Agopuntura: curare con il riequilibrio energetico

Articolo di · 27 luglio 2020 ·

Molteplici proprietà terapeutiche, in sinergia con la medicina convenzionale

L’agopuntura costituisce un valido sostegno a integrazione della maggior parte delle malattie abitualmente curate dalla medicina allopatica (ossia la medicina classica convenzionale). È un metodo di cura che prevede, attraverso l’applicazione in punti specifici di aghi o altri mezzi fisici come ad esempio il calore, di riequilibrare l’energia che circola nel corpo.

agopuntura dott. Frustaglia

Antonino Frustaglia, geriatra, gerontologo, cardiologo, nutrizionista e agopuntore

Secondo la medicina tradizionale cinese la salute dell’uomo è frutto dell’equilibrio delle due forze opposte, yin e yang, che fluiscono sotto forma di energia, chiamata qi.

 “Questa disciplina– afferma Antonino Frustaglia, geriatra, gerontologo, cardiologo, nutrizionista e, appunto, agopuntore – si basa sul principio che l’uomo, come da medicina classica, è composto da organi e viscere ma, accanto al sistema circolatorio arterioso, venoso e linfatico che sostiene l’organismo, abbia anche una serie di canali invisibili che attraversano tutto il corpo e trasportano energia secondo regole precise. In generale il punto dolente diviene punto di agopuntura; a questo è necessario associare il riequilibrio energetico senza il quale, la malattia è destinata a non risolversi.”

I punti di agopuntura sono situati lungo canali, chiamati meridiani, e a ognuno è associato un organo o una funzione corporea. La presenza di un dolore o un disturbo in un’area specifica del corpo comporta un’alterazione nel flusso di energia. “Una carenza o blocco di energia – continua – in alcune zone può determinare un disturbo che può essere riequilibrato grazie all’introduzione di aghi o all’applicazione di calore, tecniche che consentono di scaricare o ripristinare la normale circolazione energetica”.

L’uso di questo trattamento può essere sia a livello preventivo sia terapeutico. Secondo la tradizione, in principio fu usata come cura antidolorifica; attualmente, oltre a dare sollievo a dolori articolari, periarticolari, muscoltendinei e di viscere e organi, il suo impiego consente margini di miglioramento di patologie gastrointestinali, neurologiche, ortopediche, internistiche e psicologiche che spesso vengono curate in concomitanza a un riordino dello stile di vita e attraverso la comprensione delle proprie emozioni.

“Le sedute variano secondo i disturbi che emergono. Prima si contatta l’agopuntore, prima si risolve il problema sia esso internistico, neurologico, ortopedico, fisiatrico, cardiologico, pneumologico, gastroenterologico, dermatologico, otorinolaringoiatrico e ginecologico. Una malattia acuta trattata all’inizio può essere risolta con poche sedute ravvicinate anche più volte la settimana; al contrario, per una malattia cronica o refrattaria è necessario intervenire con sedute più distanziate con frequenza anche maggiore, mensile o periodica, secondo gli obiettivi”.

La medicina convenzionale e l’agopuntura hanno un diverso approccio, eppure tra loro non esiste una scissione, bensì da esse può nascere una cooperazione che consente di capire ciò che serve per la propria salute. “Mentre la medicina classica affronta la malattia con sostanze chimiche o con la chirurgia, l’agopuntura utilizza il riequilibrio delle energie presenti nell’uomo congiuntamente alle regole base per una vita psicofisica salutare.È auspicabile l’integrazione delle due medicine, allopatica e agopuntoria perché – conclude Frustaglia – avrebbero un effetto sinergico che permetterebbe una pronta ripresa”.


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