I principali fattori di rischio cardiovascolare

Articolo di · 5 luglio 2017 ·

L’importanza della prevenzione per quanto riguarda le malattie cardiovascolari non deve essere mai sottovalutata, considerate infatti che esse sono la prima causa di morte nel mondo. Vediamo oggi insieme quali sono i fattori di rischio da tenere in considerazione sia per chi ha già avuto episodi, sia per chi è interessato a fare prevenzione.

Fattori di rischio e linee guida alla prevenzione delle malattie cardiovascolari

Ci sono alcuni fattori che favoriscono il rischio su cui non abbiamo il controllo e su cui non possiamo agire direttamente, ma che sono molto importanti da conoscere per aiutarci a prevenire, come l’età ed il sesso.

Età e sesso

In generale il rischio cardiovascolare inzia ad aumentare in modo importante nell’uomo dopo i 45 anni e nella donna dopo i 55 anni, per quest’ultima in coincidenza con la menopausa o dopo eventuale rimozione chirurgica delle ovaie, in quanto viene a mancare l’effetto protettivo esercitato dagli estrogeni.

Familiarità per malattie cardiovascolari

La presenza in famiglia di parenti che hanno sofferto di malattie cardiovascolari in età precoce (sotto i 50 per i maschi, sotto i 55 anni per femmine) aumenta notevolmente la probabilità di ammalarsi di infarto del miocardio. Questo fattore di rischio evidentemente non è modificabile; è quindi opportuno che i soggetti con una familiarità positiva adottino uno stile di vita in grado di ridurre il rischio cardiovascolare (astenersi dal fumare, svolgere un’attività fisica, consumare una dieta povera di grassi saturi) e quando si presenta un fattore di rischio elevato è necessario intervenire efficacemente per ridurne i livelli.

Ipertensione arteriosa

La pressione arteriosa è un altro importante fattore di rischio cardiovascolare, perché è stato dimostrato che per valori di pressione arteriosa superiori a 140/90 la probabilità di ammalarsi di ictus o di infarto del miocardio aumenta notevolmente. E’ importante inoltre ricordare che i soggetti sovrappeso o diabetici frequentemente sono anche ipertesi.

Diabete

La presenza di diabete (aumento dei valori di glucosio nel sangue sopra i 126 mg/dL) aumenta in modo rilevante il rischio cardiovascolare, anche se la glicemia è controllata. E’ molto importante per i diabetici individuare e trattare tutti i fattori di rischio concomitanti, quali ipertensione, obesità e dislipidemie. Il diabete è un fattore di rischio cardiovascolare particolarmente significativo nelle femmine, nelle quali questa patologia diminuisce la relativa protezione dovuta al sesso nei confronti dell’aterosclerosi.
Migliorare lo stile di vita (https://mutuaoggi.org/stili-di-vita/) tenendo sotto controllo i fattori che derivano dai nostri comportamenti e che possono essere modificati, è positivo sia a livello curativo per chi ha già avuto episodi pregressi, sia a livello preventivo.

Peso corporeo

Un peso corporeo elevato determina un aumento del rischio cardiovascolare, anche perché spesso il sovrappeso si associa ad ipertensione, dislipidemie e/o diabete. E’ bene inoltre ricordare che il peso corporeo tende ad aumentare con l’età. Un modo per valutarlo più correttamente è quello di calcolare l’indice di massa corporea (peso/altezza), che tiene in considerazione anche la struttura corporea del soggetto. Nei soggetti normopeso questo valore è inferiore a 25, nei soggetti sovrappeso è compreso fra 25 e 30; valori superiori a 30 indicano l’obesità.

