Salvaguardare il cuore, il motore della macchina umana

Articolo di · 28 settembre 2020 ·

Alimentazione sana ed equilibrata, attività fisica ed equilibrio psichico sono fondamentali per prevenire le malattie cardiovascolari

Il 29 settembre si celebra la Giornata mondiale del cuore con l’obiettivo di divulgare la prevenzione dalle malattie cardiovascolari, le quali sono tra le maggiori cause di mortalità nel nostro paese. “Salvaguardare il proprio cuore significa tutelare la base “motrice” della macchina umana” – afferma il cardiologo Antonino Frustaglia Il cuore è vulnerabile a fattori di rischio come fumo, stress, dieta malsana, sedentarietà e, quando le sue funzionalità vengono compromesse, si va incontro a patologie che possono mettere a dura prova la salute.

Tra le principali malattie cardiovascolari c’è l’ipertensione arteriosa. “La causa nel 95% dei casi è ignota, mentre nel 5% dipende da malattie organiche renali, neuroendocrine, neurologiche o, secondo molti esperti, da errori alimentari e di stile di vita. Nella quota di causa ignota, in verità, è sempre maggiore la ragione attribuibile allo stile di vita e all’alimentazione scorretta (eccesso di alimenti processati, zuccherati, salati e conservati)”. I valori della pressione, tuttavia, possono migliorare con un’alimentazione sana ed equilibrata associata all’attività fisica e alla capacità psichica di stare in equilibrio.

Cuore e malattie cardiovascolari

Antonino Frustaglia, cardiologo

Una conseguenza spesso associata all’ipertensione è la cardiopatia ischemica, malattia che si determina prevalentemente quando, a causa della riduzione di flusso od ostruzione di una o più arterie (coronarie) che irrorano il muscolo cardiaco, si ha insufficiente apporto di sangue e di ossigeno in una parte del cuore. “L’aterosclerosi è tra le cause più frequenti. Essa – continua Frustaglia – è caratterizzata dalla presenza di placche a elevato contenuto di colesterolo (ateromi) nelle pareti delle arterie coronarie. La presenza di grasso si insinua nel rivestimento interno dell’arteria (endotelio) sotto forma di placche. Esse possono ridurre il flusso di sangue nelle aree a valle della placca fino all’occlusione completa. Se la riduzione del flusso è temporanea si ha una sintomatologia transitoria di pochi minuti definita angina pectoris; al contrario, se la riduzione è marcata e prolungata (ore o giorni), si ha la sofferenza e la morte delle cellule muscolari a valle dell’ostruzione che determina il cosiddetto infarto miocardico”.

Recenti ricerche scientifiche imputano come cause principali lo stile di vita sedentario e la scorretta alimentazione associati a una vita stressante. E’ possibile bloccare o migliorare notevolmente il quadro clinico e funzionale riducendo all’essenziale l’apporto di grassi, che devono essere prevalentemente di origine vegetale, e diminuendo drasticamente quello di zuccheri e di carboidrati raffinati. E’ importante mantenere un corretto stile alimentare bilanciato tra cibi freschi ed eventuali alimenti correttamente conservati, salvaguardando tutte le loro proprietà nutritive. “In sintesi, una dieta prevalentemente su base vegetale integrale permette, di norma, un netto cambiamento dello stato di salute. Un’alimentazione appropriata e combinata a una sana attività fisica è in grado di ricanalizzare in parte le coronarie lese. Nel caso in cui si riscontri difficoltà a seguire una dieta a predominanza vegetale integrale, anche un’alimentazione mediterranea, ma a basso contenuto di alimenti di origine animale, può aiutare a limitare i danni vascolari. Per coloro che hanno problemi a reperire cibo sano e genuino è possibile utilizzare in modo integrato alcuni alimenti preparati in modo garantito, non pastorizzati per mantenerne tutte le proprietà salutari, magari attraverso un processo di sola eliminazione dell’acqua per la conservazione come la liofilizzazione (a freddo)”.

