Il teatro che educa a riconoscere la diversità

Articolo di · 27 marzo 2021 ·

Teatro nello spaz…io: studenti e ragazzi disabili, insieme, per una cittadinanza attiva che non ha paura

Un percorso teatrale che integri persone con disabilità e normodotati, per dare il via ad una nuova forma di espressività: è Teatro nello spaz…io, il progetto-laboratorio nato ad Alessandria quasi vent’anni fa, da un’idea di Andrea Di Tullio, educatore e direttore artistico.

educare a riconoscere la diversità

Andrea Di Tullio, educatore e direttore artistico, con i ragazzi partecipanti al progetto (fotografia di Teatro nello spaz…io)

Nella Giornata mondiale del teatro del 27 marzo, Di Tullio ricorda così le origini di questa esperienza: “assieme al danzaterapeuta Pater Larsen e ad altri professionisti, abbiamo cominciato con interventi teatrali nei centri disabili, diurni e residenziali, del territorio alessandrino. I ragazzi avevano però bisogno di stimoli, per cui abbiamo iniziato a portarli fuori dagli spazi canonici. Il progetto funzionava e abbiamo deciso di estenderlo a una scuola primaria”.

Gli interventi iniziali si svolgevano negli stessi spazi dei centri diurni o residenziali; per portare l’iniziativa all’esterno, sono state messe in scena rappresentazioni nei teatri della zona, in particolare nel Teatro Ambra del Dopolavoro Ferroviario di Alessandria.

L’idea era, ed è, quella di una condivisione di percorso fra gli studenti e i ragazzi dei centri per realizzare sinergie e sviluppare attitudini. Che sia la danza, la parte attoriale, la creazioni di scene o la scrittura di battute, “chiunque può mettersi al servizio dell’altra persona”, sottolinea Di Tullio.

Il nome, Teatro nello spaz…io, è stato scelto proprio per indicare che il progetto-laboratorio “dà spazio, fisico ma anche interiore, a tutti. A ognuno nella propria unicità”.

Negli anni sono state inserite nel progetto anche una scuola materna e una scuola secondaria di I grado: dalla 20 persone degli esordi, Teatro nello spaz…io è arrivato a coinvolgerne quasi 150: 15 professionisti, gli educatori, gli insegnanti e, naturalmente e soprattutto, i ragazzi dei centri disabili e i bambini delle scuole.

È un gruppo di lavoro eterogeneo per età e per spazi (centri disabili, scuole, teatri) che offre, come dice il direttore artistico, “stimoli incredibili” e in cui tutti “interagiscono in un percorso che produce alla fine un unico spettacolo, riunendo le esperienze dei piccoli gruppi”. Interessante l’osservazione sul campo che “più i bambini delle scuole sono piccoli, meno difficoltà hanno nell’accettare la diversità fisica e cognitiva”.

disabili: teatro per educare alla diversità

Una rappresentazione (fotografia di Teatro nello spaz…io)

L’obiettivo principale di Teatro nello spaz…io non è infatti andare in scena con uno spettacolo, bensì – spiega Di Tullio – “l’integrazione nella diversità di età, fisica o cognitiva che sia, per realizzare l’unico vero spettacolo che è quello della vita, la realtà che viviamo. È un percorso di educazione a riconoscere la diversità. Riconoscere la diversità significa avere meno pregiudizi e meno paure. Creiamo una cittadinanza attiva che non ha paura”.

Ogni anno viene coinvolta nel progetto una classe nuova e viene prodotto un nuovo spettacolo. Purtroppo la pandemia di Covid-19 ha avuto un forte impatto anche su questa esperienza e l’ultimo anno con un percorso completo è stato il 2019, nel quale, spiega ancora Di Tullio, “è stato rotto lo spazio fisico, portando gli spettacoli negli spazi cittadini, un’edizione Urban space nella quale abbiamo abbattuto la quarta parete coinvolgendo il pubblico e rendendolo parte attiva dello spettacolo”.

Nel 2020 sono state effettuati interventi puntuali nei centri e attraverso la didattica a distanza. Una metodologia che non è però congegnale al progetto, perché il lavoro con i disabili si basa sullo stimolo e in remoto diventa tutto molto più difficoltoso. “I ragazzi rifacevano gli esercizi dei professionisti sui monitor ed è stato realizzato una collage video. La tecnologia – dice il direttore artistico – ci sta dando una grossa mano, ma non è la stessa cosa”.

In questo 2021 si vive in sospeso anche a Teatro nello spaz…io: “stiamo cercando di capire se riproporre un discorso a distanza o cercare di ritornare in presenza rispettando regole, distanze, controlli. Tornare in presenza sarebbe l’ideale”. Nei centri disabili ci sono situazioni di salute fragile, per cui al momento non è possibile riprendere; sono però iniziate le vaccinazioni degli operatori e degli utenti, per cui, aggiunge Di Tullio “appena sarà possibile, riprenderemo a interagire e lavorare insieme”.

Intanto il progetto-laboratorio, fedele alla suo scopo di educazione alla diversità, si è ancora allargato con l’inserimento di ragazzi del penale minorile con un percorso di riabilitazione e messa alla prova, e un gruppo di minori stranieri non accompagnati che vivono in comunità. “È uno stimolo a creare sempre qualcosa di nuovo e di diverso – sottolinea Di Tullio – adesso siamo tutti un po’ fermi, ma non vediamo l’ora di rientrare”.

La Mutua sanitaria Cesare Pozzo sostiene Teatro nello spaz…io e ha supportato le ultime edizioni del progetto nel 2018  e nel 2019, in occasione della quale era stato anche realizzato un video sul bullismo.


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