Colesterolo

Il colesterolo è un grasso o lipide, trasportato dal sangue, di cui l’organismo ha bisogno per ricostruire le cellule. Sebbene una parte del colesterolo provenga dal cibo, l’organismo produce da solo la maggior parte del colesterolo circolante. I livelli di colesterolo totale uguali o inferiore a 190 mg/dL sono desiderabili. Valori compresi tra 191 e 239 mg/dL aumentano moderatamente il rischio cardiovascolare. Livelli superiori a 240 mg/dL determinano un rischio cardiovascolare elevato, indipendentemente dall’età.
Una forma di colesterolo “cattivo” è il colesterolo LDL che conduce i grassi alle cellule; quando è in eccesso resta in circolo, si annida nelle arterie e può causare problemi, quali ad esempio la formazione di placche sulle pareti delle arterie che ostacolano il passaggio del sangue ossigenato e quindi compromettono il funzionamento di alcuni organi.
Livelli di colesterolo LDL uguali o inferiori a 130 mg/dL sono desiderabili. Valori compresi fra 131 e 160 mg/dL aumentano moderatamente il rischio cardiovascolare. Livelli superiori a 160 mg/dL determinano un rischio cardiovascolare elevati, indipendentemente dall’età.
Il colesterolo-HDL è quello che normalmente viene indicato come colesterolo “buono”; infatti livelli elevati di questo lipide proteggono dalle malattie cardiovascolari. Valori inferiori a 39 mg/dL nell’uomo e a 43 mg/dL nella donna sono considerati un indice di rischio cardiovascolare, indipendentemente dall’età.

Trigliceridi

I trigliceridi sono dei grassi che derivano dalla dieta e rappresentano una fonte di energia di pronto utilizzo. Se presenti in eccesso tendono ad accumularsi nel tessuto adiposo.
Livelli di trigliceridi plasmatici superiori a 150 mg/dL sono da considerarsi elevati e correlati ad un aumento di rischio cardiovascolare, indipendentemente dall’età.

Fumo
Il fumo è uno dei principali fattori di rischio di mortalità per cardiopatia ischemica: chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno ha un rischio di ammalarsi di cardiopatia ischemica da 3 a 5 volte maggiore di un soggetto non fumatore, oltre ad incorrere in altre malattie tra cui il tumore ai polmoni e l’enfisema polmonare. La sospensione del fumo riduce notevolmente la probabilità di insorgenza di malattie cardiovascolari, che dopo un anno torna ad essere uguale a quella dei non fumatori.

Attività fisica
La sedentarietà è una delle cattive abitudini della vita moderna. La scarsa attività fisica ha diversi effetti sfavorevoli: riduce i consumi energetici dell’organismo, favorendo l’obesità; riduce il valore del colesterolo HDL che svolge un ruolo protettivo. Le persone che conducono una vita sedentaria hanno un rischio di malattie cardiovascolari da 2 a 2,5 volte maggiore rispetto a quelle che svolgono regolare esercizio fisico. E’ consigliabile un’attività fisica di tipo aerobico (jogging, lunghe camminate, ciclismo, sci di fondo, ecc) che influenza favorevolmente molti fattori di rischio cardiovascolare (elevata pressione, elevato colesterolo, sovrappeso, ecc) ed aiuta la prevenzione.

Alimentazione
Le cattive abitudini alimentari si correggono difficilmente nell’età adulta e conducono ad una dieta che favorisce obesità ed aterosclerosi. La dieta ideale deve essere varia, equilibrata (non deve trarre cioè tutte le energie da un solo gruppo di alimenti), ricca di alimenti apportatori di vitamine e Sali minerali quali verdura e frutta, con giusto apporto di proteine (non necessariamente tutte di origine animale), contenente la giusta dose di carboidrati complessi quali amidi e zuccheri e di fibre vegetali e povera di grassi animali e di sale. Una dieta adeguata è in grado di influenzare favorevolmente livelli elevati di lipidi plasmatici, di controllare il peso corporeo e regolare la pressione sanguinea.

Farmaci
Per alcune persone con livelli elevati di fattori di rischio, la dieta e l’esercizio fisico non sono sufficienti. Essi hanno bisogno di aggiungere i farmaci al loro programma terapeutico. I farmaci ipolipemizzanti riducono i lipidi plasmatici. E’ importante sapere che questi farmaci non curano il colesterolo, ma lo mantengono sotto i livelli di guardia, quindi essi devono essere assunti in modo continuativo per mantenere sotto controllo questo fattore di rischio. Un discorso del tutto analogo è valido per i farmaci che riducono la pressione sanguina e per quelli usati nel trattamento del diabete.

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Sull'Autore
Testi a cura dell'Ufficio Comunicazione della Mutua Sanitaria Cesare Pozzo

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