Azioni cooperative contro il riscaldamento globale

Articolo di · 3 luglio 2020 ·

Contrasto ai cambiamenti climatici: l’approccio olistico e il ruolo strategico delle cooperative per invertire la rotta

Coops4ClimateAction è il tema deciso dall’Alleanza cooperativa internazionale (ICA) per la Giornata internazionale delle cooperative del 4 luglio 2020. Le emissioni di gas serra sono oggi il 50% in più rispetto al 1990 e il riscaldamento climatico sta causando cambiamenti a lungo termine che minacciano conseguenze irreversibili se non si mettono in campo importanti azioni di contrasto. In mancanza di interventi urgenti, il riscaldamento globale rischia di superare di oltre 2° C i livelli preindustriali entro il 2060 e potrebbe persino spingersi a 5° C entro la fine del secolo.

Durante il periodo 1998-2017 i disastri legati ai cambiamenti climatici hanno generato perdite economiche dirette di circa 3 trilioni di dollari e sono costati la vita a 1,3 milioni di persone (fonte UNDRR)

Per questo l’ICA spinge le cooperative aderenti a supportare l’Obiettivo di sviluppo sostenibile n. 13 (Sustainable Development Goal – SDG) dell’Agenda 2030 dell’Onu.

Giornata internazionale delle cooperative - cambiamenti climatici

Stefania Marcone, responsabile Ufficio relazioni internazionali e politiche europee di Legacoop

Secondo Stefania Marcone, responsabile Ufficio relazioni internazionali e politiche europee di Legacoop, “il movimento cooperativo è fortemente impegnato nel contrasto ai cambiamenti climatici, sia a livello nazionale che internazionale”. Con la scelta del tema ICA intende mettere in luce ciò che le cooperative fanno nel mondo per sostenere l’implementazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile ma anche ragionare su come si possa fare di più, mobilitando la forza della cooperazione nei singoli Paesi e a livello globale. “Un miliardo di cooperatrici e cooperatori – prosegue Marcone -, 250 milioni di posti di lavoro nel mondo sono un potente driver di lotta ai cambiamenti climatici e di sviluppo sostenibile”.

“Il tema è urgentissimo – dice Marcone – come ci ricordano i giovani di tutto il mondo e ognuno può agire. Si tratta di un’assunzione di responsabilità collettiva e non possiamo fallire: le cooperative stanno facendo la loro parte in Italia come in tutto il mondo. Il modello d’impresa cooperativa, come sottolinea il Direttore generale dell’ILO nel suo messaggio per la Giornata, coniuga azioni e una visione a lungo termine e offre risposte preziose su come affrontare le crisi globali, che si tratti di pandemie o cambiamenti climatici”.

Giornata internazionale delle cooperative - Coops4ClimateAction

Il ruolo delle cooperative (ICA e Sustainability Solutions Group, “A cooperative solution to climate change”)

Secondo l’ICA le cooperative agricole in varie parti del mondo aiutano i loro soci a gestire i rischi climatici e a mitigarne gli impatti. Aderendo agli standards ambientali e promuovendo le produzioni e il commercio locali, le cooperative di consumo e dei produttori possono contribuire a limitare le emissioni di gas serra. “Le ampie basi sociali – spiega Marcone – pongono le cooperative in una posizione unica per accrescere la conoscenza e la consapevolezza delle persone sull’importanza di ridurre la nostra impronta di carbonio e spingere i governi ad adottare misure sempre più in linea con la tutela ambientale”.

Marcone cita poi qualche esempio internazionale, come la UIREVI, un’unione di 42 cooperative della Costa d’Avorio che  ha creato una comunità forestale con la popolazione delle aree rurali per ripristinare almeno un terzo della foresta perduta. Oppure Rede CataSampa, una rete di 22 cooperative e associazioni di lavoratori del Brasile che raccoglie rifiuti riciclabili trasformandoli in biodiesel e altri prodotti. In Danimarca le cooperative eoliche sono diventate un modello comunitario importante. In Bangladesh 60.000 cooperative agricole con 2,3 milioni di soci contribuiscono a preparare le loro comunità ad affrontare i disastri naturali e il cambiamento climatico in modo più efficace.

