Autismo: cooperare per agevolare l’inclusione sociale

Articolo di · 25 giugno 2019 ·

Un bambino ogni 77 in Italia soffre di autismo. Sono i numeri distribuiti nel 2019 dall’Osservatorio Nazionale Autismo che fa capo all’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo. Il dato risulta in progressivo aumento per l’intreccio di diversi fattori: l’aumentata presa di coscienza della popolazione, il cambiamento dei criteri diagnostici, l’introduzione di strategie di screening e l’individuazione precoce che consentono la diagnosi anche di disturbi lievi che in passato non erano individuati.

I disturbi dello spettro autistico rientrano in un gruppo complesso di problematiche dello sviluppo cerebrale che secondo l’Istituto superiore di Sanità, raggruppa condizioni come l’autismo e la sindrome di Asperger, disturbi caratterizzati da difficoltà nell’interazione e nella comunicazione sociale, nell’area comportamentale e cognitiva e da interessi e attività limitati e ripetitivi. Il loro grado di abilità intellettiva è variabile e spazia da una compromissione grave a abilità cognitive non verbali superiori alla norma.

Al momento non si conoscono esattamente quali siano le cause dell’autismo. L’ipotesi più accreditata dal mondo scientifico individua una multifattorialità costituita da fattori genetici, da aspetti legati all’interazione tra geni e condizioni ambientali e da altre variabili di ordine biologico. Nei primi anni di vita sono stati identificati differenti sintomi che possono rappresentare indicatori precoci e vari lavori scientifici hanno enfatizzato l’importanza di uno screening in grado di individuare i bambini a rischio di autismo a 18 mesi di vita. I segnali più comuni sono: difficoltà a instaurare contatto oculare, a giocare con gli altri o chiedere aiuto e l’assenza di comportamenti quali la risposta al sorriso, l’orientamento a stimoli sonori o al proprio nome, gesti comunicativi come indicare o salutare con la mano o l’istinto di tendere le braccia per venire presi.

Al fine del miglioramento della patologia, dicono gli esperti, non esistono attualmente terapie miracolose, ma azioni mirate ed efficaci che arricchiscono significativamente le aree deficitarie di performance intellettiva e sociale e riducono i comportamenti-problema. Tra gli interventi importanti da sostenere rientrano la diagnosi precoce, il progressivo aumento di percorsi adeguati e il buon funzionamento di una rete formata da istituzioni scolastiche, sanitarie e servizi specializzati che hanno lo scopo di permettere ai bambini con autismo di sviluppare le proprie potenzialità.

Tra le proposte interdisciplinari sviluppate grazie all’interazione di più soggetti rientra “Il progetto di CesarePozzo per l’inclusione sociale di persone con autismo dell’ASP Palermo”.

L’iniziativa, promossa e sostenuta dalla Mutua sanitaria Cesare Pozzo e sviluppata grazie alla compartecipazione di istituzioni e enti locali per garantire all’utente un approccio multidimensionale, rappresenta un’azione pilota, mai sperimentata prima sul territorio dell’ASP di Palermo, rivolta a persone affette da autismo.

Argomenti e obiettivi delle azioni progettuali sono al centro del convegno “Il progetto di CesarePozzo per l’inclusione sociale di persone con autismo dell’ASP Palermo” in calendario  sabato 29 giugno, alle ore 10.00, nella Sala Gialla dell’Assemblea Regionale Siciliana in Piazza del Parlamento, 1 a Palermo.

Protagonisti dell’incontro, l’Onorevole Gianfranco Miccichè – Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Daniela Faraoni – Direttore generale ASP Palermo, Giovanna Gambino – Dirigente responsabile ambulatorio dedicato II Livello diagnosi e trattamento dei disturbi dello spettro autistico,  Antonella Di Leonardo – UOS ISIL ASP Palermo, Renato Scifo – Direttore UOC Ospedale Acireale, Rosi Pennino – Presidente ParlAutismo Onlus, Maria Gabriella Guzzo – Consulente ABA, con la testimonianza di Giuseppe Auteri, giovane con autismo ad alto funzionamento. I lavori sono coordinati da Giuseppe Porrello, Direttore UOC di Neuropsichiatria Infantile Palermo, mentre le conclusioni sono a cura di Armando Messineo, Presidente nazionale SNMS Cesare Pozzo.

Il programma triennale di inclusione sociale volto a co-gestire le necessità di un vivere adulto e autonomo, vuole dare risposta a una reale esigenza del territorio. In Sicilia ci sono circa 5.000 autistici, 2.000 dei quali solo a Palermo e provincia. I dati in costante aumento fanno prevedere che i disturbi dello spettro autistico diventeranno nel prossimo decennio un’emergenza sociale.

Per questo, CesarePozzo ha voluto sostenere questo progetto, complesso e articolato, che ha per obiettivo l’inclusione sociale e lavorativa di persone con autismo e investe nell’abitare autonomo: un gruppo di soggetti con disturbo autistico che vivono un’esperienza di convivenza pur continuando a mantenere contatti con la famiglia, secondo i tempi e i modi previsti nel piano di azione. Il tutto, monitorato continuamente da un utente esperto che valuterà gli aspetti organizzativi, affettivo-relazionali e gruppali.

“E’ un onore per noi sostenere questo virtuoso progetto – afferma Armando Messineo, Presidente nazionale SNMS Cesare Pozzo – Operiamo per garantire a tutti, attraverso il mutuo soccorso, l’inclusione sociale, soprattutto alle persone più bisognose. Questo lavoro condiviso va proprio in questa direzione, specificatamente per le persone con autismo”.

 


    Lascia un commento