Covid-19 e Fase 2. Fiducia in sé stessi per affrontarla

Articolo di · 22 maggio 2020 ·

La vita va avanti anche se con altre modalità. Pertanto occorrono: ri-adattamento graduale e creativo, auto protezione e fiducia in sé stessi e nella collettività.

 

“Fase 2”. Eccoci giunti ad una nuova gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Superato il primo step, ora ci troviamo a vivere la fase post acuta che porta con sé nuove dinamiche e di conseguenza nuove reazioni emotivo comportamentali. Dallo stare in casa, segregati ma paradossalmente protetti, in questo momento i confini si sono allargati pur continuando a dover convivere con la presenza del virus.

Esperti del settore si sono interrogati sulle possibili reazioni e di conseguenza su quali strategie adottare per arginare e affrontare gli effetti che essa avrà a livello sociale ed economico e che incideranno ulteriormente sul benessere psicosociale degli individui e delle comunità, messo già duramente alla prova durante la “fase 1” di insorgenza e diffusione del virus.

Medici senza Frontiere, organizzazione medico umanitaria internazionale che si prefigge di portare soccorso sanitario e assistenza medica nelle zone del mondo in cui il diritto alla cura non è garantito, dall’inizio della pandemia, in oltre 70 paesi tra Europa, Africa, Medio Oriente, Asia, Oceania e Sudamerica, e in collaborazione con le autorità sanitarie, sta svolgendo azioni di supporto a ospedali e centri di salute, di protezione di persone vulnerabili come anziani, senzatetto e rifugiati e attività di formazione a operatori sanitari locali sulle misure di contenimento del virus. Rispetto al delicato risvolto psicologico, ha messo in campo un progetto di supporto emotivo per analizzare e affrontare le innumerevoli sfaccettature psicosociali emerse con la pandemia.

La dottoressa Silvia Caggiano, psicoterapeuta responsabile del Servizio di Supporto Psicosociale di Medici Senza Frontiere Italia e la dottoressa Rosaria Gatta, psicoterapeuta operatrice MSF, insieme, hanno creato una serie di video, accompagnati anche da materiale scritto su tematiche quali l’ansia e gli attacchi di panico, i disturbi del sonno, il rapporto con la morte, la sensazione di paura e il trauma provocato da una situazione di stravolgimento totale come quello generato dalla pandemia. Tutte emozioni elaborate e accompagnate da suggerimenti su come provare ad affrontarle.

“Abbiamo individuato undici tematiche legate alla salute psicosociale in relazione a questa pandemia – afferma la dottoressa Gatta – Questo progetto nasce dalla consapevolezza di quanto questa esperienza stia

Dott.ssa Rosaria Gatta – Psicoterapeuta operatrice MSF

segnando l’individuo e la società in tutti i suoi aspetti, non solo in quelli riguardanti la salute immediata, minacciata da un virus nuovo, ma anche nelle abitudini quotidiane che ci facevano sentire bene e sicuri. Basti pensare ad azioni semplici come il fare la spesa, il recarsi dal medico anche per una semplice visita di controllo o il potersi spostare per lavoro, viaggio di piacere e per vedere i propri cari in altre città”.

Ora stiamo assistendo ad un nuovo ciclo della pandemia, quello appunto denominato a livello nazionale della “fase 2” e prima di poter dire cosa potrebbe accadere, occorre partire dagli elementi che la caratterizzano come maggiori margini di discrezionalità individuale per via del graduale allentamento delle misure di contenimento del contagio; un’oggettiva disomogeneità geografico-regionale per diffusione del virus e dunque probabili differenze nei comportamenti a livello di province e di regioni; possibile ampliamento delle disuguaglianze socio-economiche, legate alla presenza di settori lavorativi colpiti dalla crisi più di altri e di categorie sociali che non dispongono delle medesime risorse per risollevarsi e rimettersi in moto.

La diffidenza è un sentimento che può affiorare in questa fase, proprio perché stiamo uscendo, dopo tanto tempo, dall’ambiente della nostra casa, da noi considerato sicuro e protetto – afferma la dottoressa Gatta – Dopo una prima fase in cui la gestione della pandemia è stata sostanzialmente concertata e omogenea a livello nazionale, in questo momento possiamo assistere a fenomeni di frammentazione sociale e al diffondersi di comportamenti autodifensivi, individualisti e dunque meno solidali. Potremmo riscontrare sentimenti di rabbia che possono portare anche alla discriminazione di altri individui o categorie sociali. Ci potranno essere fenomeni di stigmatizzazione delle persone che sono state colpite o del personale sanitario. Ci potrà quindi essere un aumento dell’ansia e degli attacchi di panico, di sentimenti di tensione, irascibilità, disturbi del sonno e dell’appetito, sentimenti di delusione per il prolungarsi comunque di numerose restrizioni e per la frustrazione di aspettative che non si compiono. In alcuni casi ciò può portare a un nuovo senso di perdita di speranza.

Un ulteriore cambiamento generato dalla pandemia è la percezione della vita sociale come anche la concezione dello spazio privato e pubblico.

“E’ importante ricordarci che, oltre al cambiamento del mondo esterno, in questi mesi è avvenuto un importante cambiamento anche del nostro mondo interno – afferma Gatta – Durante l’isolamento degli scorsi mesi, siamo stati estremamente in contatto con noi stessi, con la nostra sfera più intima e privata e abbiamo effettuato delle scoperte legate alla nostra capacità di resistenza quotidiana e osservato dei fenomeni della nostra vita da altre angolature possibili. Strumenti indispensabili per affrontare il mondo esterno, per ricalibrare il nuovo processo di adattamento cui si va incontro, rispettare i nostri e gli altrui timori”.

Tre sono le macro categorie individuate dagli esperti per affrontare il reinserimento sociale: ri-adattamento graduale e creativo, processo di auto protezione e fiducia individuale e collettiva.

“La nuova realtà-COVID-19 imporrà uno nuovo stile di vita, differente da prima – continua la dottoressa Gatta – e l’adattamento creativo può aiutarci a superare i blocchi che potremmo avere nel guardare il nostro nuovo presente e futuro. Ritengo di fondamentale importanza anche l’autoprotezione per co-costruire con sé stessi lo schermo protettivo con cui poter affrontare la realtà esterna. Il nostro potere personale sarà tanto più forte quanto più legato alla capacità che avremo di scegliere consapevolmente chi e cosa ci procurano benessere e chi e cosa no. Potremo scegliere le persone intime che vogliamo frequentare, le attività che ci nutrono, praticare esercizi quotidiani di gentilezza con noi stessi e con gli altri. Più eserciteremo il nostro potere di scelta e più ci sentiremo forti internamente nell’affrontare ciò che ci attende all’esterno”.

La nuova realtà da Covid-19 nessuno la conosce. Ciò che si sa però è che in questi mesi si è maggiormente allenati a convivere con la minaccia del virus, si conosce il distanziamento fisico, si sa agire con maggiore prudenza e non ci si sente più a disagio nell’indossare dispositivi di protezione individuale.

Per questo la parola chiave per questa nuova fase può essere fiducia in sé stessi e nella collettivitàper essere certi che la vita sta continuando e continuerà anche sorprendendoci, consapevoli che il ‘futuro è aperto’ come suggeriva Popper” – conclude la dottoressa Gatta.

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