Curare la bocca per preservare la salute del corpo

Articolo di · 15 dicembre 2020 ·

Igiene orale, alimentazione sana e ablazione del tartaro almeno due volte l’anno: le regole principali per combattere le patologie della bocca più diffuse.

 

L’igiene orale è più importante di quanto si possa pensare e, con il passare del tempo, lo diventa sempre di più perchè si può incorrere in problematiche che nell’età adolescenziale non si avevano.

E’ sempre bene ricordare che la salute della bocca, dei denti e delle gengive può influire sullo stato di salute generale del corpo, proprio perché il cavo orale è uno dei punti di accesso al tratto digestivo e respiratorio e i batteri che risiedono in essa, possono talvolta causare anche malattie polmonari e cardiache.

Per prevenire piccole e grandi complicanze, secondo gli esperti, è sempre bene seguire alcune fondamentali regole che allontanano eventuali minacce.

In linea di principio lo stile di vita che si conduce influisce sulla salute della cavità orale e, tra le abitudini da non sottovalutare, rientra sicuramente l’alimentazione. Studi scientifici, ad esempio, dimostrano come le malattie parodontali abbiano uno stretto legame con l’obesità e, tra i cibi da evitare per la salute dei denti, in testa alla classifica c’è lo zucchero, contenuto in tantissimi alimenti, che contribuisce alla produzione della placca. In più, combinato con i carboidrati, provoca accumuli di acidi che vanno ad intaccare lo smalto aumentando i rischi di insorgenza di placca.

In età adulta le patologie che maggiormente colpiscono il cavo orale sono la gengivite e la parodontite.

“La gengivite – afferma Giacomo Salera, igienista dentale –  è una patologia

Giacomo Salera – Igienista dentale

infiammatoria dei tessuti molli, vale a dire la gengiva che riveste il dente sostenendolo. Ne è colpito circa il 50% della popolazione adulta ed è reversibile. I sintomi con i quali si manifesta sono il sanguinamento spontaneo o, durante lo spazzolamento, il gonfiore e il rossore. La causa principale alla base della sua insorgenza è la placca batterica”.

Per parodontite si intende, invece, l’infiammazione di tutti i tessuti che stanno intorno al dente comprendendo anche l’osso alveolare, il legamento parodontale e il cemento radicolare. “Questa patologia – continua il dottore – si manifesta con la distruzione delle strutture di sostegno del dente come azione del sistema di difesa in risposta all’accumulo della placca microbica. Nella popolazione adulta italiana la parodontite colpisce circa il 60% delle persone e le forme più acute si possono manifestare anche tra i 35 e i 44 anni. Anche detta piorrea, il fattore che maggiormente la può scatenare è sempre la placca batterica: si è difatti calcolato che un milligrammo di placca contiene più di 200 milioni di cellule batteriche. Da non sottovalutare sono anche i fattori genetici e familiari altrettanto importanti in almeno la metà dei pazienti affetti dalla malattie parodontali”.

Come in altre patologie, anche per quelle della bocca ci sono dei fattori di rischio che possono provocarne l’insorgenza come il fumo che è in grado di provocare recessioni gengivali e riassorbimento osseo anche in assenza di malattia parodontale.E’ bene sapere – continua Salera – che il fumo provoca nel soggetto una probabilità cinque o sei volte superiore rispetto ad una persona che non fuma di andare incontro a perdite ossee gravi e a malattie gengivali oltre ad ostacolare le cure e i trattamenti, andando quindi ad inficiare sulla guarigione della bocca. Altri fattori scatenanti sono le patologie sistemiche, come il diabete insulino dipendente, la sindrome di Down, l’artrite reumatoide, l’infezione da HIV, ma anche l’uso di alcuni farmaci come quelli steroidei, la ciclosporina, i contraccettivi orali, i calcio-antagonisti che causano maggiore suscettibilità. Inoltre, ci sono studi che dimostrano come la malattia parodontale, responsabile di una situazione di infiammazione cronica con rilascio di mediatori infiammatori in circolo, rappresenta un fattore di rischio per le cardiopatie, il diabete e il parto pre-termine”.

Ciò che una persona può fare per prevenire l’insorgenza di questo tipo di problematiche è, prima di tutto, avere una corretta igiene orale.

  “Occorre capire che è fondamentale tenere sotto controllo la placca batterica e per farlo, è indispensabile ricorrere ad una buona pratica di igiene orale quotidiana domiciliare che consiste nell’utilizzo dello spazzolino, del filo interdentale e, se necessario, degli scovolini. Per completare il tutto, si può anche usare  un colluttorio contenente clorexidina. Oltre a queste pratiche quotidiane, è indispensabile sottoporsi ad una seduta di igiene orale professionale almeno due volte l’anno”.

Oltre alle cause già esposte, per le donne ci sono anche altri elementi che giocano a sfavore. Diversi studi dimostrano come, durante gli sbalzi ormonali come il ciclo, la pubertà, la menopausa e la gravidanza, le gengive reagiscono in modo differente al normale, essendo così più esposte a gengiviti più frequenti. Prima del ciclo mestruale, ad esempio, si possono presentare gengive gonfie e sgradevoli sanguinamenti, mentre in altri casi si possono sviluppare herpes e stomatiti che solitamente si esauriscono con il passare del ciclo. Durante il periodo della gestazione, invece, è altamente probabile che la donna sviluppi gengiviti da gravidanza (la placca si forma in modo continuo tra denti e gengive). Nella menopausa, invece, la predisposizione a gengiviti, dolori della bocca e secchezza delle fauci, è massimizzata.


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