Indirizzo allo sport dei giovani

Articolo di · 22 agosto 2017 ·

Il tema dei giovani e lo sport è molto sentito in questi ultimi anni per i valori ed i benefici che il praticare sport porta con sé, ma è importante considerare in modo responsabile che i nostri ragazzi devono approcciarsi alle attività sportive nel modo giusto.
Parliamo dei rischi che corrono i giovanissimi con uno scorretto approccio alla sport insieme a Mario Benazzi, traumatologo sportivo e fisiatra al Centro Medico Visconti di Modrone, una delle tante strutture mediche convenzionate con la Mutua Sanitaria Cesare Pozzo.

Lo sport per i più giovani
In epoca di sempre più precoce avviamento allo sport, nella scelta per i più giovani (bambini e adolescenti) è importante non limitarsi a soddisfare le loro richieste ma pensare, da adulti responsabili, al loro benessere psico-fisico futuro, distinguendo innanzitutto tra discipline sportive asimmetriche per lo sviluppo muscolare e l’impegno rotatorio delle strutture scheletriche e articolari.

La presenza di vizi di atteggiamento o dimorfismi della colonna vertebrale non vanno sottovalutati ma sottoposti al parere di pediatri, medici sportivi e ortopedici. Soprattutto una valutazione ortopedica deve prevenire potenziali lesioni cartilaginee (da sovraccarico funzionale), alcune abbastanza comuni, altre meno, alle cartilagini di accrescimento. I dolori alle ginocchia in ragazzini e ragazzine che praticano sport intensamente attorno ai 12/13 anni (e oggi anche prima con attività precoci) ne sono un classico esempio, un disturbo tipico e frequente che causa dolore anteriore sotto il ginocchio (apofisite tibiale) condizione benigna ma spesso fastidiosa e duratura se non trattata per tempo.

Altra causa simile da iperattività fisico atletica nei più giovani è la comparsa di dolore al tallone, anche qui da valutare per un possibile danno alla cartilagine di accrescimento del calcagno: sia la cosiddetta malattia di Osgood Schlatter sia questa malattia (di Sever) non sono gravi e si risolvono quando il nucleo di ossificazione ha completato la crescita. Per gli sport che sollecitano la colonna vertebrale, specie in sport asimmetrici, vanno preventivamente valutati atteggiamenti dismorfici, difetti di postura, scoliosi o cifosi o quadri giovanili come l’osteocondrite di Sheuerman in cui è utile il consiglio dello specialista.

Lesioni da sport
Negli adulti la traumatologia sportiva deve fare i conti soprattutto con la cura delle lesioni in allenamento e agonistiche, negli sport di contatto e in torsione-flessione; qui la frequenza di traumi al ginocchio e alla caviglia è in continuo aumento nonostante la prevenzione rivolta al potenziamento delle strutture capsulo legamentose e di stabilizzazione articolare con ginnastiche specifiche: lesioni meniscali e legamentose del ginocchio, queste ultime, solo in Italia, hanno una incidenza di oltre trenta casi ogni centomila persone, con più di 30.000 interventi in artroscopia (day surgery) o con tecnica assistita artroscopia che consente allo sportivo un recupero precoce.

I buoni risultati si devono ai progressi nella biomeccanica, dei trapianti biologici e da donatore e in casi selezionati alla nuova generazione di legamenti sintetici. Nei Centri più qualificati, in Italia e nel mondo, l’utilizzo di tendini autolonghi (prelevati dal paziente stesso) rappresenta l’opzione più comune nella ricostruzione ormai di routine del legamento crociato anteriore, pur con alcune varianti nella scelta del sistema di fissazione tendineo-osso e nell’uso di materiali sempre meglio tollerati dall’organismo, come viti bioriassorbibili. Sempre raccomandando sia a fini preventivi che postchirurgici il potenziamento attivo della muscolatura per garantire, con la stabilizzazione del ginocchio, una migliore particolarità e in tempi di allungamento della vita media, un freno alla degenerazione pre-artrosica e artrosica.

Altra patologia postraumatica frequentissima riguarda le distorsioni di caviglia.

Negli USA si verificano almeno 28.000 distorsioni al giorno con 2 milioni di persone all’anno con questi problemi. Sorprendente ma non troppo, se teniamo presente che la caviglia è il sistema di sospensione su cui poggia tutto il corpo. Non sono traumi fratturativi, ma con interessamento della capsula articolare e dei legamenti, più spesso sul lato esterno del retro piede e con interessamento del legamento peroneo astragalico anteriore. Quelle lievi o di 1° grado o medie (2° grado) possono essere trattate incruentamente, con la formula RICE (Rest Ice Compression Elevation) e immobilizzazione semirigida o rigida con diversi tipi idi tutori. Quelle con grave lesione della capsula o dei legamenti sono di interesse chirurgico. In tutti i casi segue poi il recupero articolare e il potenziamento della muscolatura con esercizi propriocettivi e con l’uso di tavolette specifiche. Negli sportivi in particolare il trattamento “funzionale” con taping, bendaggi semirigidi e tutori (bivalva) sembra essere un trattamento efficace nelle distorsioni di primo e secondo grado.

a cura di Mario Benazzi, Traumatologo sportivo e fisiatra.

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Sull'Autore
Testi a cura dell'Ufficio Comunicazione della Mutua Sanitaria Cesare Pozzo

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