Colesterolo buono e colesterolo cattivo: il ruolo chiave dell’alimentazione

Il colesterolo è un grasso ed è prodotto per la maggior parte dall’organismo, mentre in misura minore è introdotto con la dieta. È fondamentale per il nostro organismo perché, tra le diverse funzioni che assolve, interviene nel processo digestivo partecipando la formazione della bile (sali biliari), concorre alla produzione di vitamina D che favorisce il trasporto e la fissazione del calcio nelle ossa; contribuisce, inoltre, alla costruzione delle membrane della parete delle cellule soprattutto del sistema nervoso. È anche il precursore dei più importanti ormoni della sfera sessuale come il testosterone e gli estrogeni, oltre a intervenire nella difesa del cuore, del sistema immunitario e a svolgere altri compiti meno noti ma altrettanto utili per l’organismo. I valori considerati patologici di colesterolemia sono sopra i 240mg/dl. “Il colesterolo viene trasportato nel sangue per mezzo di particolari molecole definite lipoproteine (composte da lipidi e proteine). Esse si differenziano in base alle dimensione e alla densità in lipoproteine a bassa e alta densità, rispettivamente LDL e HDL. Le prime indicano il colesterolo cattivo poiché si può depositare nelle pareti delle arterie, mentre le seconde quello buono per la capacità di tenere pulite le superfici interne delle arterie. I valori di LDL non dovrebbero superare 100 mg/dl anche se i desiderati sarebbero 55 mg/dl, mentre di HDL dovrebbero essere per l’uomo sotto i 50 mg/dl e per la donna sotto i 40 mg/dl. L’ipercolesterolemia predispone verso una serie di patologie e rientra in una condizione definita sindrome metabolica che è considerata la “madre” di tutte le principali malattie degenerative quali diabete mellito tipo 2, malattie cardiovascolari, malattie degenerative cerebrali, tumori, malattie infiammatorie e autoimmuni”.

Il carico di LDL contribuisce enormemente alla genesi dell’aterosclerosi, ossia alla presenza di placche (ateromi) costituite da questi grassi, le quali determinano il restringimento dei vasi. Questa condizione spesso è associata allo sviluppo di malattie cardiovascolari come a esempio l’angina pectoris, l’infarto miocardico o l’ictus cerebrale.
Un corretto bilanciamento, ovvero una generosa percentuale di colesterolo HDL, protegge dai danni alle arterie rimuovendo il colesterolo dalle pareti dei vasi per trasportarlo al fegato. Il colesterolo viene assorbito per il 20% dal cibo di origine animale che consumiamo. Fisiologicamente più ne assumiamo e meno ne produciamo e viceversa. Cattive abitudini, come fumo o scarsa attività fisica, possono compromettere il naturale equilibrio.

“L’aumento dei livelli plasmatici di colesterolo non è prerogativa solo dell’adulto, ma può verificarsi per motivi genetici anche nel bambino (l’ipercolesterolemia familiare colpisce un bimbo ogni 500 abitanti). Nelle società moderne, soprattutto a elevato consumo calorico zuccherino, può capitare che questo equilibrio venga interrotto e si abbia ipercolesterolemia per diverse cause. Esse possono essere legate sia alla genetica (predisposizione ereditaria) sia alla dieta inadeguata come l’assunzione di troppe calorie, grassi saturi o trans e zuccheri semplici. Vi sono, infine, particolari malattie come il diabete e problemi endocrini tiroidei. Da quanto detto, dunque, è chiaro che il controllo dei livelli di colesterolo plasmatico è svolto dall’alimentazione. Nelle forme lievi diviene fondamentale la correzione dello stile alimentare; nelle forme più aggressive è bene associare una terapia farmacologica accanto a una alimentazione adeguata. La loro associazione consente migliori risultati e minori effetti collaterali” – conclude Frustaglia.


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