Covid-19: il virus che rende solidali

Articolo di · 20 aprile 2020 ·

Il Coronavirus ha anche un altro volto: quello della solidarietà.

La situazione di emergenza sanitaria sta dando vita in tutta Italia a una vera e propria catena (di montaggio) di mutuo aiuto. Dalle grandi aziende alle associazioni di volontariato, da imprenditori di fama alle piccole realtà di quartiere, ognuno come può e con le proprie risorse sta mettendo a disposizione degli altri il suo tempo, la sua generosità e il suo altruismo.

Tra le varie realtà scese in campo attivamente con spirito di solidarietà, interventi sicuri e tempestivi ci sono i Circoli Operai internazionalisti, attivi sull’intero territorio nazionale che, grazie a una rete di volontari stanno offrendo aiuto nelle esigenze pratiche e quotidiane come la consegna a domicilio della spesa e dei farmaci. Solo nel capoluogo lombardo si sono attivati circa 500 volontari che hanno aiutato finora oltre 1.000 soggetti in condizione di fragilità.

“Conosciamo molto bene il territorio con le sue esigenze grazie all’attività politica che svolgiamo tutto l’anno. Quando è iniziato l’isolamento richiesto per contrastare la diffusione del Coronavirus, sapevamo quante persone vivevano da sole e nell’emergenza quella solitudine diventa abbandono – afferma Delio Ciracì, tra i coordinatori del circolo sociale Porta Romana di via Valsugana a Milano – Eravamo consapevoli che questa crisi avrebbe potuto mettere a nudo le peggiori condizioni di disuguaglianza e, in una città come Milano, le situazioni di isolamento ora diventano abbandono, emarginazione e precarietà. La nostra decisione di intervenire in aiuto delle persone è stata in risposta al nostro Dna, ossia lo spirito di azione e di aiuto. Abbiamo rifiutato di farci paralizzare dalla crisi pandemica rispondendo con un supporto pratico e siamo rimasti piacevolmente colpiti nel vedere come questa propensione sia ben più diffusa di quello che ci aspettavamo. Molti stranieri si sono resi disponibili per ricambiare l’aiuto ricevuto quando sono arrivati in Italia o persone in cassa integrazione e con famiglia hanno comunque voluto offrire il loro aiuto”.

Il primo passo che i Circoli Operai hanno compiuto per informare sul servizio offerto è stato il prendere contatto con le persone più dirette con le quali hanno rapporti tutto l’anno. Soci e volontari sono inoltre entrati in relazione con i custodi degli stabili e tappezzato le pulsantiere dei citofoni con volantini informativi sul servizio e i numeri da chiamare (02/49633977 per il circolo di Porta Romana a Milano). In breve, le telefonate al centralino si sono moltiplicate.

“Nella pratica il volontario, con la lista della spesa o dei medicinali da comprare, si reca al supermercato o in farmacia munito dei dispositivi di protezione – spiega Ciracì – Compra l’occorrente anticipando i soldi per poi consegnarlo nell’abitazione indicata e mostrando lo scontrino per essere rimborsato. Le richieste vengono evase in tempi abbastanza brevi, anche in tre ore. Questa attività risulta utile anche perchè limita gli spostamenti sul territorio”.

In queste settimane, il Circolo Operaio ha anche accolto l’appello della mamma di un malato oncologico attualmente in quarantena in un hotel di Milano vicino l’Ospedale San Raffaele, in difficoltà perchè non sapeva come fargli arrivare i farmaci e ha chiesto così il loro aiuto. “Da quel momento – continua Ciracì – tramite una dottoressa del San Raffaele offriamo supporto costante di consegna farmaci e beni di prima necessità ai pazienti”.

Gli esempi di solidarietà che si sono creati in questa situazione di emergenza sanitaria sono innumerevoli.

#lecestesospese è, ad esempio, un’altra iniziativa introdotta da un gruppo di donne dei quartieri Dergano e Bovisa di Milano che, ispirandosi all’iniziativa partita da poco a Napoli del “Panaro solidale”, hanno appeso fuori dalle loro abitazioni delle ceste, a disposizione della “strada”, con prodotti alimentari, per l’igiene personale ma anche pannolini e libri, con l’obiettivo di dare aiuto materiale a chi ne ha bisogno. Risultato? Nel giro di due giorni l’iniziativa ha conquistato nuovi aderenti e ha suscitato l’interesse anche in altre zone di Milano. Tutte le ceste sono accompagnate da un volantino tradotto in otto lingue con su scritto “chi può metta, chi non può prenda”.

In questa situazione di emergenza, anche la Mutua sanitaria Cesare Pozzo ha scelto di essere vicino ai suoi soci che, ancora una volta, possono contare su aiuti adeguati alla gravità della situazione, senza alcun costo aggiuntivo. La CesarePozzo ha, infatti, introdotto dei sussidi a favore degli iscritti colpiti dal Covid-19 sia in caso di ricovero e sia di isolamento domiciliare e, consapevoli delle limitazioni ai movimenti dei cittadini e delle più generali difficoltà anche di ordine psicologico, oltre ad intensificare i servizi online, ha deliberato una proroga di 150 giorni dei termini di consegna delle richieste di sussidio per quelle con scadenza nei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio 2020.


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