L’autismo e l’adattamento al Covid-19

Articolo di · 2 aprile 2021 ·

Dai disagi alla capacità di adattamento fino all’appello alle istituzioni per la campagna vaccinale: il Covid-19 vissuto dalle persone affette da autismo.

 

Quella del Covid-19 è stata e continua ad essere una doppia sfida per le persone affette da autismo e per le loro famiglie. Se da un lato affrontano l’emergenza sociale e sanitaria ancora in atto, dall’altro devono fare i conti con le problematiche più vicine alla sfera autistica come la difficoltà nel comprendere la situazione di emergenza, lo stravolgimento della loro routine giornaliera e l’interruzione delle terapie in presenza. Tutto questo con delle conseguenze sul loro funzionamento comportamentale e adattivo durante questi mesi di pandemia.

Guardando i dati sull’autismo a livello internazionale, si calcola che negli Stati Uniti un bambino su 54 è autistico, secondo il Center for Disease Control. In Europa, invece, studi epidemiologici internazionali riportano negli ultimi anni un incremento generalizzato della prevalenza di ASD (Autism Spectrum Disorders), dato che va comunque interpretato in relazione ad una sempre maggiore consapevolezza dei disturbi, ad una maggiore formazione dei medici e alle modifiche dei criteri diagnostici. Per quanto riguarda i dati europei, in Danimarca e Svezia 1 bambino su 160 è autistico, 1 su 86 in Gran Bretagna, mentre in Italia, si stima che 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenti un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi, 4,4 volte in più rispetto alle femmine mentre il totale delle famiglie con figli autistici ammonta a circa 600mila.

In occasione dell’edizione 2021 della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, attenzione viene prestata all’impatto che il Covid-19 ha avuto su di loro e sui loro comportamenti e a tal proposito, il gruppo Autismo Tor Vergata della U.O.S.D. di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario di Tor Vergata, diretta dal Professore Luigi Mazzone, ha di recente pubblicato un rapporto volto a valutare gli effetti del lockdown sul profilo comportamentale e adattivo di bambini con autismo.

Il campione italiano su cui è stata svolta la ricerca è di 85 bambini con autismo (età media di 7 anni; 68 maschi e 17 femmine) e i risultati sono il frutto di un confronto tra i dati ottenuti da una valutazione standardizzata effettuata in presenza presso la struttura ospedaliera nei mesi precedenti alla pandemia Covid-19, ed una successiva valutazione alla fine del primo lockdown (maggio-luglio 2020), effettuata in modalità telematica.

Obiettivo dello studio è stato il valutare se il confinamento domestico obbligatorio avesse fatto emergere una modifica sul piano comportamentale, sintomatologico ed adattivo considerando inoltre se eventuali modifiche comportamentali erano più frequenti nel gruppo dei bambini autistici prescolari o in quello degli scolari.

Le analisi statistiche emerse non hanno evidenziato significativi peggioramenti sia sul piano adattivo e sia comportamentale nel campione osservato, anzi nel gruppo dei bambini prescolari veniva riscontrato un miglioramento delle capacità adattive subito dopo il lockdown primaverile.

I risultati a prima vista sembrati in contrasto con lo stress del lockdown, sono stati successivamente rivalutati alla luce di diverse variabili che avrebbero potuto influirepositivamente sul comportamento, come il funzionamento cognitivo dei singoli partecipanti allo studio, l’eventuale continuità o discontinuità della terapia comportamentale, l’eventuale supporto genitoriale online da parte di esperti terapeuti e altre variabili come la presenza o meno del genitore a casa.

Il risultato riportato ha portato in evidenza, soprattutto nei bambini in età prescolare, un potenziamento delle abilità adattive. Tale miglioramento è stato messo in relazione con le capacità cognitive nel bambino e si è visto che i progressi sono stati più significativi nei bambini che hanno proseguito con l’intervento comportamentale in modalità telematica, i cui genitori hanno avuto un supporto terapeutico online e in quelli che hanno avuto almeno uno dei due genitori in smart working a casa. Un buon supporto all’adattamento di questo campione di bambini, che ha escluso dall’analisi la fascia adolescenziale e giovane adulta, lo ha dato il genitore che ha contribuito a stimolare direttamente e in modo continuativo i ragazzi sia sul piano emotivo e sia su quello delle abilità adattive.

Il risultato della ricerca, che con i dovuti supporti porta in evidenza una buona capacità di adattamento alla nuova routine, afferma quindi la fondamentale importanza della continuità terapeutica anche in modalità telematica, intesa come terapia a distanza, sia per i ragazzi e sia per gli stessi genitori oltre alla fondamentale importanza del ruolo delle istituzioni pubbliche che devono garantire un supporto adeguato alle famiglie, attraverso la strutturazione di servizi specializzati anche nel contesto della telemedicina, servizio che, come è stato dimostrato da questi risultati, può aiutare e modificare in positivo il percorso evolutivo anche in momenti particolarmente stressanti come quello della pandemia.

Sempre in tema Covid-19, altro tema di rilievo è quello della campagna vaccinale. A tale proposito, un importante appello è stato lanciato dal noto cantante e compositore Elio di “Elio e le Storie Tese” che, rivolgendosi alle istituzioni, chiede che venga data al più presto priorità ai ragazzi autistici e a chi vive accanto a loro, nella somministrazione dei vaccini Covid-19, portando in evidenza la difficile situazione che molte famiglie con figli autistici si trovano ad affrontare in questo momento, alla luce della non autosufficienza di molti di loro e della necessità di avere assistenza 24 ore su 24. Attenzione viene portata da Elio anche alle diverse realtà delle persone affette da autismo come quelle degli adulti, spesso assistiti solo da genitori anziani, in questo momento particolarmente stanchi.


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