Celiachia: malattia multifattoriale

Articolo di · 4 ottobre 2020 ·

Non esistendo una cura, l’unica terapia in grado di contrastare i sintomi è una dieta priva di glutine

 

La celiachia è una malattia infiammatoria dell’intestino tenue provocata dall’assunzione di glutine, che causa la distruzione della mucosa intestinale. Tale patologia non va affrontata come una limitazione: la sua conoscenza, infatti, consente di averne consapevolezza e di agire secondo la propria salute e il proprio benessere.

Enrica Mari – Gastroenterologa

Il glutine è la componente proteica presente in grano, orzo, segale e frumento. La principale proteina in molti cereali è la gliadina: solubile in alcool, è proprio quest’ultima a scatenare l’effetto tossico nei celiaci. “Le cellule del sistema immunitario, nelle persone geneticamente predisposte, attivate dall’assunzione di glutine, attaccano la mucosa dell’intestino tenue – afferma la gastroenterologa Enrica Marifino a distruggere i delicati villi, strutture preposte all’assorbimento di nutrienti e minerali presenti nei cibi. Il danneggiamento e l’appiattimento della mucosa intestinale impediscono l’assorbimento di sostanze nutritive, determinando una sindrome da malassorbimento e carenza nutrizionale (atrofia dei villi intestinali)”.

La celiachia è una malattia multifattoriale, in quanto è causata sia da un fattore ambientale (un’alimentazione contenente cibi a base di glutine) sia da un fattore genetico (DQ2/DQ8 del sistema di istocompatibilità di II classe). Alcuni fattori ambientali possono essere anche fisiologici come gravidanza, intervento chirurgico, infezioni gastrointestinali o stress. Si associa spesso a malattie autoimmuni e a sindromi genetiche. “I sintomi della celiachia sono molteplici per la sede (organi e sistemi dell’organismo che coinvolgono) e per l’intensità.  Possono essere disturbi intestinali come dolore addominale, diarrea e gonfiore, oppure manifestazioni extra-intestinali come cefalea, stanchezza cronica, anemizzazione, dolori articolari (osteoporosi) e muscolari o esordire con reazione cutanea. Nei bambini questa malattia può provocare disturbi della crescita e dello sviluppo”.

La celiachia può presentarsi a qualsiasi età ed è permanente. L’unica terapia possibile, non esistendo una cura, è una dieta priva di glutine, eliminando alimenti a base di cereali che lo contengono come farina, pane, pizza, pasta e biscotti, compresi i cibi in cui è aggiunto come additivo nei processi industriali (deve essere obbligatoriamente indicato in etichetta). Un’alimentazione rigorosa permette di eludere i sintomi e promuovere la guarigione dell’intestino tenue e della mucosa. Anche se si è soggetti asintomatici è opportuno seguire una dieta senza glutine per evitare che il processo infiammatorio, causato dai linfociti T citotossici presenti nei villi intestinali che rivestono le pareti dell’intestino tenue, impedisca la ricostruzione dei tessuti e il loro corretto funzionamento, compromettendo l’equilibrio e il benessere dell’organismo. “Prima di eseguire qualsiasi tipo di dieta è raccomandato un consulto medico che prescriva gli accertamenti necessari. Con il test genetico per la ricerca dell’aplotipo HLA DQ2/DQ8 è possibile verificare la predisposizione genetica alla malattia celiaca mediante la determinazione degli alleli HLA II su DNA. La diagnosi viene svolta anche con i seguenti test sierologici per valutare gli anticorpi anti-transglutaminasi (tTG), anti-gliadina (AGA), anti-endomisio (EMA). In caso di positività, per accertare definitivamente la celiachia viene effettuata la biopsia intestinale, il prelievo di un minuscolo frammento della mucosa intestinale, la cui osservazione al microscopio evidenzia l’atrofia dei villi”.


    Lascia un commento