Il diritto alla salute passa dalla prevenzione

Articolo di · 6 marzo 2020 ·

Il vaccino per il Papilloma Virus e i controlli ginecologici annuali aiutano a prevenire il tumore al collo dell’utero

 

L’8 marzo si celebra la Giornata internazionale dei diritti della donna per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche raggiunte nel tempo, ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violenze e le discriminazioni che ancora oggi le donne sono costrette a subire in tante parti del mondo.

Tra i diritti fondamentali rientra sicuramente quello alla salute che oggi significa anche prevenzione, arma a disposizione per la cura di importanti patologie come quelle oncologiche.

Secondo il rapporto “State of Health in the Eu: Italy. Country Health Profile 2019”, curato da esperti dell’Ocse e dell’Osservatorio Europeo delle Politiche e dei Sistemi Sanitari, in collaborazione con la Commissione Europea, l’Italia risulta tra i primi posti in Europa nella cura del cancro, con la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi più alta rispetto agli altri Paesi.

Dott.ssa Daniela Di Martino – Medico ginecologo

Nella lotta alle neoplasie molto è già stato fatto in termini di progresso scientifico e tecnologico, coinvolgimento politico e presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica ma, per ridurre sempre più il numero di casi di tumore, c’è bisogno di mantenere alta l’attenzione. Ciò significa garantire a tutti uguale accesso alle forme di prevenzione e di cura che la ricerca mette oggi a disposizione.

Per quanto riguarda la sfera femminile, la prevenzione è rivolta all’ambito ginecologico e a quello del tumore al seno. Tra le donne, il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili e la mortalità risulta in continuo calo (-0,8%/anno). Secondo gli esperti, questo dato si deve sia all’efficacia delle nuove terapie, sia alla diagnosi precoce, che permette di individuare il tumore in una fase iniziale. Oggi, la sopravvivenza media dopo cinque anni dalla diagnosi è di circa l’87%. Per quanto riguarda invece il carcinoma della cervice uterina, le statistiche lo annoverano come il quarto tumore più frequente nelle donne a livello mondiale ed è al quarto posto per mortalità.

“E’ importante iniziare a fare prevenzione già in età pediatrica con il vaccino per il Papilloma-Virus consigliato sia alle femmine e sia ai maschi perché permette di prevenire il tumore del collo dell’utero” – afferma la dott.ssa Daniela Di Martino, medico ginecologo

della Clinica Mangiagalli e precedentemente dell’Ospedale Buzzi, entrambi di Milano – “Il Papilloma Virus è il principale fattore di rischio per il tumore del collo dell’utero e si trasmette per via sessuale. Un inizio precoce dell’attività sessuale e partner multipli possono aumentare il rischio di infezione. Questa vaccinazione è somministrabile già dai nove anni senza limite di età e registra la risposta immunitaria migliore entro i 26 anni. Le dosi necessarie sono tre e non è necessario sapere lo stato precedente di HPV. Inoltre, la prevenzione precoce con il Pap Test ha permesso di diminuire i casi di questo tipo di tumore nel mondo occidentale”.

Una buona prevenzione passa anche dai controlli annuali ai quali è consigliato di sottoporsi dopo i primi rapporti sessuali o in concomitanza di sintomatologia e sarà cura del ginecologo personalizzare gli esami in base all’età e al quadro clinico della paziente.

“L’insorgenza di un carcinoma ovarico ha cause ancora non del tutto conosciute – continua la dottoressa Di Martino – ma sappiamo che il rischio di ammalarsi è molto basso nelle donne giovani, mentre aumenta con l’età, considerando che in otto casi su dieci si verifica in pazienti con più di 50 anni”.

Rispetto a questo tumore esistono dei fattori protettivi e di rischio come il non aver avuto figli, la comparsa anticipata della prima mestruazione o ritardata della menopausa. A ciò si aggiungono molti aspetti legati allo stile di vita come, ad esempio, il sovrappeso o l’alimentazione ricca di grassi animali e povera di verdura fresca e frutta. “Inoltre – afferma la dottoressa Di Martino – nel 5-10 % dei casi, il cancro dell’ovaio è causato da un’alterazione genetica (BRCA1/BRCA2) che si può associare al tumore al seno”.

I fattori protettivi per questo tipo di tumore sono invece l’aver avuto più di un figlio, l’aver allattato al seno e l’uso di contraccettivi orali.

 

 


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