Capacità personali: conoscerle per potenziarle

Articolo di · 24 marzo 2020 ·

Il mental coach aiuta a capire le opportunità e gli ostacoli di un cambiamento e a gestire stress e paura.

“Ogni persona è dotata di capacità straordinarie ma spesso fa fatica a vederle, riconoscerle e a passare all’azione. Il coaching è molto utile perché ciò possa attivarsi e per ottenere prestazioni sorprendenti”.
Così Santina Iannelli, human olistic coach, introduce il suo lavoro, professione sempre più richiesta e alla quale ricorre un numero sempre più consistente di persone.

Ma in cosa consiste questa professione e chi ne può usufruire?

“Mi piace vedere il lavoro di un mental coach come un facilitatore del cambiamento – afferma la dottoressa Iannelli – Vorrei però fare una piccola premessa. Il mutamento fa parte della nostra vita, solo che alle volte,

Human olistic coach

troppo spesso direi, facciamo fatica a metterlo in atto in maniera consapevole. Ogni volta che non scegliamo di cambiare coscientemente, finiamo per restare paralizzati e ancorati alla nostra zona di comfort e così facendo, finiamo per subire il cambiamento con tutto ciò che ne deriva. Un coach aiuta a vedere quali opportunità e quali ostacoli ci sono in quello che si vuole cambiare o negli obiettivi che si vogliono raggiungere; offre punti di vista differenti e la possibilità di espandere ai massimi livelli i propri talenti, capacità e risorse personali”.

Il coaching a livello globale offre un mercato che vale oltre 1,6 miliardi di euro e il comparto professionale genera un giro d’affari che sfiora i 18 milioni di euro, con un reddito pro capite di circa 12.000 euro/anno. Tra i professionisti, c’è una piccola prevalenza maschile, il 59%, mentre il 45% non ha figli e l’età di un coach oscilla tra i 27 e i 54 anni. Nel mondo si contato oltre 47.000 coach e gran parte di essi si concentrano nel Nord America, in Europa occidentale e in Oceania.

Chi si iscrive a corsi di coatching lo fa perché desidera aiutare gli altri (95%), partendo dal migliorare se stesso (il 54%). L’81% desidera migliorare nella vita personale, professionale o sportiva, il 47% cambiare lavoro, il 69% desidera realizzarsi. Attraverso degli strumenti a disposizione, inoltre, il coach focalizza il lavoro nel trovare, di concerto con il cliente, soluzioni utili e funzionali, partendo dal momento presente e dal contesto che vive e orientandolo verso azioni future che possano attivare il cambiamento desiderato o il raggiungimento degli obiettivi programmati.

Chiunque può rivolgersi a un coach: manager, imprenditori, sportivi, studenti, professionisti e chi ha voglia di migliorare la propria vita, le proprie prestazioni o raggiungere un obiettivo che si è prefissato da tempo. Le diverse competenze di coaching vengono infatti applicate sia in ambito professionale, sia personale. “Le tecniche più utilizzate – afferma Santina Iannelli – si focalizzano sulla gestione del tempo, delle emozioni nelle prestazioni, del focus, della concentrazione, di una buona conoscenza della comunicazione efficace, del dialogo con se stessi e sulla programmazione e organizzazione. Io personalmente sono una human olistic coach – continua Santina Iannelli – Non è una vera e propria specializzazione, ma piuttosto la sintesi della mia filosofia professionale e di vita, la mia carta d’identità nel mondo. Credo fermamente che l’essere umano debba tenere conto della dimensione olistica (globale) su cui ruota la sua vita. Pensare a compartimenti stagni in termini di mente, corpo e spirito è molto riduttivo”.

L’approccio di un mental coach mette in rilievo l’importanza e il potere che ha la mente sul corpo. “Tutto ciò che noi compiamo quotidianamente e intendo azioni – continua Iannelli – sono frutto del nostro pensare. Noi occidentali pensiamo troppo e a volte in modo errato”.

I sentimenti negativi che spesso fanno avvicinare una persona a un mental coach sono spesso il fallimento, la paura e lo stress.

Il fallimento è parte della nostra vita – continua Santina Iannelli – ed è qualcosa che ha a che fare con la nostra autoefficacia, ovvero con l’aver fatto più o meno bene qualcosa. Avere consapevolezza e prendere coscienza del fatto che la perfezione non esiste è il primo passo per leggere come lezioni apprese quelli che troppo spesso chiamiamo fallimenti, per imparare da quelli e agire in maniera differente. Ciò che possiamo leggere come fallimento è da riportare a progetti, programmi, performance o aspettative ma mai alla persona”.

Mentre, per quel che riguarda la paura e la gestione dello stress, la dottoressa Iannelli afferma: “Mai come in questo momento storico abbiamo la necessità di prevenire e gestire lo stress e la paura. La paura è qualcosa di utile e funzionale perché serve al nostro sistema mente-corpo a difendersi. Quello che ritengo fruttuoso e efficace è scegliere a cosa dare spazio. Organizzare il proprio tempo per lavorare e ricaricarsi, riscoprire i propri hobby e passioni, scegliere pensieri positivi e costruttivi, lavorare sulla propria sfera di crescita personale, ascoltare musica e leggere libri, aprire la mente e il cuore alla vita. In sintesi, prendere a cuore se stessi e volersi bene, così da poterlo fare anche con gli altri. Come affermava Albert Einstein: La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.” 

 


    Lascia un commento