Feldenkrais®: il movimento per conoscersi e migliorarsi

Articolo di · 4 marzo 2020 ·

Secondo la definizione dell’AIIMF, il metodo Feldenkrais® è “un sistema educativo globale che utilizza il movimento come strumento per lo sviluppo di una piena consapevolezza del sé all’interno di un processo di auto-miglioramento permanente”.

“Non si tratta di ginnastica dolce e non si tratta di ginnastica – afferma Laura Inzoli, fisioterapista specializzata nel metodo Feldenkrais® – Sarebbe appropriato dire che un bambino che porta il suo piede verso la bocca sta facendo un esercizio? Fa esperienza, sperimenta, al limite gioca. Ma l’insieme di questo e altre azioni lo porteranno a imparare ad alzarsi e a camminare: una delle nostre funzioni motorie più complesse”.

Questa disciplina viene utilizzata per migliorare la postura, combattere il mal di schiena, i dolori muscolari e le tensioni del corpo ma ancor più per insegnare alle persone a “usare” se stesse con maggior abilità, efficienza e semplicità per raggiungere gli scopi desiderati coinvolgendole a un livello senso-motorio. È un approccio basato sull’integrazione tra movimenti, sensazioni, sentimenti e pensieri.

Il fondatore della disciplina è Moshé Feldenkrais, fisico, ingegnere e insegnante cintura nera di judo israeliano, nato nel 1904 e morto nel 1984, che mise insieme il suo sapere, le sue abilità nelle arti marziali e le emergenti neuroscienze. Dopo aver svolto studi sul sistema nervoso, la psicologia e la neurofisiologia umana e su come il bambino impara, elaborò delle sequenze di movimenti che divennero veri e propri processi di apprendimento per il funzionamento ottimale dell’individuo.

Attraverso questi movimenti è possibile percepire se stessi e ampliare la consapevolezza in maniera da organizzare funzioni come sedersi, camminare, prendere e pensare: infatti un cervello privo di funzioni motorie non potrebbe pensare.

Laura Inzoli – Fisioterapista specializzata in Feldenkrais®

“Con questo metodo ho trovato quello che cercavo – afferma Laura Inzoli, terapista della riabilitazione dal 1986 – Il professor Boccardi, responsabile della scuola dell’Ospedale San Carlo di Milano che mi ha formato, ci insegnò a non considerarci mai appagati da ciò che sapevamo, restando aperti a domande sempre nuove. Così, appena diplomata (oggi laurea breve), mi sono trovata insoddisfatta da ciò che si proponeva per curare le persone con dolore alla colonna. Ho iniziato a curiosare altrove, grazie a due colleghe che frequentavano la formazione Feldenkrais® a Parigi. In Italia non c’era ancora ed era ciò che desideravo: un metodo scientifico, che prendesse in considerazione l’intera persona, orientato al processo di miglioramento prescindendo dalla malattia. Insomma, qualcosa che avesse più a che fare con i processi di apprendimento del bambino che con l’esercizio. E, soprattutto, che mettesse in gioco il muoversi e il sentire. Dieci anni di esperienza di lavoro all’Ospedale Niguarda di Milano mi hanno definitivamente appassionato al lavoro con il sistema nervoso”.

Il movimento è dunque lo strumento attraverso cui si lavora, considerando che il sistema nervoso viene continuamente stimolato a creare nuove connessioni attraverso il moto e la sua percezione.

Semplificando – continua Inzoli – direi che si tratta di imparare a fare in modi diversi e più organizzati cose che si sanno già fare: allungare un braccio per prendere un oggetto, alzarsi e sedersi, girarsi a guardare indietro e così via, diventando sempre più consapevoli di noi stessi e di conseguenza di come agiamo nell’ambiente e con gli altri con conseguente maggior benessere generale”.

Questa disciplina è accessibile a tutti quelli che hanno voglia di migliorare e di conoscersi meglio: anziani, giovani, bambini ma anche atleti, attori, cantanti, persone che soffrono delle patologie più varie. I movimenti sono accessibili a chiunque. È inoltre possibile praticarla sia in gruppo, sia individualmente. “Nelle lezioni di gruppo (‘Conoscersi attraverso il movimento®’) l’insegnante guida con la voce – afferma Laura Inzoli – mentre nelle lezioni individuali (‘Integrazione Funzionale®’) è l’insegnante che muove l’allievo in uno scambio di informazioni, legate alle percezioni, date e ricevute. Il principio è che tutto avvenga in modo comodo e facile. Se ci sono lezioni o posizioni difficili da assumere sarà l’esperienza dell’insegnante a suggerire o incoraggiare alternative o supporti per non avere dolore e neppure fastidio. In alcuni casi si usa addirittura solo immaginare il movimento piuttosto che farlo, e sappiamo che questa intuizione di Moshé Feldenkrais è oggi supportata dalle ricerche sulle cellule a specchio. Ho un’esperienza ormai più che ventennale e ancora mi piace vedere persone di tutte le età che concludono una lezione sentendosi in piedi più stabili e radicati, più semplicemente allungati, che respirano in modo più naturale. Più consapevolmente se stessi”.

2 Commenti

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    Arrigo Mozzo

    Esattamente ciò di cui la mia povera schiena, dolorante per una scoliosi progressiva,avrebbe necessità assoluta!

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      Redazione

      Gentile Arrigo, grazie per l’intervento. Continui a leggerci, troverà sempre nuovi contenuti


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