Viotti: “CesarePozzo è la mutua del futuro”

Articolo di · 1 luglio 2019 ·

L’europarlamentere individua nelle mutue la spina dorsale di un nuovo welfare.

“CesarePozzo è l’esempio di mutua del futuro, una mutua sanitaria spina dorsale del nuovo welfare”. A dirlo è Daniele Viotti, eurodeputato (2014-2019) del Partito Democratico, in occasione della presentazione del suo libro “Le società di mutuo soccorso. Radici di mutualismo e prospettive di futuro”, organizzata il 27 giugno 2019 dalla Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità, nei locali della Biblioteca dei trasporti e della mutualità Cesare Pozzo.

L’autore del volume, scritto a quattro mani con Ilda Curti, docente, ricercatrice e assessore nella giunta comunale di Torino dal 2006 al 2016, ha discusso di mutualità e welfare del futuro con Mario Giaccone, vicepresidente della Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità, e Francesco Cancellato, direttore del quotidiano online Linkiesta.

Il volume di Viotti e Curti ripercorre la storia delle società di mutuo soccorso, inclusa quella della Mutua sanitari CesarePozzo, per ragionare sulla loro attualità e sul loro importante ruolo nel futuro. Secondo gli autori occorre tornare ai valori di solidarietà originari, promuoverli e diffonderli, per costruire insieme soluzioni ottimali, trovare strade per crescere e costruire percorsi di mutuo aiuto fra le persone. Occorre quindi riappropriarsi delle pratiche e dello spirito degli inizi, ritrovando l’efficacia della cooperazione e il valore fondante della solidarietà.

Dopo un’introduzione di Mario Giaccone, Francesco Cancellato è entrato nel vivo del problema, rilevando le attuali difficoltà dello Stato sociale. Il direttore de Linkiesta ha osservato che in questo contesto sia aprono due strade: riconoscere semplicemente che “la stagione d’oro del welfare è finita” oppure “provare a riscoprire come è nato il welfare, tornando al mutualismo ottocentesco”. È percorrendo questa seconda via che, nonostante l’apparente paradosso, si realizza un “processo di innovazione”, la cui caratteristiche principale è l’auto-organizzazione sociale.

libro di Ilda Curti e Daniele Viotti: "Le società mutuo soccorso. Radici di mutualismo e prospettive di futuro"

Presentazione alla Fondazione Cesare Pozzo del libro di Ilda Curti e Daniele Viotti: “Le società mutuo soccorso. Radici di mutualismo e prospettive di futuro”

Daniele Viotti, rispondendo alle domande di Cancellato e Giaccone, ha fatto presente alla platea che la contrazione del welfare non è scontata e che anche in futuro “si potranno mantenere diritti e tutele sociali, frutto di 150 anni di conquiste del movimento dei lavoratori”. Quello che manca, secondo Viotti, è una discussione ampia e pubblica su come mantenere il livello di welfare odierno. L’europarlamentare del Partito Democratico ha sottolineato la necessità di trovare “forme nuove, innovative e solidali, ripercorrendo l’antica via del mutualismo”. In una prospettiva continentale inoltre, sarebbe necessario “uniformare le legislazioni nazionali” con una legislazione europea che “non paragoni le mutue cooperative alle assicurazioni profit”. In una parola occorrerebbe “ridisegnare il welfare europeo”, prendendo atto che ai processi di trasformazione dell’industria 4.0, non è possibile rispondere con il “welfare 1.0”: “lo straordinario welfare pubblico del ‘900” non è infatti più proponibile. Bisognerebbe inoltre riconoscere che “non tutto è monetizzabile” e che la monetizzazione dei servizi con sussidi pubblici è inutile quando tali servizi non esistono. Fondamentali al mantenimento del welfare sono quindi la “creazione dei servizi e il mantenimento dei diritti”. Uno dei pilastri di questo processo, cruciale al mantenimento del welfare, è rappresentato quindi dalle società di mutuo soccorso.

In merito alla specifica questione sanitaria che riguarda le mutue, Viotti ha sostenuto che “se lo Stato non è più in grado di affrontare le spese, esso deve dare ai cittadini la possibilità di scelta di come tutelarsi”: se attraverso soluzioni privatistiche o attraverso la via del mutualismo solidale. Ovviamente il modello mutualistico non può essere puramente quello delle origini e va innovato, “come infatti è cambiato il modello di servizi di CesarePozzo, che non è più quello della mutua dei macchinisti e fuochisti dell’Ottocento”.

Affinché prevalga il modello mutualistico, per rispondere alle assicurazione che perseguono un legittimo profitto, è sempre più necessario unire le mutue per renderle “realmente competitive”.

Mario Giaccone ha successivamente posto l’attenzione su come in molti Paesi la “forma del mutuo soccorso risulti vincente, grazie alle relazioni sociali che essa crea fra i soci. Il mutuo soccorso risponde a un bisogno di socialità e di comunità. È quindi una risorsa per il futuro”.

A partire da queste considerazioni il dibattito si è quindi spostato sulla crisi nelle società odierne dei corpi intermedi, come sindacati, partiti e associazioni, e cui si può rispondere anche ripartendo della società di mutuo soccorso.

Presente all’incontro anche il presidente nazionale di CesarePozzo, Armando Messineo, che ha sottolineando la “necessità di mantenere saldi i valori delle origini, oggi più che mai attuali, e di tornare al senso di comunità per sconfiggere l’io imperante”. Messineo ha poi ricordato la criticità dovuta al ridotto numero di mutue strutturate e “l’importanza della mutualità mediata, per cui le mutue piccole si appoggiano a quelle più grandi come CesarePozzo, per far crescere l’intero movimento mutualistico”. Per una sorta di economia di scala mutualistica, “se la mutualità non cresce, finisce”.

Messineo ha anche ricordato le azioni concrete di CesarePozzo per aiutare gli ultimi, sostenendo attivamente le associazioni che lavorano sul territorio, “ripartendo dal basso con gli ideali e sviluppando sinergie positive”.

 

Gli autori del libro: “Le società di mutuo soccorso. Radici di mutualismo e prospettive di futuro”

Daniele Viotti, eurodeputato del Partito Democratico (2014-2019) è stato relatore del bilancio generale dell’Unione Europea per il 2019 e membro della Commissione Bilanci del Parlamento europeo. Da sempre impegnato sul fronte dei diritti, al Parlamento europeo è stato membro della Commissione Libertà Civili e copresidente dell’Intergruppo per i diritti LGBTI.

Ilda Curti è docente e ricercatrice su politiche comunitarie, sviluppo locale, politiche di rigenerazione urbana e integrazione, progettazione culturale e innovazione sociale, già assessore nella giunta comunale di Torino dal 2006 al 2016.

 


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