporti in generale. Per andare incontro alle esigenze aziendali, lo scorso anno abbiamo fondato insieme al Centro Radiologico e Fisioterapico Buenos Aires di Milano, la società Welf@rein, un’impresa sociale che realizza piani di welfare aziendali per tutte le aziende. In meno di dieci anni abbiamo raddoppiato il numero dei soci: oltre 170.000 sono oggi le persone, che insieme ai familiari diventano più di 400.000 assistiti.

La società è nata a metà ottocento dalla necessità comune di fuochisti e macchinisti delle ferrovie di dotarsi autonomamente di tutele per infortuni, malattia, scioperi e per le famiglie in caso di decesso. L’opportunità di unire le forze e auto tutelarsi in ambito sanitario è sentita ancora oggi, 140 anni dopo la sua nascita, sia per avere rimborsi sui servizi offerti dal Servizio sanitario nazionale sia per avere rimborsi su visite specialistiche e per la prevenzione. E’ possibile avere il panorama dei sussidi erogati lo scorso anno?
Nel 2016 la cifra complessiva dei rimborsi erogati ha sfiorato i 17 milioni di euro. Nel dettaglio: più di 6 milioni destinati ai familiari, oltre 2,5 milioni in visite specialistiche; 3,8 milioni di Euro in sussidi per esami diagnostici ed esami specialistici; 3,6 milioni di euro per ricoveri ospedalieri e più di 450 mila euro per nuove nascite ed adozioni. Inoltre, la Mutua Cesare Pozzo per non perdere il suo legame storico con il mondo dei trasporti, offre la tutela Professionale con cui i lavoratori hanno la certezza di essere tutelati in caso di procedimenti amministrativi, civili e penali e per la quale sono stati erogati sussidi per circa 100mila Euro.

Quante sono state le visite specialistiche supportate e i ricoveri ospedalieri?
Circa 44.000 visite specialistiche e oltre 14.000 i ricoveri ospedalieri.

Quali sono i vantaggi fiscali dei fondi sanitari integrativi istituiti a favore di lavoratori dipendenti e pensionati da una società di mutuo soccorso iscritta all’anagrafe dei Fondi?
I contributi versati alla società di Mutuo soccorso per l’istituzione di un Fondo sanitario integrativo di origine negoziale sono esenti da qualsiasi tipo di tassazione, rientrano tra le somme che non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente. Ad esempio se un’azienda decide di destinare a favore del proprio dipendente 300 euro a un Fondo sanitario integrativo, il dipendente riceverà una copertura di 300 euro e l’azienda avrà un costo maggiorato solo del contributo di solidarietà INPS del 10%, quindi 330 euro. In più, il lavoratore, in sede di dichiarazione, potrà detrarre la parte di spesa a proprio carico e non rimborsata.

E per gli autonomi e tutti i cittadini che decidono di iscriversi individualmente?
Possono usufruire della detrazione fiscale del 19% dei contributi associativi fino ad un massimo di 1.291,14 euro ed inoltre tale detrazione, dettata dall’art. 15 del TUIR, non fa cumulo con altre detrazioni previste, per esempio, per polizze vita, infortuni o previdenziali.

Come è organizzata la vostra struttura? E Quante convenzioni avete?
Oltre alla nostra sede storica in via S. Gregorio a Milano, siamo presenti in tutte le regioni con 19 sedi regionali e numerosi altri sportelli in varie località italiane.
Contiamo circa 3.000 convenzioni.

Come si è chiuso l’ultimo bilancio?
Nonostante l’aggressività e la competitività presente nel mercato della sanità integrativa, dominato dalle grandi potenze assicurative, il 2016 abbiamo chiuso il bilancio con un risultato di gestione di oltre 4 milioni di euro.

Su un giornale on line è stato pubblicato un articolo dal titolo “Il tradimento della Cesare Pozzo ai pensionati: spariti 10 milioni di euro”. Cosa c’è di vero in tutto questo?
Purtroppo ancora una volta si tende a denigrare la Mutua fuorviando, o ancor meglio, travisando fatti non corrispondenti al vero. Il  29 Maggio 2015, l’assemblea nazionale, nostro organo supremo, ha deliberato all’unanimità, l’abolizione del sussidio di solidarietà, a seguito dell’introduzione della legge 221/2012 (conversione del D.L. 179 del 18 Ottobre 2012, ndr)  che ha modificato parzialmente la disciplina della legge n.3818/1886, la quale sancisce che qualsiasi sussidio può essere erogato solo a chi rimane iscritto al Sodalizio, impedendo l’erogazione ai non soci. L’assemblea prendendo atto di ciò, ha regolamentato l’erogazione in ottemperanza e nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia. È evidente quindi che tutti erano a conoscenza della normativa sopravvenuta e non era un assunto della società. D’altronde aver avuto la Certificazione di Legalità con il massimo punteggio, la dice lunga sul nostro operato.

Quindi l’importo non erogato come è stato destinato?
La società poteva benissimo incamerare la somma effettuando investimenti di natura patrimoniale ma ha attuato una politica che risponde ai principi solidaristici. Ha inteso che l’intero importo erogato pari ad euro 13.113.788,14 venisse destinato ad un fondo di riserva denominato Fondo ex art. 17 a disposizione dei soci, al fine di migliorare le prestazioni. Appare strano come qualcuno possa far finta di non conoscere i fatti, essendo stato il bilancio approvato dall’Assemblea Nazionale, discusso in ogni assemblea Regionale e depositato presso la Camera di Commercio. È evidente che si tende a strumentalizzare a proprio piacere, forse da parte di quelle persone che non hanno ottenuto ciò che si erano prefissati, considerato che della trasparenza e liceità questo CdA ne ha fatto il principio cardine della sua strategia programmatica. Abbiamo provveduto a conferire mandato al nostro legale di fiducia al fine di avviare le iniziative giudiziarie rivolte a tutelare l’interesse della società.

author-avatar
Sull'Autore
Testi a cura dell'Ufficio Comunicazione della Mutua Sanitaria Cesare Pozzo

4 Commenti

  • comment-avatar

    prendo visione solo oggi ed apprezzo approfondimenti grande competenza.

    • comment-avatar

      Redazione

      Buongiorno sig. Scarpino,
      grazie mille per le sue osservazioni in merito ai temi trattati dal Direttore Generale della Mutua Sanitaria Cesare Pozzo.
      Cordialmente,
      La Redazione

  • comment-avatar

    Elsa

    Buongiorno,ho acceso un’assicurazione medica con voi.Ora chiedo:devo fare visite solo nei centri convenzionati oppure ho libertà di scelta?Grazie per la cortese risposta

    • comment-avatar

      Redazione

      Buongiorno sig.ra Elsa,
      i soci della Mutua Sanitaria Cesare Pozzo possono accedere alle strutture convenzionate ma possono anche richiedere rimborsi in forma indiretta per prestazioni effettuate presso strutture sanitarie di propria fiducia. La invitiamo a contattare il servizio di assistenza Infocenter (email: infocenter@mutuacesarepozzo.it – tel: 02/6672261 dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 13.30 alle 17.30) per avere maggiori informazioni sul suo piano sanitario e sulle prestazioni previste.
      Grazie per l’attenzione,
      La Redazione