Foibe: il ricordo vive attraverso i luoghi della storia

Articolo di · 9 febbraio 2021 ·

Le vittime delle Foibe, i massacri, l’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati al centro di un percorso formativo che porta i ragazzi a sperimentare di persona la storia e le diverse sensibilità per non dimenticare e dare valore.

 

Una pagina di storia drammatica, alla quale il Parlamento italiano ha voluto dedicare una giornata, quella del Ricordo, istituita nel 2004 con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani, di tutte le vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Il 10 febbraio quindi, si celebra il Giorno del ricordo, data scelta perché coincide con la giornata in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia.

Un accadimento storico segnato da dolore e massacri. Quasi ventimila le persone torturate, assassinate e gettate nelle foibe (le fenditure carsiche usate come discariche), vite di persone che meritano di esistere ancora nel ricordo. Per farlo, per non dimenticare e tenere viva la memoria di quanto accaduto, uno degli strumenti a disposizione è il ripercorrere quei luoghi, attraversarli per meglio comprendere.

“Da circa due decenni le vicende relative al confine italo-jugoslavo (oggi italo-sloveno) hanno ritrovato una loro centralità nel dibattito pubblico. Ed è per questo che si è ritenuto di offrire, attraverso un percorso formativo, la possibilità ai ragazzi di sperimentare di persona la storia e le diverse sensibilità scaturite dal Novecento giuliano – afferma Federico Tenca Montini, storico e ideatore del percorso formativo tra Friuli e Slovenia che da Trieste arriva a Lubiana, destinato a studenti e professori di scuole secondarie. “Partendo dal Giorno del ricordo –  continua lo storico – vogliamo offrire la possibilità ad insegnanti e studenti di avvicinarsi ed essere guidati nell’approfondimento di luoghi e simboli quanto mai paradigmatici del secolo appena trascorso”.

Federico Tenca Montini – storico

Ad organizzare questo e altri percorsi è Viaggi e Miraggi, un tour operator e una cooperativa sociale ONLUS, nata nel 2001 per promuovere il Turismo Responsabile e una modalità di viaggio con al centro l’attenzione alle implicazioni economiche, sociali e ambientali che la mobilità comporta. Rispetto, condivisione e tutela sono i valori su cui si fonda il loro lavoro che promuove un modo di viaggiare e uno stile di vita etico e consapevole, incline all’incontro e lontano dalla voracità del turismo predatorio.

L’itinerario “Tra Friuli e Slovenia, da Trieste a Lubiana”, si concentra sul periodo tra le due guerre mondiali che hanno entrambe lasciato sul territorio pesanti cicatrici – afferma Federico Tenca Montini – La Prima guerra mondiale è oggetto di visite specifiche al Sacrario di Redipuglia e al museo di Caporetto. Rispetto alla Seconda sono previsti momenti di approfondimento presso il museo della Risiera di San Sabba, l’unico campo di concentramento nazista sul territorio, oggi italiano, dotato di un forno crematorio, e la foiba di Basovizza. L’itinerario è contraddistinto, inoltre, da una parte in territorio sloveno, utile a fare capire ai ragazzi, attraverso l’incontro con specialisti, la pluralità delle storie, delle sensibilità e dei punti di vista”.

Risiera San Sabba
© Pier Luigi MoraCreativeCommons

Il percorso è pensato principalmente per gli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori.

“I ragazzi hanno l’età giusta per affrontare dinamiche di una certa complessità ed essere introdotti  a processi di sedimentazione della memoria plurimi e concorrenziali legati proprio alla particolarità di questo territorio, etnicamente misto – continua lo storico – L’aspetto saliente del percorso che proponiamo consiste nella trattazione dell’arco cronologico che va dai primi del Novecento al dopoguerra come una serie di vicende fortemente correlate. Effettivamente, la particolare configurazione degli eventi nell’area si presta a questo genere di interpretazione: Prima guerra mondiale, periodo fascista, occupazione tedesca, occupazione jugoslava e, limitatamente a Trieste e al suo circondario, amministrazione delle autorità angloamericane protratta fino al 1954”.

Il percorso proposto offre una serie di tappe e incontri che raccontano una stessa storia vissuta e vista da prospettive diverse, in virtù del fatto che non si tratti di un confine, tanto meno uno orientale, ma di uno spazio condiviso ricco di esperienze diverse, multilingue, segnato da memorie differenti che oggi possono e vanno raccontate insieme.

“La questione fondamentale si pone proprio a partire dalla considerazione che il “confine orientale“, una volta attraversato, non è più tale – continua lo storico Tenca Montini –  Le “differenti prospettive“ si dischiudono quasi automaticamente attraverso la visita di siti significativi posti ai due lati del confine. Da un lato la pluralità dei significati è implicita nei diversi approcci alla musealizzazione dello stesso evento. Si pensi alla Prima guerra mondiale che Italia e Slovenia hanno vissuto ai due versanti opposti. In secondo luogo, anche per evitare di ven

Foiba di Basovizza © CreativeCommons

ire sopraffatti dalla polisemicità, si è proceduto all’organizzazione di incontri con alcuni esperti di divulgazione storica e di approcci pedagogici alla multiculturalità”.

Ricordare quindi per non dimenticare, non ripetere gli stessi passi e per generare un’etica che possa tutelare la memoria delle vittime.

“L’istituzione del Giorno del Ricordo è importante perché permette di sottrarre una serie di spinose questioni a decenni di rimozione e di sedimentazione in circuiti memoriali circoscritti – conclude Federico Tenca Montini – Con la proposta di questo itinerario riteniamo di dare il nostro contributo all’elaborazione e a una migliore conoscenza di pagine importanti di storia europea”.

 

 

 


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