Il controllo dei nei: perchè farlo?

Articolo di · 20 luglio 2020 ·

Poche ma fondamentali regole per una buona prevenzione: esporsi al sole con moderazione e attenzione, sottoporsi a controlli periodici e applicare la regola ABCDE

 

Proteggere la pelle e sottoporsi ad una buona prevenzione significa tutelarsi da rischi anche gravi.  

La pelle, l’organo più esteso del nostro corpo, è formata da tre strati: l’epidermide (strato superficiale), il derma (strato intermedio) e il tessuto sottocutaneo (strato profondo). L’epidermide, a sua volta, è composta da diversi tipi di cellule: i melanociti che hanno il compito di produrre la melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari e i cheratinociti, più numerosi.  Una buona e periodica visita dermatologica che prevede anche la mappatura dei nei, permette di effettuare una diagnosi delle lesioni a rischio oncologico e di asportarle in modo tempestivo soprattutto se si parla di melanoma cutaneo, tumore maligno che, se individuato e asportato in stadio precoce, può non essere causa di ulteriori complicanze.

Il melanoma è una neoplasia in notevole aumento e, solo negli Stati Uniti, continua a crescere del 7 per cento ogni anno. Attualmente, questo tipo di tumore rappresenta il 5 per cento delle neoplasie diagnosticate negli uomini e il 6 per cento nelle donne ed è, inoltre, responsabile dell’80 percento dei decessi per tumori della pelle. Le statistiche riportano che il melanoma è al secondo posto come tasso di mortalità tra gli uomini con età maggiore di 65 anni e che la mortalità sembra invece aumentare meno rispetto all’incidenza, anche grazie ad una diagnosi più precoce e all’aiuto della tecnologia nella mappatura dei nei con epilumininescenza fotografica digitale e scansione del corpo che consente di effettuare un follow up computerizzato delle lesioni e di evidenziare ogni cambiamento nel tempo che può essere indicativo di malignità. Di grande impatto anche una maggiore consapevolezza dei pazienti verso i tumori della pelle che, sempre più numerosi, prenotano mappature preventive dei nevi.

I melanomi presentano un’iniziale fase di crescita orizzontale seguita da una fase successiva di sviluppo verticale

Valeria Lattanzi – Dermatologa

afferma Valeria Lattanzi, dermatologa – Le metastasi compaiono molto raramente durante la fase di crescita orizzontatale, per cui la diagnosi di melanomi iniziali (così detti “sottili”) è essenziale. In questi casi, le percentuali di sopravvivenza a cinque anni sono molto alte (quasi il 98 percento) e la curabilità è direttamente correlata alle dimensioni e alla profondità di invasione del tumore. Nel melanoma nodulare è assente invece la differenza prognostica tra i tipi clinici e in rapporto alla durata della fase di crescita radiale variabile da mesi a decenni.

Gli esperti, in generale, consigliano controlli annuali anche se, a causa del lockdown richiesto per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19, le prime visite per i tumori della pelle in Italia sono calate di un terzo provocando un possibile rischio di aumento di casi gravi di melanoma.

La periodicità dei controlli è una tempistica soggettiva e generalizzata: sarà, infatti, compito del dermatologo durante la prima visita, indicare al paziente il grado di rischio in base al fototipo, numero dei nei, tipo di nevi, familiarità e anamnesi personale positiva per melanoma.Non meno importante risulta l’autoesame della cute: ogni paziente, senza ansia, deve guardarsi la superficie cutanea – aggiunge la dottoressa – Siamo dotati di memoria fotografica e l’improvvisa comparsa di una lesione nuova verrebbe intercettata da un paziente attento, soprattutto con pochi nei o tutti simili tra loro per colore e dimensioni, mentre è più difficile per i pazienti con nevi atipici multipli che invece andrebbero visitati più frequentemente dallo specialista. Oggi, con la mappatura dei nei con epiluminescenza digitale fotografica e con scansione del corpo è possibile registrare immagini dermoscopiche di nevi atipici per poterle confrontare con quelle successive delle stesse lesioni e con le immagini cliniche della scansione del corpo che possono evidenziare neoformazioni. Il 30 percento dei melanomi insorge su una preesistente lesione melanocitaria, mentre il 70 percento insorge su cute sana”.

Le zone da non trascurare durante un’autoanalisi della cute sono il cuoio capelluto (anche coinvolgendo il parrucchiere), la zona genitale, il cavo orale e la pianta dei piedi.

Anche i bambini non sono esenti dalla prevenzione della cute. Deve far star tranquilli però il dato che attesta che in età pediatrica sono pochi i casi al mondo di melanoma. Gli esperti suggeriscono di effettuare una prima mappatura a partire dalla pubertà per valutare il pattern dei nei del bambino, il fototipo, la familiarità e, in base alla valutazione dei fattori di rischio, capire quanto frequentemente andrebbe ricontrollato.

Studi epidemiologici, inoltre, dimostrano il ruolo della predisposizione genetica e dell’esposizione solare nello sviluppo del melanoma.Il gene più importante implicato nello sviluppo del melanoma è localizzato sul cromosoma 9p21 – afferma Lattanzi – Dal 25 al 40 percento dei familiari di un paziente con melanoma possiedono una mutazione per i geni cdkn2a e alcuni cdk4a, che forniscono una suscettibilità per questo tipo di tumore. Il 60 percento dei melanomi possiedono inoltre una mutazione per il gene braf e altri per mc1r. Dagli studi epidemiologici è emersa la convinzione che l’esposizione ai raggi solari sia la maggiore causa di melanomi cutanei oltre alle ustioni solari dell’infanzia, presenza di lesioni precancerose e storia familiare”.

Una diagnosi precoce risulta quindi di fondamentale importanza. Secondo Lattanzi “togliere un melanoma in fase precoce riduce o annulla la possibilità di metastatizzazione e asportarlo in situ significa fare solo un ampliamento senza altri problemi successivi. Possiamo sintetizzare così i fattori di rischio per lo sviluppo del malanoma: marcher genetici, fototipo chiaro (I-Ii), anamnesi personale e/o familiare di melanoma, numero di nei elevato (maggiore di 50), nevi atipici o displasici maggiore di cinque o sindrome del nevo displasico, ustioni pregresse in età pediatrica, attuale intensa fotoesposizione, presenza di nevi congeniti”.

Altrettanto importante è la regola ABCDE:
–    asimmetria di forma (una metà diversa dall’altra);
–    bordi irregolari (margini irregolari dentellati);
–    colore non uniforme (marezzato, gamma bizzarra di colori come tutte le tonalità del marrone, nero, grigio, rosso e bianco);
–    diametro generalmente maggiore di 6 mm oltre al segno del “brutto anatroccolo”: lesione pigmentata diversa dalle altre in relazione a dimensione forma e colore;
–     elevazione ossia una rilevatezza sul piano cutaneo irregolare spesso presente;
–    evoluzione, ossia una storia di aumento delle dimensioni della lesione che rappresenta uno dei segni più importatori del melanoma maligno.

 

2 Commenti

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    Giovanni pellegrino

    Mi interessa una visita

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      Redazione

      Gentile Giovanni,
      la ringraziamo per la sua attenzione.
      Può trovare i riferimenti della dottoressa effettuando una ricerca tramite Google.
      I piani sanitari offerti da CesarePozzo prevendono rimborsi per visite mediche anche a scopo preventivo, esami diagnostici e supporto per spese socio assistenziali.
      Continui a seguirci sui nostri canali.
      Cordiali saluti.
      Staff


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