Non manca un riferimento alle mutue che, dice Marcone, “stanno lavorando per rispondere agli effetti a lungo termine dei cambiamenti climatici: ad esempio in Porto Rico la mutua nata per rispondere all’impatto dell’Uragano Maria si è trovata a fronteggiare la pandemia Covid-19; negli USA vi è un fiorire di gruppi di auto-aiuto e di mutue proprio per aiutale le persone a fronteggiare le avversità, incluse quelle legate al cambiamento climatico”.

Le cooperative quindi offrono esperienze, approcci innovativi,  soluzioni concrete e testate che affrontano i cambiamenti climatici in un quadro più ampio che è quello della lotta alle disuguaglianze, della promozione della democrazia, della costruzione di comunità resilienti e della lotta alla povertà. “Di fatto – aggiunge Marcone – nella lotta al cambiamento climatico, come sottolineano le agenzie del sistema ONU, il potenziale degli attori locali e non statali è enorme. Secondo un recente studio, persino un numero limitato di iniziative di cooperazione fra attori di questo tipo nel mondo, se adeguatamente dimensionato e realizzato, potrebbe offrire un contributo decisivo per riuscire a limitare il riscaldamento del pianeta a 2°C”.

Per quanto riguarda il nostro Paese, Marcone sostiene che le cooperative italiane “siano state antesignane nella sostenibilità ambientale. Basti pensare al ruolo dei cooperatori italiani che parteciparono che alla prima stesura dei principi e valori cooperativi, la scelta della sostenibilità a tutto campo, dell’intergenerazionalità, dell’impegno verso le comunità,  principi che sono al centro dell’agire cooperativo”.

“Le cooperative italiane – prosegue Marcone – sono state anche le prime, nel sistema imprenditoriale del  Paese a introdurre queste tematiche nel mercato. Penso ad esempio alle cooperative di consumo e tra dettaglianti, a quelle agroalimentari con le loro filiere biologiche, alle cooperative industriali e delle costruzioni, a quelle dei servizi in tutti i comparti, alle cooperative sociali con il loro forte impegno all’educazione ambientale, a quelle di abitanti, alle cooperative di comunità, penso al settore assicurativo e alle mutue, alle cooperative ambientali e quelle energetiche, al turismo responsabile, a quelle culturali”. L’approccio è olistico, perché abbraccia un vasto raggio di azioni, interne all’impresa cooperativa ed esterne con ricadute per le comunità in cui esse operano: un fattore distintivo che consente alle cooperative di svolgere un ruolo strategico nel contrasto ai cambiamenti climatici.

Molti sono gli attori (singoli, istituzioni, imprese, ricerca, ecc.) che possono agire. Marcone, quale responsabile internazionale di Legacoop, ricorda che “la strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici è intesa a rendere l’Europa più resiliente, promuovendo un maggiore coordinamento e condivisione delle informazioni tra gli Stati membri e incoraggiando l’integrazione dell’adattamento in tutte le pertinenti politiche dell’UE”. Si tratta quindi di orientare filiere e processi produttivi all’economia circolare e alla bioeconomia; di preservare e rigenerare la biodiversità urbana, agricola e naturale; di valorizzare il paesaggio, la cultura, l’arte e la storia della nostro Paese.

“In tutti i settori e in tutte le regioni italiane – spiega Marcone – vi sono imprese cooperative di ogni dimensione impegnate su questi temi e la Direzione nazionale ha un gruppo di lavoro dedicato alla sostenibilità”. Marcone conclude citando, a titolo di esempio, casi di startup cooperative create da giovani come Eticae – Stewardship in Action (servizi per la gestione etica d’impresa e delle risorse e la promozione della cultura della sostenibilità), Boschi Vivi (servizi cimiteriale che reinveste i proventi della sua attività in progetti di salvaguardia ambientale), Erse – EcologicalResearch and Services for the Environment (servizi di analisi e monitoraggi ambientali) o InnovAction (esperti di impianti di compostaggio ed economia circolare).

ICA ha inoltre pubblicato un’interessante mappa, in progressivo arricchimento, sulle iniziative del movimento cooperativo internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici.


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