La domanda di assistenza sociale e sanitaria degli anziani

Articolo di · 20 luglio 2021 ·

Secondo un recente rapporto Istat 1,3 milioni con difficoltà motorie, comorbilità e compromissioni dell’autonomia dichiarano di non poter contare su aiuti adeguati alle loro necessità

Su circa 6,9 milioni di over 75 in Italia, oltre 2,7 milioni “presentano gravi difficoltà motorie, comorbilità, compromissioni dell’autonomia nelle attività quotidiane di cura della persona e nelle attività strumentali della vita quotidiana”. Di questi, circa 1,3 milioni dichiarano di non poter contare “su un aiuto adeguato alle proprie necessità”, di cui un milione vive solo o con familiari over 65 senza supporto o con un livello di aiuto insufficiente. Inoltre, circa 100mila anziani, soli o con familiari anziani, “sono anche poveri di risorse economiche, con l’impossibilità di accedere a servizi a pagamento per avere assistenza”.domanda di assistenza sociale e sanitaria degli anziani

Sono questi i principali risultati di un recente rapporto di Istat e Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana istituita presso il Ministero della Salute, che analizza, con dati del 2019, la domanda di assistenza sociale e sanitaria delle persone con almeno 75 anni.

Secondo l’Istat e la Commissione è “della massima importanza intercettare la domanda economica e sociale di questo ‘popolo’ di anziani spesso soli, con scarse disponibilità economiche e senza aiuto, traducendola in un’offerta di servizi di sostegno, prioritariamente presso l’abitazione e sul territorio”.

I più bisognosi, aggiunge il rapporto, richiedono interventi urgenti “pena l’esplosione della relativa domanda sanitaria sotto forma di accessi ai Dipartimenti di Emergenza, ricoveri ospedalieri, ricorso a farmaci e visite, accesso alle RSA (Residenze sanitarie assistenziali) e avvio di altri processi di istituzionalizzazione”.

In pratica, per una migliore qualità della vita degli anziani coinvolti ed evitare che la domanda sanitaria raggiunga livelli insostenibili, serve un approccio di programmazione dei servizi territoriali, proprio a partire dall’analisi della domanda di assistenza sociale e sanitaria. In ciò distaccandosi da prospettive legate esclusivamente alla compromissione delle capacità funzionali e patologie di base, senza tener conto delle condizioni socio economiche.

Fra i 2,7 milioni di over 75 più bisognosi per il verificarsi contemporaneo di problemi motori,  comorbilità e severe o moderate compromissioni dell’autonomia, è stato individuata una sottopopolazione di circa 1,3 milioni che dichiara di ricevere aiuti insufficienti o inesistenti. In questo gruppo circa la metà degli anziani è inclusa nelle due fasce di reddito più basse, delle cinque complessive in cui è divisa la popolazione analizzata. Inoltre nella fascia di reddito più bassa (al massimo 650 euro mensili) ci sono 92.620 over 75 che vivono completamente soli e per i quali è più urgente l’intervento di assistenza sociale e eventualmente anche sanitaria.

Tra le persone sole in condizioni economiche più disagiate, la percentuale di chi dichiara severe difficoltà motorie, comorbilità e severa compromissione dell’autonomia è del 72%, circa 10 punti in più rispetto agli altri gruppi di reddito.

“È possibile – aggiunge il rapporto – quantificare in oltre 400mila individui una sottopopolazione ad altissimo rischio di istituzionalizzazione per via della condizione di solitudine e di mancanza di aiuto acuita da gravi problemi di salute (severe difficoltà motorie, fino alla severa compromissione dell’autonomia) e, per 100mila anziani circa, da una condizione di disagio economico o povertà”. Molti anziani rischiano, quindi, di finire case di riposo o RSA per la mancanza di sostegni economici e sociali domiciliare, in grado di avere un impatto preventivo verso traiettorie completamente residenziali e sanitarie.

Intercettare questi persone e sostenerle “in tutti i modi nelle loro abitazioni – conclude il rapporto – anche attraverso un robusto supporto sociale ed economico, consentirà di rispondere agli effettivi bisogni di questi anziani, a garanzia del diritto pienamente esigibile all’assistenza, secondo il principio dell’equità sociale”.


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