Covid-19: la pandemia colpisce più duramente le donne

Articolo di · 10 luglio 2020 ·

Difficoltà di accedere ai contraccettivi, gravidanze non volute, violenza di genere, povertà. Ostacoli anche ai programmi di contrasto alle mutilazioni genitali e ai matrimoni con minori

Mettere un freno al Covid-19 e proteggere la salute e i diritti di donne e ragazze: è ovviamente focalizzata sull’emergenza coronavirus la Giornata della popolazione delle Nazioni Unite di quest’anno.

Come già dichiarato dal segretario generale dell’Onu António Guterres “l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è il progetto mondiale per un futuro migliore per tutti in un pianeta sano. Nella Giornata mondiale della popolazione, riconosciamo che questo obiettivo è strettamente correlato con i trend demografici che includono crescita della popolazione, invecchiamento, migrazione e urbanizzazione”.covid-19 e donne

Il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) in questo 11 luglio 2020 indirizza l’attenzione sugli aspetti della pandemia che più colpiscono le donne. L’UNFPA è infatti l’agenzia delle Nazioni Unite per la salute sessuale e riproduttiva; la sua missione è  quella di realizzare “un mondo in cui ogni gravidanza sia voluta, ogni parto sia sicuro e sia realizzato il potenziale di ogni giovane”.

Il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione sottolinea che non tutti sono colpiti dalla pandemia nella stessa maniera: “le donne che rappresentano la gran parte dei lavoratori della sanità in prima linea, sono sproporzionatamente esposte al coronavirus”. Inoltre, nel mondo, le misure di contenimento del virus hanno bloccato processi di produzione e distribuzione, riducendo la disponibilità di contraccettivi e aumentando il rischio di gravidanze non volute. Con il lockdown e i sistemi sanitari sotto pressione, sostiene l’UNFPA, sono aumentate le violenze di genere e i servizi di salute sessuale e riproduttiva sono stati ridotti.

Secondo l’UNFPA il quadro per i promssimi mesi è preoccupante: se il lockdown dovesse continuare per sei mesi con rilevanti interruzioni dei servizi sanitari, si stima che 47 milioni di donne in Paesi a basso o medio reddito potrebbero non avere accesso a sistemi di contraccezione moderni e si verificherebbero 7 milioni di gravidanze non volute. Ci si potrebbero attendere ben 31 milioni di casi di violenza di genere. Gli ostacoli ai programmi di UNFPA si potrebbero tradurre in 2 milioni di casi di mutilazioni genitali femminili e 13 milioni di matrimoni di con bambini che potrebbero essere evitati.

Oltre a questi aspetti ci sono i problemi connessi al lavoro femminile. Nel mondo le donne sono sproporzionatamente impiegate in posti di lavoro insicuri e legati all’economia informale, settore in cui è occupato il 60% delle donne nel mondo. I rischi di contagio e di povertà sono molto elevati.

“La pandemia – scrive UNFPA – sta colpendo le comunità marginalizzate in maniera particolarmente pesante, approfondendo le ineguaglianze e minacciando di bloccare i nostri sforzi per non lasciare indietro nessuno”. A rischio sono anche le capacità dei Paesi di realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

Per questo il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione ha elaborato un piano di risposta globale alla pandemia e un’analisi dell’impatto della pandemia su violenza di genere, mutilazioni genitali femminili e matrimoni con bambini (l’obiettivo dei “tre zeri”).

Giornata mondiale della popolazioneAltri documenti prodotti da questa agenzia riguardano i problemi dei giovani connessi all’interruzione dei servizi scolastici, un piano di aiuti umanitari redatto assieme alle altre agenzie dell’Onu per fronteggiare l’emergenza nei Paesi più poveri, istruzioni tecniche sulla salute delle madri e sui problemi creati alle donne incinta e un report sulle conseguenze della pandemia per le persone anziane.

Clicca QUI per consultare le mappe e la banca dati di UNFPA sulla popolazione del mondo (nascite, contraccezione, istruzione, piramide della popolazione, programmi in essere, pratiche pericolose, ecc.)


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