Autismo: luci e ombre dei servizi

Articolo di · 1 aprile 2020 ·

Anche l’aiuto reciproco migliora la vita di persone con autismo e loro famigliari

Il 2 aprile è la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, una giornata indetta nel 2007 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Anche se a causa dell’emergenza sanitaria creata dal Coronavirus moltissime iniziative hanno dovuto essere annullate o rinviate, la ricorrenza è comunque un modo per mantenere l’attenzione sul tema, come indicato dall’Associazione nazionale  genitori soggetti autistici (Angsa).

L’autismo è una condizione neurologica e una disabilità dello sviluppo che dura tutta la vita e influisce sulla comunicazione sociale dell’individuo e sul rapporto con le altre persone, condizionando anche la sua esperienza del mondo.

Le manifestazioni di autismo variano molto da persona a persona, per questo si parla di disturbi dello spettro autistico. Esse includono, con gradi diversi, vari tipi di difficoltà quali giocare con gli altri bambini e le altre bambine, comunicare in modo funzionale, esternare i propri sentimenti, comprendere i sentimenti altrui, interagire in modo in modo appropriato con gli altri e sviluppare le capacità intellettive.

L’autismo, al contrario, non è provocato da blocchi psicologici o carenze affettive. Non è una scelta di isolamento nel proprio mondo e nei propri pensieri, né una psicosi o nevrosi. Soprattutto l’autismo non è un disturbo che guarisce dopo l’infanzia.

Le persone affette da autismo molto spesso necessitano richiedono un alto livello di supporto nella vita quotidiana, anche se nei casi meno gravi tali supporto può essere minore.

Secondo quanto indicato da Angsa, in Itali a le Regioni segnalano la presenza di 3-4 bambini con autismo ogni 1.000. Tali dati però sono molto disomogenei e per l’associazione i bambini con questi disturbi sarebbero molti di più, perché nei casi meno gravi spesso non vengono fatte le diagnosi.

Le stime dell’Osservatorio nazionale autismo dell’Istituto Superiore di Sanità infatti parlano di un bambino ogni 77, un trend in aumento anche per la maggior consapevolezza e le diagnosi più frequenti.

Una diagnosi precoce è molto auspicabile perché, sostiene l’Angsa, “consente di fare interventi tanto più efficaci quanto maggiore è la plasticità del cervello nei primi anni di vita”. Le figure a cui rivolgersi sono quelle dei neuropsichiatri e altri specialisti esperti di autismo.

L’associazione consiglia, in caso di diagnosi positiva di procedere alla sua certificazione e di non isolarsi. Al contrario il confronto e il mutuo aiuto con altri genitori che vivono la stessa condizione può essere di grande utilità.

Inoltre, la letteratura scientifica internazionale e le linee guida dell’Istituto  Superiore di Sanità, oltre che l’esperienza diretta dell’associazione, “confermano che le strategie di educazione speciale mediate dai genitori possono dare  buoni risultati per migliorare  la  qualità di vita delle persone con autismo e delle loro famiglie”.

Le persone con autismo necessitano di una presa in carico di tipo sociosanitario a elevata integrazione. “Le prestazioni di assistenza, cura e abilitazione – ricorda Angsa – sono a totale carico del Servizio sanitario nazionale, senza interruzione di continuità per tutto il corso della vita. I comuni, d’intesa con le aziende/unità sanitarie locali, su richiesta, debbono predisporre un progetto individuale relativo all’assistenza e alla promozione della sua inclusione nei vari contesti di vita”.

Negli ultimi anni si sono fatto molti passi avanti per migliorare la vita delle persone con autismo e dei loro famigliari come la definizione di linee guida dell’Istituto  Superiore di Sanità, una legge apposita e l’inserimento dell’autismo nei livelli essenziali di assistenza del Servizio sanitario nazionale.

Molto però è ancora da fare, anche a causa di livelli di servizio disomogenei sul territorio nazionale, con carenze maggiori al sud e nelle isole.

Secondo Angsa, infatti, sono necessari servizi per la diagnosi precoce in ogni regione e la presa in carico in ogni Asl, oltre che docenti specializzati nelle scuole, l’applicazione più estesa di interventi e servizi previsti dalle linee guida, un approccio maggiormente multidisciplinare e servizi specializzati anche per gli adulti.

La Mutua sanitaria Cesare Pozzo, prendendo atto di queste carenze, si è distinta per iniziative di sostegno a persone affette da autismo, a cui anche Mutua Oggi ha dedicato un approfondimento.


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