Ferrovieri contro il fascismo

Articolo di · 28 gennaio 2020 ·

Una storia sconosciuta ai più. E’ quanto messo in evidenza da Massimo Taborri nel suo Ferrovieri contro il fascismo, un libro dedicato ai grandi avvenimenti del ventennio fascista dal punto di vista dei ferrovieri, con una serie di piccoli aneddoti che si erano persi nei meandri degli archivi, tra le pieghe dei racconti di quel periodo buio della storia italiana puntellata da numerosi atti di sabotaggio al regime portati avanti da questa classe di lavoratori.

La presentazione del volume, ospitata dalla Biblioteca dei trasporti e della mutualità Cesare Pozzo, è stata l’occasione per raccontare “un libro diverso da quelli che solitamente presentiamo”: “E’ sì un libro di ferrovieri – spiega il presidente della Fondazione Cesare Pozzo, Stefano Maggi – ma anche una ricerca storica approfondita e, soprattutto, un’opera che tiene viva una memoria che altrimenti andrebbe perduta”.

“Ho lavorato anni a questo libro – dice l’autore – perché volevo capire se effettivamente si potesse parlare di vera Resistenza, soprattutto da parte del compartimento di Roma. Noi tutti conosciamo la storia dei ferrovieri a livello nazionale; io, però, volevo mettere insieme le testimonianze di chi aveva vissuto quegli anni. Ho consultato gli archivi,  ho controllato le relazioni sui piccoli incidenti avvenuti e ho scoperto che moltissime iniziative sono state intraprese dai singoli”.

Secondo quanto ricostruito da Taborri, i ferrovieri del compartimento di Roma, a vari livelli, si contraddistinsero per la semplicità di alcuni gesti compiuti per sabotare la follia nazista; ciò permise a moltissimi deportati di scappare dai treni speciali diretti ai campi di concentramento; emblematica è la vicenda di Ercole Faccia, frenatore di appena 17 anni, il quale sfondò un lato della propria garitta per passare un ceppo frenatore ai prigionieri del carro. Con l’aiuto dell’attrezzo, questi ultimi riuscirono a creare un buco nel pavimento, si  lasciarono scivolare sui binari sottostanti, per poi scappare nei campi. In altri casi si crearono delle vere squadre organizzate che fecero esplodere binari, treni rifornimento e linee elettriche.

Tutti questi atti di solidarietà e di vero e puro eroismo, alcuni dei quali si conclusero con la morte di chi li attuò, sarebbero rimasti nascosti se non fosse stato per la volontà dell’autore di scavare nella memoria di chi c’era e di chi ha tramandato con scritti e racconti questi frammenti di storia che in diversi casi fecero la differenza per le esistenze degli sfortunati protagonisti.

 

Ferrovieri contro il fascismo : Roma 1922-1944

Massimo Taborri

Roma : Chillemi 2019,  . – 110 p.


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