In Italia una donna su tre subisce violenza

Articolo di · 25 novembre 2019 ·

Era il 25 novembre del 1960 quando tre delle quattro sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana allora governata dal dittatore Rafael Trujillo, furono uccise mentre si recavano a far visita ai loro mariti in carcere: vennero bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare che le portarono in un luogo nascosto per torturarle, stuprarle e ucciderle.

Il brutale assassinio è stato fortemente sentito dall’opinione pubblica. L’unica sopravvissuta, Belgica Adele, ha dedicato la vita a onorare il ricordo delle tre sorelle e ha pubblicato il libro di memorie Vivas en su jardín. Le sorelle Mirabal, conosciute anche con il nome Mariposas, perché paragonate a farfalle in cerca di libertà, sono state protagoniste di altri romanzi come quello della scrittrice dominicana Julia Alvarez, Il tempo delle farfalle, in Italia edito da Giunti.

Questo e altri accadimenti di violenza, hanno portato a scegliere proprio il 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134. Questa data vuole celebrare e sostenere attività a sostegno delle donne, sempre più vittime di violenze, molestie, fenomeni di stalking e aggressioni tra le mura domestiche al fine di continuare a sensibilizzare su questo tema.

Secondo recenti ricerche Istat, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70enni (circa 6 milioni 788 mila) ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).
Inoltre, hanno subito violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila), in particolare il 5,2% (855 mila) dal partner attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall’ex partner. La maggior parte delle donne che avevano un partner violento in passato lo hanno lasciato proprio a causa delle violenza subita (68,6%). In particolare, per il 41,7% è stata la causa principale per interrompere la relazione, per il 26,8% è stato un elemento importante della decisione.

Parlare di violenza sulle donne ha quindi diversi volti: dai reati come la violenza fisica a quella sessuale, dallo stupro alla violenza psicologica.

In Italia e nel mondo subisce violenza, mediamente, una donna su tre dai 15 anni in su e il timore della violenza è confermato dal dato secondo il quale il 53% di donne in tutta l’Unione Europea afferma di evitare determinati luoghi o situazioni per paura di essere aggredita.

Un’enorme criticità è rappresentata dalla carenza di risorse da destinarsi ad iniziative per l’eliminazione della violenza contro le donne contribuendo a far sì che questo fenomeno persista. Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, stilati per promuovere la sostenibilità ambientale, economica e sociale nel mondo, offrono grandi possibilità, ma necessitano di finanziamenti adeguati per apportare cambiamenti reali e significativi nella vita delle donne.
In Italia i Centri antiviolenza lamentano un costante ritardo nell’arrivo dei fondi statali previsti per legge e spesso bloccati dalle Regioni che dovrebbero erogarli. La burocrazia, inoltre, ci mette spesso lo zampino. Ritardi nello stanziamento statale, ritardi nei trasferimenti dallo Stato alle Regioni, ritardi nei trasferimenti dalle Regioni ai Centri, creano grandissime difficoltà a queste strutture impegnate in prima linea ad aiutare le donne vittime di violenza con una serie di servizi fondamentali come l’assistenza psicologica, l’orientamento legale, l’accoglienza, l’ospitalità e l’orientamento al lavoro.
La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne segna anche l’inizio dei Sedici giorni di attivismo contro la violenza basata sul genere: una no stop di attivismo contro la violenza sulle donne in tutto il mondo che si conclude il 10 dicembre, Giornata per i diritti umani. Un ponte tra due date che vuole proprio sottolineare il fatto che la violenza contro le donne è una vera e propria violazione dei diritti umani.


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