Giornata internazionale della democrazia

Articolo di · 9 settembre 2019 ·

La partecipazione democratica è un principio fondativo del mutuo soccorso

Il 15 settembre si celebra la Giornata Internazionale della Democrazia. Un’occasione per sottolineare, come ricorda il sito delle Nazioni Unite, che “la democrazia è costruita su inclusione, parità di trattamento e partecipazione ed è una componente fondamentale per la pace, lo sviluppo sostenibile e i diritti umani”.

La Mutua sanitaria Cesare Pozzo c’è dal 1877! La partecipazione democratica è infatti il principio su cui si sono fondate, sin dalle origini, le società di mutuo soccorso. Da sempre, i loro soci determinano democraticamente le sorti del proprio sodalizio, partecipando alla vita sociale, approvando i bilanci ed eleggendo i propri dirigenti. Ciascun socio inoltre conta al pari degli altri: il suo voto vale sempre uno, a prescindere dalle quote associative versate, a differenza delle società di capitali nelle quali i voti sono pesati secondo le azioni o le quote possedute.

Naturalmente la democrazia è un processo che non si può limitare al diritto di voto (elettorato attivo), perché comprende il diritto a essere votati (elettorato passivo) e, soprattutto, i meccanismi di partecipazione inclusiva ai processi decisionali. Tuttavia, per rilevare l’importanza delle società di mutuo soccorso per lo sviluppo democratico del nostro Paese e prendere le giuste misure storiche, è opportuno ricordare che, mentre le società di mutuo soccorso e successivamente anche le cooperative erano già rette dal principio democratico, il diritto di voto politico alla formazione del Regno d’Italia nel 1861 era limitato a una ristrettissima fascia della popolazione. Nello specifico, potevano votare solo i cittadini maschi di 25 anni, in grado di leggere e scrivere in un Paese per la maggior parte analfabeta, che pagavano un livello elevato di imposte (quindi i ricchi) o appartenevano a ristrette categorie quali laureati, magistrati, professori, notai, farmacisti e pochi altri. In pratica un diritto super elitario, riservato al 2% della popolazione.

La strada per il suffragio universale e per una partecipazione inclusiva alla vita politica fu molto lunga e impervia. Passando per una limitata estensione del diritto di voto nel 1882 (al 7% della popolazione), un ulteriore allargamento nel 1912 (al 23% della popolazione) e il suffragio universale esclusivamente maschile nel 1918, un effettivo suffragio universale fu raggiunto solo nel 1945, con l’estensione del diritto di voto anche alle donne.

Come si diceva invece, fin dalle origini, i soci di CesarePozzo partecipavano democraticamente alla vita della Mutua. Il primo Statuto del 1878, per esempio, stabiliva che tutti i soci avevano diritto a poter coprire le cariche sociali elettive e a votare nelle assemblee generali.

In più di 140 anni di storia, la governance di CesarePozzo, cioè le regole e le procedure che ne disciplinano la direzione e il governo, è ovviamente cambiata. Questo avviene sia per più generali cambiamenti normativi riguardanti le mutue, sia grazie alla storica capacità di CesarePozzo di modificare la propria organizzazione per essere in grado di rispondere al mutare dei bisogni.

L’impronta democratica e di auto-organizzazione è però rimasta sempre la stessa. Agli inizi, quando i soci della Mutua erano solo i macchinisti e i fuochisti delle ferrovie, l’organizzazione era basata sui depositi ferroviari: in ogni deposito i soci eleggevano i propri rappresentanti, i quali nelle adunanze generali sceglievano i dirigenti nazionali.

Attraverso vari passaggi, si è poi arrivati all’organizzazione democratica dell’odierna mutua dei cittadini in cui i soci si riuniscono nelle assemblee regionali per eleggere i consigli regionali e i delegati all’assemblea nazionale. In questa sede si approvano i bilanci e si nomina il consiglio di amministrazione della Società. Oggi come allora, democraticamente!


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