Diabete: utile la teleassistenza in tempo di Covid-19

Articolo di · 13 novembre 2020 ·

L’importante ruolo degli infermieri al centro dell’edizione 2020 della Giornata mondiale del diabete

 

Un adulto su undici, di età compresa tra 20 e 79 anni, è affetto da diabete per un totale di 463 milioni di individui, di cui 2/3 circa in età lavorativa. E ancora, 232 milioni sono gli adulti di età compresa tra 20 e 79 anni con diabete tipo 2 non diagnosticato, cioè 1 su 2 e, inoltre, il numero stimato di soggetti di età compresa tra 20 e 79 anni con ridotta tolleranza glucidica è di 374 milioni, pari a 1 adulto su 13.

Facendo invece delle proiezioni ci si aspetta che nel 2025, 2030 e 2045 saranno rispettivamente 438 milioni, 578 milioni e 700 milioni le persone affette da diabete. Considerando le differenti regioni, gli aumenti stimati vanno dal 31% nel Pacifico occidentale al 143% in Africa.

Sono i dati evidenziati dall’Atlante Diabete dell’International Diabetes Federation che, inoltre, stima che in tutto il mondo, uno ogni sei nati vivi, o 20 milioni, nasce da una gravidanza associata a iperglicemia, di cui l’84% è dovuto al diabete gestazionale.

Per quanto riguarda i decessi attribuibili al diabete nel 2019 il totale è di 4,2 milioni e il diabete è associato all’11,3% dei decessi in tutto il mondo. Infine, il 10% della spesa sanitaria globale è destinata a questa patologia.

Rispetto all’Italia, i dati dell’Osservatorio Arno fanno riferimento a 11,3 milioni di cittadini di ogni età (circa un sesto degli abitanti del Paese), permettendo di identificare circa 700 mila persone con diabete, corrispondenti ad una prevalenza del 6,2%, un dato quasi doppio rispetto a quello italiano di 20 anni fa.

Alla luce di questi dati epidemiologici risultano fondamentali quindi la prevenzione attraverso un corretto stile di vita e la diagnosi precoce.

Nata per volontà della Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1991, la Giornata Mondiale del Diabete è nata in risposta alla crescente sfida alla salute posta dal diabete al fine di portare l’attenzione pubblica sulle cause della malattia, sulla sua prevenzione e sugli effetti critici che ha sulle vite umane e sui sistemi sanitari in tutto il mondo. La sua data, ossia il 14 novembre, è stata scelta perché corrisponde alla nascita di Frederick Banting, il co-scopritore dell’insulina con Charles Best nel 1922.

L’edizione di quest’anno è dedicata all’importante ruolo che rivestono gli infermieri nella prevenzione e nel trattamento del diabete. In considerazione del rapido incremento del numero di diabetici nel mondo, il ruolo di questa figura professionale all’interno del team diabetologico acquisisce un ruolo sempre più importante.

L’infermiere è infatti, molto spesso, il primo operatore sanitario con il quale si interfaccia la persona con diabete poiché svolge importanti ruoli come l’educazione ad un corretto stile di vita,  l’automonitoraggio e l’impiego delle tecnologie a supporto del diabete così come l’educazione alla prevenzione delle complicanze. 

Il fondamentale ruolo dell’infermiere si arricchisce di nuovi significati anche nel periodo storico in corso caratterizzato dalla pandemia di COVID-19 e dalla conseguente necessità di mettere in campo piattaforme e strumenti di teleconsulto per continuare a seguire in sicurezza i pazienti, anche a distanza.

Un recente documento siglato da SID, AMD e SIE pone al centro l’importante ruolo della Televisita e della Telesalute che rappresentano, soprattutto ora, un’opzione concreta e fattibile per il controllo a domicilio di tutte le patologie croniche che richiedano trattamenti di lungo periodo, come il diabete, con alcune eccezioni come le prime visite, la riacutizzazioni di patologie croniche, l’alterazione dei parametri vitali che invece impongono una valutazione in presenza.

Tre le tipologie principali identificate nelle quali possono essere ricompresi gli strumenti disponibili: sistemi di trasmissione dei valori glicemici a distanza; sistemi integrati con Telehealth center automatici e con personale sanitari; sistemi di trasmissione di dati clinici ed amministrativi da e verso la persona con diabete.

All’interno della Giornata mondiale del Diabete, prende infine il via la campagna d’informazione e sensibilizzazione “Ipoglicemia – Non farti sorprendere”, promossa da Diabete Italia Onlus e Portale Diabete con il patrocinio dell’Associazione medici diabetologi (Amd), della Società italiana di Diabetologia (Sid) e della Società italiana di Endocrinologia e Diabetologia pediatrica (Siedp), con il supporto di Lilly con l’obiettivo di promuovere tre azioni: riconoscere per tempo i segnali dell’ipoglicemia, intervenire con la somministrazione di zucchero (anche sotto forma di zollette, miele o succo di frutta) nelle forme lievi, mentre, come si apprende da una nota, per le forme severe risulta necessaria la disponibilità del glucagone, un ormone in grado di far risalire la glicemia.

L’ipoglicemia è un rapido abbassamento dei livelli di zucchero nel sangue oltre ad essere la più importante complicanza acuta del diabete di tipo 1 e 2 e si manifesta con sintomi quali un’improvvisa perdita di controllo fisico e mentale, una condizione destabilizzante che disorienta, confonde e induce uno stato di panico. La campagna nasce appunto dalla necessità di sensibilizzare pazienti, famiglie e caregiver sulla capacità di riconoscere tali sintomi riconducibili all’ipoglicemia che se non gestiti rapidamente possono portare alla perdita di coscienza e al coma.

La campagna invita tutti i cittadini a rispondere a una challenge virale diffusa attraverso i profili Facebook e Instagram: la #LightDownChallenge, una sfida basata sull’idea di ‘spegnere qualcosa’, in modo inaspettato, per riprodurre l’esperienza dell’ipoglicemia, simile a un’improvvisa interruzione dei collegamenti.


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