CesarePozzo diventa la Mutua dei cittadini

Articolo di · 4 dicembre 2017 ·

Dopo l’apertura di CesarePozzo a tutti i lavoratori dei trasporti nel 1980, la strada verso la mutua sanitaria per tutti i cittadini è ormai presa e l’evoluzione del Sodalizio continua.

Nel 1985 si attua un gemellaggio fra l’Unione delle mutue dei ferrovieri francesi e la Società di mutuo soccorso fra ferrovieri, avviando una proficua collaborazione internazionale fra i due sodalizi. Nel 1986 il nome cambia in Società nazionale di mutuo soccorso fra ferrovieri e lavoratori dei trasporti.

Nel 1987 per la prima volta si estendono alcune tutele anche ai familiari dei soci, creando la figura dell’ “avente diritto” al sussidio. È un passaggio importante perché il raggio d’azione della mutua si estende a una quantità di persone più che triplicata rispetto agli associati. Nel frattempo i sussidi sono stati diversificati e sono: sussidio per malattia, sussidio per totale inidoneità, tutela legale dall’interrogatorio alla Cassazione, sussidio di solidarietà, sussidio clinico-ospedaliero, sussidio di decesso (gli ultimi due dedicati anche ai familiari).

Nel 1988 il presidente Gabriele Ferri mette in evidenza il preoccupante successo della filosofia privatistica con la ricetta “meno Stato e più mercato” che tende a stravolgere le conquiste dei lavoratori, esaltando l’iniziativa privata e l’intervento delle assicurazioni in sostituzione del servizio pubblico in campo sanitario, previdenziale, assistenziale.

Nel 1989 lo stesso Ferri è allarmato per la questione dei ticket sui medicinali introdotti dal governo, che colpiscono le fasce meno agiate e prefigura un futuro della mutua dedicato, come focus principale, alle questioni sanitarie. Dare alla mutua un ruolo d’integrazione sanitaria significa aiutare le famiglie e non solo i singoli. È una svolta nella missione della mutua, perché dalla tutela del lavoratore si sarebbe passati alla più generale tutela dei nuclei familiari e dalle tutele professionali alle tutele assistenziali.

Intanto prosegue la proiezione verso l’esterno e, nel 1992, la Mutua sanitaria Cesare Pozzo si apre a tutti i lavoratori dipendenti. Nel 1994 il sodalizio cambia nuovamente nome, assumendo l’attuale denominazione di Società nazionale di mutuo soccorso Cesare Pozzo, in ricordo delle epiche vicende del suo principale presidente dell’Ottocento. Lo statuto viene modificato e possono iscriversi “tutti i cittadini della Repubblica Italiana o in essa residenti” purché non abbiano superati i 63 anni e si impegnino a un’adesione minima di 5 anni.

L’estensione della base sociale, secondo Ferri, permette maggiori vantaggi a tutti i soci e i numeri gli danno ragione. I soci sono 18.000 nel 1976, 51.000 nel 1985, 77.000 nel 1989, 84.000 nel 1991, oltre 90.000 nel 1994 e 94.000 nel 1996. Tale crescita impetuosa rende possibile un esperimento nuovo: anziché rimborsare soltanto i sussidi e quindi “acquistare sanità”, CesarePozzo prova a “fare sanità”, mettendo in piedi una rete di poliambulatori propri a gestione diretta, ai quali gli associati possono rivolgersi per le loro esigenze di salute.

Nello stesso periodo CesarePozzo comincia a dedicarsi ai temi generali della società con l’istituzione nel 1994 del Fondo De Lorenzo, in ricordo di Giuseppe De Lorenzo anima culturale del sodalizio e primo direttore del giornale sociale “Il Treno”. Il fondo è dedicato alle iniziative di grande solidarietà verso gruppi, popolazioni, associazioni o istituzioni in Italia o all’estero, in occasione di eventi drammatici o di situazioni di particolare gravità.

Nel 1995 si attua una profonda riforma dei sussidi. Con la mutua aperta a tutti e con la nuova denominazione intitolata a Cesare Pozzo, cambiano anche le prestazioni che vengono articolate su tre livelli: A, B (facoltativo aggiuntivo) e C (fondi sanitari integrativi). In quel momento le prestazioni di livello A sono le uniche esistenti e sono articolate in 5 forme di assistenza.

La questione dei fondi sanitari integrativi che, ai sensi del D.Lgs. n. 502/1992, possono essere istituiti anche dalle società di mutuo soccorso rappresenta il principale campo di novità per il decennio successivo. Essa si inserisce nell’ampio tema del ritrarsi delle risorse dello “stato sociale” e della ricerca di forme di assistenza sanitaria integrative rispetto a quelle assicurate dal Servizio sanitario nazionale.

Per le società di mutuo soccorso si tratta di acquisire di nuovo un ruolo importante e visibile a tutti, ma il terreno si presenta “minato” per la presenza di interessi verso la sanità integrativa da parte delle assicurazioni e persino dei sindacati. In questo contesto, le società di mutuo soccorso sono piccole rispetto agli altri soggetti, e la Mutua sanitaria Cesare Pozzo, essendo la più grande a livello nazionale, si trova a svolgere un difficile ruolo di guida verso la ripresa del mutualismo.

(a cura di Stefano Maggi con la collaborazione di Federico De Palo)

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Sull'Autore
Presidente della Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità

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